La Cassazione conferma la sentenza e rinvia ad altro giudizio l'interdizione, cosa cambia ora a livello politico e chi pagherà lo scotto più grande?

Roma
09:03 del 02/08/2013
Scritto da Alberto

Berlusconi perde una delle partite più importanti della propria vita, dopo sette ore di camera di consiglio i giudici della Suprema Corte giovedì pomeriggio, dal Palazzo di Giustizia di Roma, hanno rigettato il suo ricorso confermando dunque la sentenza di secondo grado emessa a maggio che lo condanna alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di frode fiscale. Tuttavia il fondatore di Forza Italia e Pdl al momento non viene estromesso dalla Politica attiva, poiché l'interdizione è stata revocata, rimandando il giudizio ad un'altra Corte d'Appello diversa da quella di Milano. In sostanza la fedina penale di Berlusconi è macchiata ma potrà continuare a dare il suo apporto alla politica e al Parlamento.

La sentenza più attesa dalla politica italiana della Seconda Repubblica, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso, televisioni e giornali che seguivano la vicenda ininterrottamente da oltre 55 ore, ha delle inevitabili conseguenze a livello politico, a partire dalla stabilità del Governo Letta che potrebbe sgretolarsi con l'urto della sentenza. Più volte il Cavaliere ha ribadito che la sua vita personale andava slegata dalla politica, ma i gruppi parlamentari potrebbe realmente rompere il governo dopo un confronto estremo ed acceso con la base del governo. Nell'opposizione inoltre si alzano con forza la richiesta da parte di Sel e M5S di porre fine ad un' alleanza ritenuta già anomala e che ora è viziata dalla presenza di un leader politico condannato penalmente. Non sono tardati i commenti da parte degli esponenti dei maggiori partiti, per Guglielmo Epifani, segretario del Pd, la sentenza va rispettata, eseguita e applicata. Grillo invece ha detto: Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Napolitano nella sua nota ha invocato rispetto per la magistratura, ma invita il paese alla coesione.

Molti si domandano fondamentalmente ora cosa accadrà a Berlusconi. Il Procuratore Edmondo Bruni Liberati sulla sentenza della Cassazione ha detto che la pena è esecutiva ed eseguibile non appena sarà notificata al tribunale di Milano. Dei 4 anni, per effetto dell'indulto, Berlusconi dovrebbe scontarne uno solo, e sebbene molti parlino di un anno di domiciliari o servizi sociali, l'ipotesi del carcere non è del tutto da scartare. Non dimentichiamo il caso di Callisto Tanzi, ultra settantenario, che per frode dovette scontare diversi giorni di carcere. Quindi al momento dare risposte certe non è possibile. Dal punto di vista politico, per ogni condanna penale superiore ai due anni di reclusione scatta la incandidabilità, dunque Berlusconi per legge non potrà più essere il Capo del Governo.

Pochi minuti dopo la sentenza, Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Grazioli i Capigruppo di Camera e Senato, Renato Schifani e Renato Brunetta, per mettere a punto il video comunicato diffuso nelle ore successive. Un messaggio drammatico, forse il più drammatico a livello politico e personale, a  momenti con voce rotta il Cavaliere ringrazia i suoi figli per l'amore incondizionato, ringrazia gli avvocati e tutti coloro che gli sono stati accanto. Il videomessaggio di Berlusconi è un capolavoro di comunicazione che rilancia un leader politico di un partito interdetto dai pubblici uffici e che non potrà candidarsi alle prossime elezioni. Rimarrà lo stesso in campo Silvio Berlusconi e promette di rimettere in campo Forza Italia per vincere le prossime elezioni. Con una smorfia di dolore interiore ricorda che in cambio di 20 anni di sacrifici per il Paese ha ricevuto una sentenza cosi dura che toglie la libertà personale. Una sentenza ingiusta, irresponsabile, incontrollata.

Nessun commento sul governo Letta, le larghe intese continuano ma il percorso è più tortuoso di prima: i temi dell’economia e della giustizia rischiano di far rompere il giocattolo costruito da Letta. La strategia di Berlusconi è quella di mostrarsi responsabile attendendo la reazione del Partito Democratico, quasi a dire che saranno i democratici a decidere le  sue sorti e quello della coalizione di governo.

Quello che auspichiamo è che tale sentenza non diventi un conto salatissimo da pagare per tutti noi cittadini italiani. Sarà dunque il paese a pagare o, almeno per una volta, nei palazzi del potere prevarrà la razionalità? Ci siamo sforzati di uscire dalla crisi in cui siamo sprofondati per colpa di tutte le forze politiche, in particolare Pd e Pdl, e nessuno si augura di imbarcarsi nell'ennesima stagione di grida e lacerazione e campagna elettorale. Come ha scritto il direttore Calabresi, la Suprema Corte ha messo la parole fine al processo di Berlusconi e ad una storia giudiziaria infinita, ma questa non deve essere l'inizio della nostra fine.


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Categorie: Cronaca, Politica, Sociale


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