RIMBORSO BOLLETTE TELEFONO 28 GIORNI - L’Autorità Garante delle Comunicazioni ha precisato come devono essere “rimborsati” i clienti per il ritardato adeguamento alla fatturazione mensile da parte degli operatori.

Cagliari
05:00 del 17/03/2018
Scritto da Gregorio

RIMBORSO BOLLETTE TELEFONO 28 GIORNI - L’Autorità Garante delle Comunicazioni ha precisato come devono essere “rimborsati” i clienti per il ritardato adeguamento alla fatturazione mensile da parte degli operatori.

RIMBORSO BOLLETTE TELEFONO 28 GIORNI - La decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della cadenza mensile dovrà essere posticipata di un numero di giorni corrispondente a quelli indebitamente erosi a causa del passaggio alla fatturazione a 28 giorni, a partire dal 23 giugno 2017, o dalla data successiva di sottoscrizione del contratto. In questo modo si attua una sorta di compensazione, in cui il cliente, invece di ricevere un rimborso vero e proprio, recupera i giorni indebitamente fatturati.

RIMBORSO BOLLETTE TELEFONO 28 GIORNI - Viene riportato qualche esempio per comprendere quando decorre la fattura e come avviene il rimborso.

Fatturazione 28 giorni: come funziona il rimborso

Come noto, a partire dal 23 giugno 2017, gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi alla fatturazione a ciclo mensile. Dunque, una fattura decorrente dal 23 giugno avrebbe dovuto coprire il periodo fino al 22 luglio successivo; invece, applicando il calcolo a 28 giorni (4 settimane), il periodo fatturato si sarebbe fermato al 20 luglio, con una erosione pari a 2 giorni.

Il successivo periodo di decorrenza avrebbe dovuto essere quello dal 23 luglio al 22 agosto; invece, sempre in base al calcolo a 28 giorni, la decorrenza avrebbe riguardato il periodo dal 21 luglio al 17 agosto, con una erosione di 3 giorni sul singolo ciclo di fatturazione e di 5 sul totale dei due cicli di fatturazione. E così via.

Il medesimo calcolo può essere effettuato con riferimento a ciascun ciclo di fatturazione e in base a tutte le date di decorrenza delle fatture successive a quella del 23 giugno 2017: prendendo ad esempio una fattura con decorrenza dal 1° luglio 2017, il periodo fatturato su base quadrisettimanale si sarebbe concluso il 28 luglio invece che il 31 luglio, con una erosione di 3 giorni; il successivo periodo di fatturazione, conseguentemente, avrebbe interessato il periodo dal 29 luglio al 25 agosto, con una erosione di 3 giorni sul ciclo mensile e di 6 rispetto al totale.


Risulta, quindi, agevolmente quantificabile per l’operatore il monte giorni eroso per ciascun cliente, sulla base della data di decorrenza della prima fattura successiva al 23 giugno 2017 e della data di ripristino della fatturazione con periodicità mensile.

Dopo la delibera di marzo 2017 che disciplinava su telefonia fissa e mobile, l’Unione Nazionale Consumatori interveniva chiedendo ad Agcom  di “adottare una regolamentazione urgente per imporre, anche nel caso di offerte bundle (internet, telefono e pay tv) la cadenza di fatturazione mensile, quale periodo temporale minimo, per consentire all’utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati“.

Nel mese di settembre 2017, l’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto inoltre l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per valutare il comportamento di Sky Italia anche perché (secondo quanto segnalato dagli stessi consumatori) sarebbero state attuate pratiche volte a rendere difficoltoso il recesso di quei consumatori che hanno deciso di sciogliersi dal contratto una volta ricevuta la comunicazione della nuova periodicità della fatturazione.

In data 20 ottobre 2017, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni  ha diffidato Sky Italia in relazione alla decisione di fatturare ogni 4 settimane e non più su base mensile, chiedendo una completa informativa agli utenti, anche sull’esercizio del diritto di recesso.

STOP DEL PARLAMENTO: LE BOLLETTE TORNANO MENSILI

Nonostante la delibera dell’Autorità delle Comunicazioni del 24 marzo prevedesse un termine di 90 giorni per adeguarsi alle nuove regole per la telefonia fissa (fatturazione mensile e non a 28 giorni), gli operatori  hanno continuato ad inviare fatture ogni 28 giorni: a questo punto l’Unione Nazionale Consumatori ha sollecitato un intervento del legislatore perché fosse imposto (per legge, appunto) il ritorno alla fatturazione mensile

Dopo un lungo iter e un braccio di ferro con gli operatori della telefonia, il 14 novembre 2017 la commissione Bilancio del Senato dà il via libera all’emendamento che prevede la fatturazione su base mensile o di multipli del mese per imprese telefoniche, reti televisive e servizi di comunicazioni elettroniche. Le compagnie, come detto, ottengono un termine di 120 giorni dall’entrata in vigore della legge per adeguarsi. Previsto anche il raddoppio delle sanzioni comminabili dall’Authority delle Comunicazioni, che diventano da un minimo di 240mila euro ad un massimo di 5 milioni.

Accolte dunque le nostre richieste sul ripristino della fatturazione mensile, resta aperto il tema della legittimità degli indennizzi per il pregresso: ecco perché stiamo raccogliendo le pre-adesioni per eventuali azioni necessarie ad ottenere i rimborsi di quanto ingiustamente versato dai consumatori della telefonia fissa.


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Categorie: , Economia, Guide


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