Ogni italiano in tempi di crisi attua una personale spending review: scopriamo come il Belpaese sta facendo fronte alla recessione!

Cagliari
09:30 del 06/04/2014
Scritto da Manuela

Non c'è bisogno di ricorrere ad indagini statistiche, sondaggi o interviste per capire come gli italiani stiano reagendo alla Crisi economica.

Oltre a non essere necessarie, le statistiche sono spesso addirittura fuorvianti. Per scomodare Trilussa, "da li conti che se fanno secondo le statistiche d'adesso risurta che te tocca un pollo all'anno; e, se nun entra nelle spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso perché c'è un antro che ne magna due."

Molto meglio quindi affidarsi all'esperienza diretta per raccontare concretamente ciò che sta avvenendo tra le nostre mura domestiche.

In che modo gli italiani stanno sopravvivendo alla crisi economica?

E' presto detto. Stanno mettendo in atto tante "spending review personali" e si comportano secondo quella che nei manuali di diritto viene comunemente detta "diligenza del buon padre di famiglia".

Si fanno tanti sacrifici. La parola sacrificio non piace, porta sfortuna alle elezioni e suscita reazioni negative, eppure fa parte del nostro dna. Se resistiamo, lo dobbiamo in gran parte alle rinuncie. 

Chi ha studiato microeconomia ricorderà sicuramente la teoria della propensione marginale al consumo. All'aumentare del reddito aumenta la parte di denaro che può essere destinata al risparmio. Viceversa, ad un reddito ridotto corrisponde una ridotta capacità di risparmio. In soldoni, le entrate dei meno abbienti volano tutti via per acquistare beni primari. Non rimane niente che si possa metter da parte per il futuro. 

Contro questa dura legge, non resta che cercar di spender meno anche per i beni di prima necessità. Il vademecum del bravo risparmiatore non tralascia nessun aspetto della vita quotidiana.

Pane: se quando si stava meglio ci si poteva permettere di buttare via il pane o darlo ai propri animali domestici, ora del pane non si butta via niente. Tanti mangiano il pane duro o lo conservano in freezer per i giorni a venire. I panettieri lamentano un calo delle vendite sostanzioso.

Abbigliamento: non è un bene di prima necessità. Anche gli abiti degli anni passati svolgono la funzione di coprire le proprie nudità e scaldare durante l'inverno. Al massimo, nel migliore dei casi, ci si rivolge al cinese sotto casa o agli outlet. Molti acquistano direttamente su internet, perchè offre la possibilità di raffrontare più prodotti con i relativi prezzi, cosa che nella nostra ormai ex boutique di fiducia non è possibile fare. E i negozianti passano il tempo a girarsi pollici, guardando film o ascoltando musica per non giungere addormentati all'orario di chiusura. 

Carburante auto: l'auto la si toglie fuori dal garage solo nel caso in cui un luogo non si possa raggiungere agevolmente a piedi o in bici. La bici sta tornando in auge, e spesso si dà una mano di vernice a quella appartenuta ai propri vecchi per non doverne acquistare una nuova, complice il fatto che stanno tornando di moda i vecchi modelli.

Assicurazioni auto: una palla al piede, vera e propria mazzata quando giunge il momento di pagarla. Gli assicuratori propongono sconti accattivanti per chi accetta di collocare nella propria auto un apparecchio in grado di conteggiare i chilometri percorsi. A pensarci bene, è un modo per tenerci sotto controllo, ma al diminuire dei chilometri aumenta lo sconto. per cui si accetta benvolentieri di convivere con una "microspia" sul mezzo di trasporto.

Cibo: i discount vanno per la maggiore. Più la roba è "chimica", meno costa. E la Salute può anche andare a farsi benedire, se c'è di mezzo un sano risparmio. Può persino capitare di sentire vecchiette che augurano ogni bene alle catene di discount perché consentono loro di fare acquisti nonostante l'esiguità della pensione.

Letture: l'acquisto di carta stampata non è di vitale importanza, no no. Per chi proprio non riesce a rinunciarvi, ecco che viene incontro la Tecnologia con gli e-book. Per salvaguardare le poche librerie rimaste ci vorrebbe l'Unesco a proclamarle patrimonio dell'uManità...

L'elenco, redatto con un pizzico di ironia, non è certo completo. Le rinunce non sono certo tutte qui... E non serve a nulla completarlo. Solo, se chi di dovere si fermasse a rifletterci, sarebbe già un passo avanti. Ma io non ho mica detto chi! 

 

 

 

 

 


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Categorie: Curiosità, Sociale


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