Dovrebbe essere l’atto con cui esprimi te stessa, liberi le fantasie ed entri in contatto profondo con l’altro. Eppure, fare l’amore sembra sempre più complicato.

Bari
18:00 del 19/04/2018
Scritto da Sasha

Dovrebbe essere l’atto con cui esprimi te stessa, liberi le fantasie ed entri in contatto profondo con l’altro. Eppure, fare l’amore sembra sempre più complicato.

Mai come negli ultimi anni è aumentato il ricorso a sessuologi o a terapeuti di coppia, interpellati non tanto per sciogliere dubbi, tabù o problemi di carattere fisiologico, ma chiamati a sviscerare il perché di solitudini esasperate, indifferenza coniugale e relazioni basate su insicurezza ed egoismo. Un esercito crescente di uomini e donne che fanno poco sesso e poco soddisfacente, oppure tanto ma senza conservarne una traccia utile per la loro interiorità, e che si interrogano sul perché.

«Il sesso cambia nel tempo storico-culturale e nel tempo soggettivo con estrema velocità. L’attrazione fisica, l’intimità, il desiderio assumono forme diverse a seconda delle circostanze, del ciclo della vita e dei valori predominanti nella società», spiega Umberta Telfener, psicoterapeuta e autrice del libro Letti sfatti–Una guida per tornare a fare l’amore (Giunti, 14 €).

Non solo una questione di ormoni, di fantasie e di libido, dunque. Se oggi, come sostiene Telfener, “l’eros è messo male”, è anche perché i codici maschio-femmina sono cambiati, la società si muove su valori diversi e con ritmi nuovi, e le nostre paure ci portano a usare il sesso più che a viverlo e a trarne energia.

Vediamo che cosa sta accadendo sotto le lenzuola.

Se lui è in fuga dalle relazioni più profonde

Donne e uomini oggi sembrano abitare universi paralleli. Peccato che non si incontrino neppure a letto. «E a farne le spese sono soprattutto gli uomini», interviene Fabrizio Quattrini, psicologo, sessuologo, docente universitario, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica (Iiss). «Molti di loro vengono in terapia lamentando problemi come l’eiaculazione precoce o un disturbo dell’erezione, ma quello che emerge dai racconti è la totale incapacità di gestire l’esperienza, relazionale e sessuale».

Accade ai giovani come agli uomini più maturi, anche se per motivi diversi. Le conseguenze sono analoghe e portano alla rinuncia, alla fuga dal sesso, al rifugio nell’autoerotismo, nel sexting, nelle chat, che non costringono a mettersi in gioco, né da un punto di vista fisico né esistenziale.

«Il sesso virtuale rassicura la virilità maschile, però non scioglie i nodi che invece si possono affrontare solo all’interno della relazione», sostiene Quattrini. «L’eiaculazione precoce, per esempio, è legata alla mancanza di consapevolezza sul funzionamento del proprio corpo e su quali sono le sensazioni preorgasmiche. Questo gap si può colmare facendo un percorso individuale, ma anche di coppia, che porti i due partner a conoscersi in maniera più approfondita, parlare, creare intimità e fiducia».

Anche il disturbo dell’erezione è spesso “situazionale”. «Molti uomini, pur non avendo problemi fisiologici, incappano in defaillance. Ed è quasi sempre una questione di testa», prosegue Quattrini.

«C’è una spiegazione psicologica profonda all’attuale crisi maschile. Molti uomini non hanno ancora saputo adattarsi ai cambiamenti dell’universo femminile. Credono, talvolta in maniera inconsapevole, di avere ancora un ruolo forte, predominante nelle relazioni d’amore, dentro di sé non hanno integrato le nuove donne, non le riconoscono e per questo rimangono spiazzati e, spesso, spaventati. Questi uomini, ma anche le donne, che invece si stanno mascolinizzando, dovrebbero riflettere sul fatto che fare l’amore non è solo una questione di corpi che si incontrano: significa anche scoprirsi e accettare reciprocamente desideri, aspettative, ambizioni. E, perché no, cambiare insieme».

Quindi, se ti ritrovi spesso a chiederti perché quel tipo così interessante si è vaporizzato, senza concedersi nemmeno il gusto di un’avventura, non pensare che non gli piacevi abbastanza, ma magari rifletti sui tuoi comportamenti.

«A volte un eccesso di assertività e di indipendenza può spaventare», ammette il dottor Quattrini. «Queste caratteristiche inducono a vivere la relazione più come una competizione con l’altro che come un cammino da percorrere insieme. Teniamo sempre presente che il desiderio nasce, oltre che da fattori biochimici, anche dal sentirsi amati e accettati per come siamo. Stare, invece, sempre su un banco di prova o sentirsi squalificati non è per niente eccitante».

Se a essere affamata di esperienze è lei

Passi da un uomo all’altro? Porti avanti relazioni parallele perché una non ti soddisfa abbastanza? «A volte il sesso diventa un’urgenza, la risposta a un bisogno personale di conferma, e non un atto di nutrimento reciproco. È un sesso veloce, senza intimità, senza preliminari, senza parole, attento alla performance e basta. È un sesso fallimentare che spesso non raggiunge neppure il risultato, ritenuto indispensabile, dell’orgasmo», spiega la psicoterapeuta.

Per esempio, fare sesso con un uomo diverso ogni sera potrebbe essere vissuto come un segnale di emancipazione.

«Ma guardando più in profondità, questo atteggiamento nasce da un gap tra l’idealizzazione dell’amore e la cruda realtà», continua la dottoressa Telfener. «Rincorrendo un ideale che non può esistere, ci innamoriamo di uomini impossibili o se ne “provano” tanti perché tutti finiscono per deluderci. Rinunciare al principe azzurro e venire a patti con la realtà sarebbe invece un modo per instaurare relazioni concrete basate sul dialogo in cui i due partner esplicitano desideri e priorità».

Una situazione analoga si verifica spesso nelle relazioni extraconiugali, fatte solo di incontri clandestini e trasgressivi, passioni che probabilmente appassirebbero se si svolgessero alla luce del sole.

«Ogni tanto costruirsi una bolla lontana dalla quotidianità può essere utile, ma trasportarla all’infinito con conseguenze pesanti per se stesse e per gli altri coinvolti non va bene. Sarebbe meglio chiedersi perché con il partner ufficiale non viviamo la stessa intensità erotica, per poi avere il coraggio di prendere una decisione che può andare dal lasciarlo a impegnarsi per cambiare le cose», conclude Telfener.

In queste situazioni, in cui il sesso è il sintomo di qualcosa di più profondo che non va, occorre ripartire da se stesse, più che dalla coppia.

«Serve un percorso individuale psichico e spirituale che ci porti a prendere in mano la nostra vita, capire che la nostra realizzazione non dipende dall’altro, prendere coscienza dei limiti che ci imponiamo. Se ci sentiamo responsabili di noi stesse e attingiamo dalla nostra forza interiore, sarà più facile rispettarci e farci rispettare. E quindi guardare da una prospettiva diversa una relazione che nasce e alla quale possiamo finalmente abbandonarci».

Da: QUI


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Categorie: , Sesso


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