Come parlare bene? L' onorevole linguaggio. Discorsi di circostanza. Per ottenere il posto che meriti

Torino
07:15 del 05/01/2016
Scritto da Gerardo

Come parlare bene

L' onorevole linguaggio. Discorsi di circostanza. Per ottenere il posto che meriti. Per farsi seguire dalla classe. Per avere il consenso dei condomini. Convegni a tempo

Impara a parlare come si deve !!!

Come parlare bene

Com'e' difficile esporre le proprie idee in pubblico, sul lavoro o a una riunione di condominio > C'e' la timidezza da vincere e l'attenzione da conquistare > Ma con le tecniche giuste si puo' diventare bravi oratori > Le svelano gli esperti che insegnano a personalita' di spicco Capita a tutti, prima o poi, di andare a un convegno e capita anche, davanti alla prosa dell'oratore, che l'attenzione cominci a calare, il pensiero porti lontano, che gli sbadigli si susseguano uno dietro l'altro. Gia', i convegni conciliano il sonno. Lo conferma uno studio condotto dalla University of Columbia (vedi box). Lo sanno bene anche manager e politici, che per prepararsi a parlare "vanno a scuola" da esperti in comunicazione. Si', a parlare in pubblico si puo' imparare: al di la' delle doti e delle abilita' individuali esistono tecniche ben precise, piccoli trucchi che consentono di conquistare l'uditorio e trasmettere efficacemente il proprio messaggio. Trucchi che valgono in qualsiasi situazione. L'importante e' usare le strategie in modo personale, cosi' da adattarle al proprio modo di essere e valorizzare le proprie competenze comunicative, senza rischiare di diventare una caricatura. La prima cosa e' come ci si presenta in pubblico. "Prima siamo visti, poi sentiti e, forse, ascoltati - dice Silvio Morganti, psicologo del lavoro e docente all'Universita' degli Studi di Milano -. Il linguaggio non verbale ha quindi un ruolo importante nella conquista del pubblico". Ecco qualche esempio. La posizione "Quando parlate scegliete una posizione ben visibile da tutti - suggerisce Lucia Giudetti, della societa' di consulenza Athena, formazione e selezione, di Milano -. Non parlate dall'angolo, a meno che non siate costretti a intervenire dal posto. Se possibile, date dignita' a cio' che dovete dire prendendo anche gli spazi logistici necessari".

Come parlare bene

Lo sguardo Mentre intervenite contattate tutti con lo sguardo, le persone vicine e quelle piu' lontane. "Lo sguardo e' fondamentale per comunicare - dice Giudetti -, ma ci sono tempi da non superare. Non si puo' guardare troppo a lungo una persona perche' si puo' diventare invasivi". I movimenti "Rimanere sempre fermi e immobili mentre si discorre e' controproducente, perche' aumenta il cosiddetto effetto ipnotico sul pubblico - dice Genora Casalegno, psicologa del centro di psicoterapia e formazione E. Berne di Milano -. Muovendosi, magari anche solo per riferirsi alle diapositive proiettate, si crea invece un diversivo". La gestualita' non dev'essere pero' eccessiva, ne' rapida e nervosa, ma armoniosa. " + molto importante far vedere le Mani - sottolinea Giudetti -. Nasconderle e' un po' come parlare con gli occhiali scuri". La voce Quella piatta, sempre uguale, annoia. Usate la voce per creare un ritmo, un andamento musicale, utilizzando diversi toni e volumi. " + una capacita' che si conquista con il tempo - dice Casalegno -, occorre allenarsi e per questo puo' essere utile l'uso di un registratore". L'uditorio

Come parlare bene

Quando possibile, conviene arrivare un po' prima all'appuntamento per osservare il pubblico e l'ambiente in cui si prendera' la parola. "Bisogna cercare di sapere in anticipo che tipo di linguaggio parla e capisce l'uditorio - dice Silvio Morganti -. Se si usano termini che l'interlocutore non conosce, il messaggio funziona poco". Il ritmo Quando si fa un discorso in pubblico, puo' capitare di parlare molto rapidamente per l'ansia di finire in fretta e andarsene via. "Ma questo e' un errore - dice Morganti -. Bisogna dare al pubblico il tempo neurofisiologico di ascoltare, registrare, rielaborare il messaggio". Per verificare la velocita', basta leggere un brano al registratore, trascrivere il testo di un minuto e contare le parole dette. In genere, si dicono dalle cento parole in su. "Sono troppe - dice Morganti -, bisogna rallentare il ritmo fino a scendere a settanta parole". La vivacita' La battuta, la metafora, la citazione, il racconto, gli esempi in cui ci si possa identificare: sono tutti elementi che aiutano a rendere l'intervento piu' vario e interessante. "Bisogna prepararsi a inserire momenti di piacevolezza nel discorso - dice Lucia Giudetti -. Piu' si parla in termini di metafore brillanti, piu' si tiene vivo l'interesse dell'uditorio. A questo scopo esistono manuali con frasi famose. Ma l'uso di queste pagine richiede allenamento, perche' bisogna saperle personalizzare e usare al momento giusto". Molte persone hanno paura del silenzio. Parlano senza tregua perche' pensano che cosi' facendo gli altri non hanno tempo di fare domande e obiezioni. "Invece, la gestione attiva del silenzio - sottolinea Giuseppe Pasero della Athena -, ovvero il saper prestare attenzione a cio' che accade al proprio pubblico (se si mostra attento oppure distratto), e' fondamentale". Anna Lubrano ----------------------------------------------------------------- Corriere salute.>

