Sharm El Sheik, l’ex manager in pensione: ”La mia vita da nababbo a 1500 euro al mese” Johnny Settembre è un ex dirigente Fiat. Nel 2003, appena raggiunta la pensione, ha lasciato l’Italia per trasferirsi a Sharm El Sheik, dove ha comprato casa: “Qui la vita costa la metà, il divertimento è assicurato e c’è il sole tutto l’anno”.

Roma
08:30 del 22/08/2016
Scritto da Luca

CON 1500 EURO AL MESE FACCIO IL NABABBO: IL RACCONTO DEL PENSIONATO ITALIANO, ECCO DOVE SI E’ TRASFERITO!

Sharm El Sheik, l’ex manager in pensione: ”La mia vita da nababbo a 1500 euro al mese” Johnny Settembre è un ex dirigente Fiat. Nel 2003, appena raggiunta la pensione, ha lasciato l’Italia per trasferirsi a Sharm El Sheik, dove ha comprato casa: “Qui la vita costa la metà, il divertimento è assicurato e c’è il sole tutto l’anno”.

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Sempre più spesso si parla di “nonni in fuga”, il fenomeno che vede un numero crescente di anziani che se ne vanno dall’Italia alla ricerca di un tenore di vita più sostenibile. E le ragioni sono molte: clima mite, tranquillità, contatto con la natura. Ma quella più importante di tutte riguarda i soldi: in molti con la pensione non ce la fanno proprio, e infatti dei 400 mila anziani che si sono trasferiti nei paesi “low cost”, circa 270 mila percepiscono una pensione che va da 650 a 1.000 euro, e i rimanenti un importo che oscilla fra 1.000 e 1.500.

Alcuni hanno seguito un approccio “soft”, dirigendosi verso paesi vicini come le Canarie, i paesi dell’Est (specieRomania Bulgaria) o del Maghreb (Marocco Tunisia). Altri si sono spinti verso mete più esotiche, come ilCostarica o la Thailandia. Tutti con la voglia di ricominciare e attratti da una capacità di spesa molto maggiore.


Ma anche la motivazione economica non è uguale per tutti. C’è chi vorrebbe finalmente fare la vita da nababbo, avendo tanto tempo a disposizione, chi più modestamente è alla ricerca di costi più sostenibili per le cure sanitarie di cui ha bisogno in misura crescente con l’avanzare dell’età.

Una vita più che dignitosa

“Qui con la pensione italiana siamo considerati ricchi”, dice Antonio Tutino, che ha scelto come meta la vicina Bulgariasin dal 2007, appena un anno dopo essere andato in pensione. Una scelta fatta inizialmente solo per motivi economici. “Nel 2006 avevo una pensione di circa 830 euro. Come avrei potuto vivere in una città come Roma, partendo da un affitto mensile di 650 euro? Anche andando a vivere in un paesino, l’impatto con la vita giornaliera sarebbe stato duro e non avrei risolto il problema”. E così, non appena comincia a sperimentare il duro impatto cin un budget mensile che non quadra mai, approfitta del rientro in patria di un amico bulgaro e con la compagna decide di partire, approdando a Pazardjik, una cittadina di 80 mila abitanti, dove il costo della vita è ancora più basso rispetto alle città maggiori. “Oggi prendo al netto 1.000 euro e, anche se il costo della vita ha subito dal 2006 un aumento almeno del 30%, la pensione basta per fare una vita dignitosa, dopo aver pagato tutte le spese mensili dei servizi e l’affitto”. E così vive facendo praticamente il turista in un paese dove gli italiani sono molto ben considerati e dove è ancora possibile “cogliere la bellezza della povertà fatta di solidarietà, sorriso, accoglienza e generosità”.

Il bolognese Walter Chiccoli ha invece optato per la Thailandia, in un contesto in cui “vige un’incredibile apertura mentale e un’elasticità straordinaria”, a causa del miscuglio di etnie, arrivando qui pensionati da tutto il mondo. “Un pensionato con la pensione minima vive alla grande, sia per il basso costo del cibo, che oltre ad essere straordinario è salutare e digeribilissimo, sia per il costo dei vari resort e case in affitto”. E non bisogna andare a fare la spesa al discount, perché “si spende da uno a tre euro per mangiare una bistecca con patate fritte o pesce o verdure e banane e ananas fritti e budini di cocco e frullati di frutta tropicale. Tutto in estrema pulizia e genuinità, con ristoranti puliti e di alta qualità”. Vivere con la pensione all’estero per Walter non è dunque un ripiego, ma un’opportunità: “Posso dire di aver avuto dalla vita una seconda chance, una nuova possibilità per ricominciare da zero”.

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Categorie: Cronaca, Economia, Lavoro


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