Conan Exiles è un survival ambientato nel mondo di Conan, il personaggio di Robert E. Howard reso iconico nella cultura di massa dall'interpretazione che ne ha dato Arnold Schwarzenegger in due film degli anni '80: Conan il Barbaro e Conan il Distruttore

Torino
11:00 del 13/02/2017
Scritto da Luca

Conan Exiles è un survival ambientato nel mondo di Conan, il personaggio di Robert E. Howard reso iconico nella cultura di massa dall'interpretazione che ne ha dato Arnold Schwarzenegger in due film degli anni '80: Conan il Barbaro e Conan il Distruttore. Esiste anche un terzo film dedicato al personaggio, più recente, ma è meglio dimenticarsi della sua esistenza. Vicende cinematografiche a parte, il mondo di Howard è perfetto per il genere nato con Robinson's Requiem, che vede tra i suoi rappresentanti più famosi titoli vendutissimi quali Ark: Survival Evolved e Rust (non li citiamo a caso). Insomma, per Funcom, lo sviluppatore di Exiles, è stato un approdo quasi naturale, nonché l'ultima spiaggia per salvarsi finanziariamente dopo una serie di insuccessi commerciali che l'hanno messa seriamente a rischio. Il gioco inizia con il classico editor di personaggi. In realtà prima si deve scegliere se giocare online contro altri umani, oppure se affrontare da soli i pericoli di questo arido mondo dove tutto complotterà per renderci cadaveri. I server sono altamente configurabili e permettono di alterare moltissimi valori, che vanno dalla quantità di giocatori, alla censura o meno delle parti intime dei personaggi (no, non potete fare l'elicottero, ci dispiace). Comunque sia è quando ci si trova crocefissi nel deserto che la partita ha inizio. Scelto il sesso del nostro eroe e definito il suo aspetto modificandone i molti parametri presenti, ossia corporatura, colore della pelle, conformazione del volto, capigliatura, religione e così via (curiosità: lo sapevate che in questi giochi uno degli elementi più costosi a livello produttivo è proprio l'editor? Sì, quello con cui si passano dieci minuti e poi lo si dimentica), si leggono i reati per cui si è stati condannati, non necessariamente veri e solitamente molto divertenti, quindi si viene liberati e si può iniziare a vagare per l'area in cerca di materie prime.


Diciamo subito che, come tanti altri suoi colleghi, Conan Exiles non intende di certo stravolgere quelle che sono le fondamenta dei survival open world. Anche nel titolo Funcom ci sono tutte quelle dinamiche ormai arcinote agli appassionati del genere: raccolta di oggetti, crafting, costruzione, combattimenti. Erba, legno, pietra e tanti altri oggetti da raccogliere saranno ciò che vi permetterà di sopravvivere il più a lungo possibile, insieme alla costruzione di un pagliericcio il prima possibile, il quale fungerà da punto di respawn in caso di morte.
Il gioco è ovviamente basato sulla sopravvivenza e le lande di Hyboria non sono di certo accoglienti. Oltre a essere brulle e poco invitanti, le terre da esplorare sono anche popolate da creature di ogni tipo pronte a farci la pelle, oltre ad altri indigeni e abitanti vari che ci attaccheranno a vista. Morire quindi è frequente, soprattutto all’inizio senza armi e ignudi, ma col tempo ci sarà modo di equipaggiarsi a dovere sia per sopravvivere ma anche per difendersi. Tra le varie attività possibili c’è anche la costruzione di edifici: una meccanica ormai consolidata nei survival sandbox che torna anche in Conan Exiles.
A costo di sembrare povero di parole e pigro, va detto che non c’è niente di troppo nuovo da sottolineare. Se conoscete, anche solo per sentito dire, il gameplay di un Minecraft, ARK, o anche un No Man’s Sky a caso (viaggi spaziali esclusi), avete già presente cosa può offrire Conan Exiles per voi. Ci sono anche dei basilari elementi da gioco di ruolo, rappresentati dalla classica serie di caratteristiche da potenziare livello dopo livello, oltre ad una serie di “ricette” per l’equipaggiamento da sbloccare mano a mano con degli appositi punti. Ciò che funziona, e che potrebbe rendere il titolo a suo modo unico, è l’ambientazione.
Il bello della vita
Funcom ha lavorato discretamente nel riproporre l’universo di Conan in Conan Exiles. I panorami sono decisamente affascinanti nella loro poetica povertà, risultando particolarmente unici guardando alla concorrenza in questo genere. Funziona anche l’incipit, perché la creazione del personaggio parte da una crocifissione, la nostra. Legati con delle corde come salami e vestiti di pochi stracci, l’avatar che andrete a creare è stato esiliato per dei crimini che potreste aver commesso oppure no (la prescrizione ad Hyboria non esiste, per fortuna) e, liberati da un giovane Conan, inizieremo la nostra avventura.
Il gioco, infatti, può essere affrontato come un normale single player. Creerete sì un server, diventando quindi degli host, ma potrete tranquillamente negare l’accesso a chiunque, giocando così in santa pace. C’è anche un accenno di storia in questa versione ad accesso anticipato, la quale potrà senz'altro dare un ulteriore stimolo a quella che, altrimenti, è una progressione in solitaria inevitabilmente noiosa. Difficile consigliare di affrontare Conan Exiles in questo modo. Costruire un avamposto e cacciare mostri sono attività che diventano pedanti dopo relativamente poco tempo. La sfida vera consiste nell’approcciarsi ad altri giocatori che, come sa bene chi è avvezzo al genere, possono essere preziosi alleati o infami nemici allo stesso tempo. C’è comunque la possibilità di entrare appositi server PvE, così da giocare in maniera più rilassata, pur sempre in compagnia di altri giocatori reali, con tutte le prospettive allettanti che ne conseguono.



Accesso anticipato e precoce
Funcom ha grandi piani per Conan Exiles. Durante la creazione del personaggio è possibile scegliere la propria etnia e la religione, elementi che per ora non sembrano avere riscontri reali, ma sappiamo che verranno introdotti i templi, tramite i quali sarà possibile evocare degli avatar divini in grado di radere al suolo intere città in pochi minuti.
Per il resto, c’è ancora tanto da fare. Il sistema di combattimento, che dovrebbe essere il fulcro del gioco, è ancora estremamente deficitario. La IA degli avversari soffre dei tipici problemi che hanno le produzioni frettolose, o in questo caso incomplete. Nel caso specifico, o i nemici riescono ad individuare il giocatore a distanze chilometriche, oppure lo ignorano, oppure un mix di cose. Mi è anche capitato di vedere apparire dal nulla alcune pericolose bestie, con la conseguenza di essere annientato in pochi secondi.
Graficamente, il gioco dà l’idea di poter regalare delle belle sensazioni. Il colpo d’occhio in termini di panorami c’è, manca però molta cura nei dettagli. Il motore grafico è inoltre pesantissimo e ancora da rifinire, ma ancora una volta si tratta di problemi relativi ad un gioco incompleto. Il problema è che Conan Exiles si fa pagare, e nemmeno relativamente poco, quindi mi rimane difficile consigliarvi a cuor leggero di buttarvi sull’acquisto.
Rimane l’incognita della gestione dei server, per ora squisitamente old school. Guardando la tabella con i server attivi, la tendenza per ora è quella di avere decine e decine di server con quattro o cinque persone dentro, visto che possono essere aperti e chiusi in libertà. Sarebbe auspicabile che Funcom stessa si dedichi all’apertura e alla gestione attiva degli stessi, nella speranza che la software house norvegese abbia i mezzi per farlo


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Categorie: , Videogames


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