Il commando che ha colpito in pieno centro a Milano, potrebbe essere lo stesso che ha svaligiato la medesima gioielleria pochi mesi fa.

Milano
09:32 del 22/05/2013
Scritto da Samuele

Proprio nel giorno in cui a Milano si svolgeva un eccezionale Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del ministro dell'Interno, che avrebbe dovuto infondere sicurezza alla cittadinanza allarmata dagli ultimi casi di violenza, è stata messa a segno una rapina in pieno centro, nel celebre Quadrilatero della Moda, con colpi di mazza e molotov. Si riaccende quindi l'allarme criminalità nel capoluogo lombardo. Il bilancio del colpo è di due persone rimaste ferite durante le animate fasi della rapina all'interno del negozio, la nota gioielleria Franck Muller di via della Spiga, che aveva subito un assalto analogo a metà febbraio. Molta paura tra le centinaia di persone che a quell'ora si trovavano a passare per una delle vie più famose di Milano.
Soprattutto perchè i banditi, per garantirsi la fuga, e per seminare il titolare che li inseguiva, hanno lanciato tre bottiglie incendiarie, una delle quali davanti a una scuola elementare in via Borgospesso, abbandonandone un'altra per strada. Per fortuna gli ordigni non hanno causato feriti tra i passanti.

Le condizioni dei due dipendenti della gioielleria fortunatamente non sono preoccupanti: uno dei due, un addetto alla sicurezza di 39 anni che dopo una sprangata al torace lamentava dolori addominali, ha riportato una emorragia alla milza: non è in pericolo di vita. L'altro, di 58 anni, originario della Libia, è stato medicato sul posto. Secondo la prima ricostruzione della dinamica fornita dai carabinieri, che indagano sull'episodio, il commando è entrato in azione alle 11.40. Dopo essere riusciti a far entrare un complice che ha tenuto aperta la porta agli altri, hanno fatto irruzione e hanno cominciato a rompere a sprangate e a colpi di mazza le vetrine interne e gli espositori, secondo una delle tecniche più diffuse in questo genere di rapine, arraffando orologi e preziosi.

La cosa che lascia pensare è il fatto che un gruppo di rapinatori decida di colpire per due volte consecutive la stessa gioielleria a distanza di tre mesi, usa l'identico piano d'attacco e di fuga con uno dei punti di raccolta sempre individuati nel parco di via dei Giardini, dov'è stata lasciata parte degli indumenti. Probabilmentee la precedente rapina di febbraio era stata facile. oppure il piano era stato perfetto (o quasi). Ma soprattutto: la tradizione dei grandi rapinatori italiani sembra escludere che qualcuno si assuma un tale rischio. Anche per questo il filo del 'doppio colpo' appare sempre più legato alla spavalderia un po' spettacolare dei nuovi criminali dell'ex Jugoslavia.

La banda, almeno la parte che ha fisicamente eseguito il colpo, sarebbe stata composta da sei persone, una delle quali armata perfino di un'ascia. I banditi, però, hanno dovuto fare i conti con il titolare che li ha inseguiti. Uno dei rapinatori, a quel punto, ha tirato una molotov per strada. Altre due saranno lanciate prima che il gruppetto si dilegui a piedi in via Manzoni, dove probabilmente attendevano i complici in auto. La moglie del titolare della gioielleria rapinata ha però rimproverato il marito che si era messo alle calcagna dei banditi: 'Ma cosa hai fatto?', gli ha detto, lì per lì, di fronte alle vetrine della notissima orologeria svizzera, quando lo ha incontrato e ha saputo che li aveva inseguiti per l'ennesima volta.

La gioielleria ha subito un assalto anche di recente, il 15 febbraio scorso, quando però il titolare era assente. I banditi avevano agito ancora con pesanti mazze sfondando gli espositori. E nell'azione era rimasto ferito lievemente un passante. "Tutte le rapine che sono avvenute nel Quadrilatero della moda hanno la stessa caratteristica: gli autori sono sempre stati scoperti e individuati. Siamo fiduciosi che finirà così anche in questo caso", ha commentato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Che ha promesso 140 agenti in più e ha parlato dell'uso dei militari (che peraltro vengono già utilizzati) per i cosiddetti presidi fissi.

Sostengono fonti investigative che il commando è stato il medesimo nel modus operandi e addirittura nella composizione. E le molte testimonianze coinciderebbero. Negozianti lungo il tragitto che va da via della Spiga a via Manzoni hanno ad esempio parlato dello stesso biondino dell'altra volta. Ora, il rischio dei testimoni, delle loro capacità di memorizzare volti, spiegherebbe la scelta del lancio delle molotov: creare un diversivo, spingere le persone in strada a proteggersi, mettersi in salvo, e non curarsi degli altri, dei banditi. Ma non esiste rapina senza basista, quindi questo potrebbe essere un primo punto di contatto tra i due colpi. Magari un fornitore. Un addetto a manutenzioni, pulizie, controlli. Un postino, un fattorino. Chiunque. Tutti con un alibi: 'La mia presenza nella via? Per lavoro'. L'avvistatore o gli avvistatori avrebbero notato che rispetto a febbraio da Franck Muller non era stata rafforzata la sorveglianza. E avrebbero segnalato alla banda che valeva davvero la pena tornare sul luogo del delitto.

Un'altra ipotesi sostiene che il piano della rapina era pronto e l'Annuncio della visita del ministro Alfano lo ha anticipato. I banditi hanno esaminato il tragitto fra aeroporto, Prefettura e Comandi dei carabinieri. Hanno confrontato il percorso del ministro con il proprio percorso. E hanno fatto affidamento sul dislocamento di forze dell'ordine a guardia di Alfano. Il Quadrilatero non è stato lasciato sguarnito. Ma meno presidiato sì. Almeno a sentire i resoconti dei commercianti.

Il bottino dei rapinatori non è stato ancora stimato con precisione, ma secondo gli investigatori, sarebbero stati portati via gioielli e orologi. Le vetrine interne andate in frantumi sono nove. Sul posto sono stati lasciati un’ascia, utilizzata 'per spaccare una vetrina', un berretto e un borsone. Elementi che potrebbero essere utili per le indagini.


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Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Luca

22/05/2013 12:53:56
In questo periodo di grande crisi si può assistere a diversi fenomeni che in tempi normali sono meno evidenti, dalle famiglie che vendono i propri gioielli per tirare avanti, al proliferare di queste agenzie compro oro che speculano approfittando del momento negativo dei mercati, all'aumento dei delitti contro il patrimonio. Non si è più tranquilli quando si va in giro per le strade soprattutto ad ora tarda, è chiaro che aumenteranno i vertici sulla sicurezza in diverse città d'Italia. Speriamo che la politica ponga al primo posto la risoluzione di tanti problemi per evitare che si riflettono poi sulla vita di tutti i giorni. Ci è rimasta solo la speranza.....
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