Come parlare bene

Le astuzie e gli errori dei nostri politici < L'onorevole linguaggio Cosi' ti convincono, ti annoiano, ti irritano Nessuno piu' di un politico deve saper convincere l'uditorio delle proprie opinioni. Analizziamo, quindi, lo stile di alcuni dei nuovi protagonisti della politica e delle "vecchie volpi" ancora in primo piano. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro si caratterizza per una spiccata propensione alla predica, derivata dal suo ruolo e dalla storia personale. Il suo stile finisce con il trascendere il "politichese", assumendo coloriture religiose che riflettono una tradizione ben piu' antica del quarantennio democristiano. Il neopresidente del Consiglio Massimo D'Alema parla in puro politichese caratterizzato da un'ironia arrogante che puo' sembrare sospetta: alcune vecchie teorie di psicologia politica sostengono che i leader siano motivati e spinti nella loro carriera dal tentativo di superare complessi di inferiorita' in modo compensatorio, ovvero dimostrando a se' e agli altri di essere superiori a tutti. Un caso anomalo e' rappresentato da Francesco Cossiga, che e' solito alternare il politichese tecnicamente piu' perfetto a destabilizzanti picconature: in fondo e' stato il primo a inaugurare un modo di comunicare diverso dal tradizionale, molto diretto e schietto, che sorprese tutti e turbo' le acque stagnanti della politica. Non parla, non ha mai parlato, il politichese del quarantennio che ha preceduto il cambiamento Fausto Bertinotti, ma usa il vecchio linguaggio del massimalismo socialista e sindacale ottocentesco. Un politico di altri tempi e di altri luoghi; per la sua adamantina coerenza piace agli elettori di destra piu' ancora che alla generalita' di quelli di sinistra. Pur essendo un politico di professione, allievo del vecchio Almirante, Gianfranco Fini potrebbe, o vorrebbe, rappresentare l'anello mancante tra i "sopravvissuti" e i nuovi, con il suo tentativo di conciliare un linguaggio tecnico con una comunicazione che conquista nonne e mamme. Non vi sono dubbi sulla novita' e sul potere innovativo che rappresento' il modo di comunicare di Umberto Bossi, come sulla efficacia e capacita' di penetrazione degli slogan del suo movimento. Attualmente, pero', il suo stile sembra ripetitivo e mostra segni di degrado. Silvio Berlusconi ha conquistato, oltre che con le sue doti di affabulatore - seduttore, con un linguaggio da italiano medio che puo' favorire processi di identificazione: piano, sino a essere piatto, sintatticamente povero sino a essere scorretto (volutamente?). Un alieno nel mondo della politica, Antonio Di Pietro: il suo linguaggio evoca il ricordo mitico, sempre vivo nella nostra memoria collettiva, di una sana e genuina Italia contadina. Infine Romano Prodi: ha conquistato consensi con il suo modo di comunicare tranquillo e quasi dimesso, con il manifestare dubbi condivisibili e condivisi dai comuni cittadini. Francesco Paolo Colucci psicologia sociale Universita' di Milano ----------------------------------------------------------------- Corriere salute.> Come comportarsi in tre situazioni tipiche < Discorsi di circostanza Perfino col silenzio si puo' dire moltissimo Molte sono le situazioni nella vita in cui occorre parlare in pubblico e saperne conquistare l'attenzione. A seconda delle circostanze, si puo' sfruttare qualche trucco in piu'. Ecco tre esempi: come comportarsi nella selezione per trovare lavoro; come l'insegnante puo' capire se i ragazzi seguono la lezione; come far valere le ragioni nelle assemblee di condominio . ----------------------------------------------------------------- Corriere salute. CONVEGNI A

