Sono centinaia le multe appioppate agli automobilisti che sfruttano le belle giornate per andare verso il Lago di Como e le Alpi e Prealpi lecchesi e valtellinesi. Il motivo? I Comuni hanno bisogno di far cassa

Como
10:29 del 30/06/2013
Scritto da Albertone

Più che il sole, è arrivata un’ondata di multe. Un’ondata che nemmeno il miglior surfista sarebbe in grado di fronteggiare senza perdere la calma. Insieme a caldo, pic nic, bagni refrigeranti e giornate in spiaggia in compagnia di figli e parenti, sono arrivate le multe. Piovute dal cielo sugli ignari automobilisti che si stanno ritrovando un conto più salato dell’acqua del mare e più doloroso di una puntura di medusa.

In sostanza, una giornata sul Lago di Como, sul Lago di Lecco o sulle Montagne che costeggiano la Provincia di Sondrio può venire a costare dai 100 ai 750 euro. Colpa della crisi? Macchè. Colpa dei prezzi esorbitanti di qualche rifugio o dei Lidi in riva alle acque? Nemmeno. La responsabilità è tutta degli autovelox che sono spuntati nei giorni scorsi lungo la Statale 36, l’unica via di collegamento che da Milano porta verso Lecco, Como, Sondrio. Ovvero, la sola direttrice che i milanesi in cerca di riposo dopo una settimana trascorsa fra smog e afa, affrontano per dirigersi verso Lago e Montagne. Un tragitto ben noto agli Amministratori dei Comuni che in concomitanza coi primi weekend di esodo hanno posizionato le infallibili apparecchiature in grado di rilevare la velocità dei veicoli in transito. Un laser puntato sul mezzo, la rilevazione della velocità in tempo reale ed una fotografia seduta stante alle targhe di quelli scoperti a viaggiare oltre il limite consentito. In sostanza, vista la fretta domenicale e l’ansia di raggiungere un posto refrigerato lontano dal condominio del centro, a centinaia sono caduti nella “trappola”. Perché la Statale 36, nonostante le sue due corsie, ha un limite orario di 90 chilometri orari che in certi tratti deve scontrarsi con lunghi rettilinei e asfalto che può indurre in tentazione gli autisti a pigiare sull’acceleratore e sforare il divieto predetto.

Ma non è tutto. Gli Amministratori dei Comuni su cui transita la Statale 36 sanno bene che da lì possono trarre decine di migliaia di euro. In sostanza, l’autovelox per alcuni Comuni è l’ancora di salvezza per far tornare i conti e tenere in piedi i bilanci sempre più scricchiolanti derivanti da minori entrate tributarie. A pagare, dalle loro tasche, sono però ancora una volta i cittadini. Da una decina di giorni gli automobilisti stanno effettuando una sorta di sciopero della velocità sui tratti incriminati: camion e tir procedono a 40-50 chilometri orari, mandando in tilt l’intera circolazione che da Milano porta verso Lecco. Una protesta incontrollata, con ripercussioni immediate sui trasporti e con conseguenze possibili anche sulle attività commerciali situate fra Como, Lecco e Sondrio.

Tanti milanesi, saputo il rischio di incappare in multe con conseguente perdita dei punti sulla patente, hanno scelto di dirigersi verso altri luoghi quali Lago Maggiore, Fiume Ticino, Lido dell’Adda. E, analogamente, gli appassionati di montagna si sono diretti verso le Orobie e le Prealpi della bergamasca e della bresciana. Dove, fra le altre cose, non viene richiesto il pagamento giornaliero del parcheggio a ridosso del sentiero di 10 euro. Prezzi che, ormai, nessuno più è disposto ad accettare.  


Articolo letto: 1657 volte
Categorie: Cronaca, Curiosità


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Risposte - Commenti

Matteo

30/06/2013 22:29:19
Non sono totalmente d'accordo con l'autore del testo. Qui si demonizza il valore dell'autovelox per la sicurezza stradale.. Ora, non sono di certo un vigile o un moralista, però nel novantanove per cento dei casi vengono sistemati in una determinata zona con una certa logica.. Se non bisogna superare i 90, non è un buon alibi la fretta per andare in vacanza..
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