Ogni anno sono circa 150mila le banconote false ritirate da Bankitalia: ecco qualche consiglio per evitare che ci capitino fra le mani…

Napoli
16:49 del 07/08/2014
Scritto da Albertone

I falsari che ci sono in giro non assomigliano a quelli interpretati da Totò e Peppino nei vecchi film in bianco e nero. Le banconote di oggi sono identiche a quelle vigenti, eccezion fatta per un particolare non proprio secondario: non valgono un fico secco. Sono carta straccia, da buttare nel cestino. Ogni anno Bankitalia si ritrova a dover ritirare decine di migliaia di “euro” senza alcun valore, usciti da qualche scantinato che lavora… in parallelo alla zecca d’Italia. A rimetterci naturalmente sono i comuni cittadini. Quando si ha il sospetto che una banconota sia falsa bisogna andare agli sportelli di una banca o di un ufficio postale o in una filiale della Banca d’Italia per farla esaminare. Perché, deve essere ben chiaro un concetto non proprio secondario: cercare di spendere una banconota contraffatta è reato. Si va in prigione.

Chi se la ritrova fra le Mani, purtroppo deve tenersela. O farsela ritirare, o andare a consegnarla. Il concetto è: non la può in alcun modo spendere. Ci sono però dei modi per riconoscere soldi che non sono stati stampati in maniera regolare. Innanzitutto, è bene toccare o sfiorare gli elementi in rilievo: speciali tecniche di stampa conferiscono ai biglietti una particolare consistenza. Vale anche il vecchio metodo ancor oggi usato dalle cassiere dei supermercati: guardare una banconota in controluce. Saranno così visibili la filigrana, il filo di sicurezza e il numero in trasparenza. Le tre caratteristiche sono riscontrabili su entrambi i lati dei biglietti autentici. Anche se potrà sembrare banale, è bene muovere sempre la banconota che qualcuno ci mette fra le mani. Sul fronte si può osservare l’immagine cangiante dell'ologramma. Sul retro, inclinando leggermente il biglietto, è possibile notare la striscia brillante sui tagli bassi e su quelli elevati il numero di colore cangiante. Consigli che, almeno in linea teorica, potrebbero evitarci delle brutte sorprese.

State anche attenti ai tagli: le banconote più contraffatte sono quelle con taglio da 20 euro (53% del totale), seguite dai 50 euro (23%) e dai 100 euro (21%). E se è vero che in Italia la produzione di denaro contraffatto sembra in leggero calo, non è così in Europa. Grazie – ironia d’obbligo – all’apertura e alla Comunità europea, compensano il nostro miglioramento i dati disastrosi che arrivano da certi altri Paesi. In totale sono almeno 400mila le banconote contraffatte sequestrate a livello europeo, dove si tende a contraffare soprattutto il taglio da 50 euro. Quando si entra in possesso di una banconota che pensiamo possa essere contraffatta bisogna andare agli sportelli di una banca, di un ufficio postale o di una filiale della Banca d’Italia e farla esaminare. Se l’impiegato ritiene che la banconota sia falsa ha l’obbligo di ritirarla dalla circolazione e trasmetterla all’amministrazione centrale della Banca d’Italia a Roma dove il nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità (Nac) la esamina per accertarne la falsità. L’impiegato farà anche un verbale e una copia della banconota che sarà lasciata, a titolo di ricevuta, alla persona che ha presentato la banconota.

Se il Nac della Banca d’Italia accerta la legittimità della banconota, l’importo è rimborsato, senza alcuna trattenuta, con vaglia cambiario della Banca d’Italia. In caso contrario nulla è dovuto. Chi ha consegnato la banconota può chiedere informazioni sull’esito dell’accertamento Nac tramite le filiali della Banca d’Italia.


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Categorie: Cronaca, Denunce


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