Come parlare bene

TEMPO I meeting sono tra gli eventi piu' odiati della vita. Lo sottolinea una ricerca condotta dall'Universita' del Missouri (Columbia), che si sforza di trovare soluzioni al problema. Se si deve trasmettere un solo messaggio, meglio Incontri in piedi e piu' brevi: i partecipanti, scomodi, non dormono, ma sono anche meno soddisfatti e quindi meno disponibili a recepire quanto esposto. Se l'obiettivo invece non e' tanto l'attenzione del convenuto quanto la sua soddisfazione, meglio il meeting con comode poltrone. g.l.b. ----------------------------------------------------------------- Corriere salute. Per ottenere il posto che meriti Emozione e ansia fanno spesso compagnia a chi si presenta per un colloquio di selezione. Possono essere tenute sotto controllo con qualche trucco. 1 Se ai candidati viene proposto un caso da discutere per il quale trovare un'unica soluzione, nella maggior parte dei casi, conta la capacita' di guidare e di lavorare in gruppo. "La valutazione positiva - dice Silvio Morganti - va a chi, pur avendo una certa idea, sa accettare una soluzione che consenta al gruppo di raggiungere l'obiettivo". 2 Bisogna cercare di sapere qual e' la filosofia aziendale e comportarsi in relazione a questa. Conta anche l'abito, quindi occorre chiedersi: qual e' l'immagine che dovrei dare? 3 Non fatevi prendere dall'urgenza di parlare: chi parte per primo non ha elementi di raffronto. Solo quando sarete riusciti a farvi un'idea di cio' che pensa il gruppo intervenite, mediando magari su posizioni opposte. La persona che non parla, ad un certo punto, riscuote maggiore interesse. 4 Adottate un tono diverso da quello degli altri candidati: se il gruppo usa il tono acuto usatene uno piu' basso e viceversa. Cosi' facendo introdurrete un elemento di novita' attirando l'attenzione su di voi. ----------------------------------------------------------------- Corriere salute. Per farsi seguire dalla classe Il segreto per avere un buon rapporto con i ragazzi? Scendere dalla cattedra e rendere efficace e interessante la comunicazione. Ecco come. 1 "Bisogna rendere i ragazzi attivi e partecipi - dice Genora Casalegno - coinvolgendoli con domande, interventi, esempi concreti, lavori. Bisogna parlare non alla, ma con la classe, interloquire e condividere il proprio sapere". 2 + importante non stare in cattedra, ma muoversi. Il che non significa andare avanti e indietro, ma muoversi in maniera motivata, avvicinarsi a un gruppo, parlare con qualcuno e non fermarsi sugli scolari della prima fila di banchi. 3 Se c'e' in classe il "disturbatore" e' inutile prenderlo di petto, sgridarlo, punirlo, che e' cio' che lui desidera, perche' gli si da' importanza, gli si da' tempo e lo si isola dal resto della classe. Meglio cogliere qualcosa di positivo che il ragazzo puo' aver detto cosi' da farlo sentire parte della classe. 4 Alzare la voce per farsi ascoltare in classe non serve. Se si vuole riportare il silenzio bisogna parlare sottovoce. Dopo un po' i ragazzi saranno incuriositi e cominceranno ad abbassare il tono di voce fino a riuscire a capire cio' che l'insegnante sta dicendo. ----------------------------------------------------------------- Corriere salute. Per avere il consenso dei condomini La prima regola da rispettare, per Giuseppe Pasero, e' conoscere molto bene cio' di cui si parlera' e presentare argomenti che, in termini di vantaggio, possono toccare il maggior numero di condomini. 1 Chi parla deve fare attenzione a gestire bene le fasi fondamentali del discorso: apertura, spiegazione, chiusura. 2

Come parlare bene

L'apertura serve ad anticipare l'argomento all'ordine del giorno. Per esempio, si puo' cominciare cosi': "Prendo la parola perche' voglio presentare tre preventivi che ho richiesto". Il che significa: "Vi parlo di qualcosa che vi interessa". 3 Nella spiegazione bisogna tenere sempre presente l'obiettivo e parlare in termini che possono essere di interesse per tutti, illustrando i vantaggi, le caratteristiche delle cose che si vogliono proporre. 4 La chiusura puo' essere la sintesi: vi propongo questa soluzione perche' ritengo che abbia il vantaggio fondamentale di..., vi chiedo di decidere". Oppure, se l'obiettivo non e' decidere ma solo informare, si chiude il discorso con un impegno a continuare il rapporto: "Vi ho dato tutti questi dati, se avete ancora bisogno di me o se avete altre idee chiamatemi, sono a vostra disposizione".


Articolo letto: 1096 volte
Categorie: Cultura, Guide


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Come parlare bene - lingua - cultura - idee -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook