Mercoledì il sì definitivo ma con delle raccomandazioni: riforma del fisco, risanamento dei conti e più flessibilità, Letta: buona notizia.

Roma
10:32 del 27/05/2013
Scritto da Luca

Finalmente è finito - così si spera - l’incubo della censura europea, che avrebbe impedito al governo di predisporre e mettere in atto le necessarie riforme per uscire dalla crisi. La Commissione europea, infatti, secondo indiscrezioni, nel prossimo incontro proporrà ai 27 Paesi membri di chiudere la procedura di c.d. "deficit eccessivo". Se così fosse, per l’Italia non ci dovranno essere manovre aggiuntive per aggiustare i propri conti pubblici.

La decisione della Commissione Ue di chiudere la procedura di infrazione sull'Italia per deficit eccessivo (iniziata nel 2009), rappresenta una vera e propria boccata d'ossigeno per l’esecutivo Letta e comporterebbe tra l'altro una ulteriore riduzione dello spread, con effetti positivi sul sistema bancario, come ricorda il ministro Saccomanni, oltre a consentire a Letta di presentarsi al summit di fine giugno con maggiore forza Politica per ottenere misure Ue a sostegno della crescita e dell'occupazione giovanile.

Il sì definitivo della Commissione Ue alla chiusura della procedura restrittiva sull'Italia, consentirà di avviare il negoziato con Bruxelles allo scopo di collacare gli investimenti fuori dal patto di stabilità e poter quindi ampliare i margini di manovra. In attesa del via libera di mercoledì, il premier Letta ha ribadito, in una lettera al presidente Ue Herman Van Rompuy prima e in un vertice successivo con Alfano e Saccomanni, l’esigenza di ammorbidire il rigore per chi, come l’Italia, ha risanato i bilanci come richiesto da Bruxelles, avendo ora necessità dell’appoggio dell’Europa per trovare le risorse necessarie ad affrontare l’emergenza lavoro e a sbloccare la crescita.

La conseguenza della prevista chiusura della procedura per deficit l’Italia, sarà un vantaggio per l'economia italiana in quanto, per esempio, non dovrà contrattare con l’Europa ogni singola misura per sbloccare risorse, ma basterà solo l’applicazione alla lettera di quanto previsto nelle conclusioni derivanti dal vertice Ue di marzo.

Nel documento che chiuderà la procedura sull'Italia, fisserà delle linee guida per la crescita futura. In particolare sei sono i punti in evidenza: 1) il proseguimento dell'azione di consolidamento del bilancio, più volte richiesto dall'Europa; 2) rendere più efficiente la burocrazia, insistere con la spending revieW; 3) intervenire in Maniera attiva per rendere più efficace e produttivo il sistema bancario; 4) maggiore flessibilità del mercato del lavoro, mettendo l'accento sull'opportunità di una contrattazione maggiormente incentrata sul livello aziendale che non su quello nazionale; 5) necessità di ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese; 6) opportunità di una maggiore apertura alla concorrenza del mercato dei servizi.

Il problema però restano sempre le coperture necessarie a far quadrare i conti. Servono 2 miliardi per congelare l'aumento dell'Iva che altrimenti scatterà dal 1 luglio e altri 2 miliardi per coprire la sospensione della prima rata dell'Imu (che diventano 4 miliardi se si procederà poi all'abolizione della tassa come chiesto dal Pdl). Poi ci sono altri 80-90 milioni per finanziare la proroga fino al 31 dicembre 2013 della detrazione fiscale del 55% per gli interventi di efficienza energetica.


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Categorie: Politica


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