Le immagini del piccolo Elkann in lacrime, a Cardiff, quando la sconfitta della Juventus si è fatta cocente, hanno fatto il giro del mondo. Impietosa sa essere la telecamera che immortala le debolezze, i vizi, le virtù, l’eroismo, la bestialità umana. Ma ci sono anche certe immagini che apparentemente non dicono nulla ma che raccontano invece una storia.

Torino
09:00 del 06/06/2017
Scritto da Samuele

Le lacrime del piccolo Elkann

Le immagini del piccolo Elkann in lacrime, a Cardiff, quando la sconfitta della Juventus si è fatta cocente, hanno fatto il giro del mondo. Impietosa sa essere la telecamera che immortala le debolezze, i vizi, le virtù, l’eroismo, la bestialità umana. Ma ci sono anche certe immagini che apparentemente non dicono nulla ma che raccontano invece una storia.

L'antipatia deriva dal fatto che nessuno è convinto della superiorità' della juventus che tanto ci viene propinata dai media, nessuno escluso.È sotto gli occhi di tutti come, nei momenti difficili(vedi partita contro milan,inter,torino etc)gli aiuti arbitrali arrivano puntuali e fanno gridare allo scandalo.Tutti hanno visto come La juventus sia arrivata in finale in coppa italia ai danni del Napoli.Quel rigore al 95 contro il Milan ha generato un rilassamento nella Roma e questo è innegabile.I media ci volevano convincere che la juventus è talmente più' forte, che avrebbe vinto contro il Real,la stessa squadra che ha dimostrato tutta la sua superiorita' contro il Napoli.Il popolo degli antijuventini aumenta perché è inaccettabile questa manipolazione della realtà' che è sotto gli occhi di tutti.

E quelle di Ilaria D’Amico portatrice di un conflitto d’interesse

Seduta accanto a Lapo Elkann, giusto una fila di poltroncine sotto John Elkhan, anche lei con un viso molto contrito, doloroso per la sconfitta, c’era la compagna del portiere juventino, Gigi Buffon. Ilaria D’Amico è una delle più brave giornaliste sportive (l’unica nota stonata che ricordo è una intervista nel deserto non ricordo se con il figlio Saif o direttamente con il padre di Saif, Muammar Gheddafi). Non è in discussione il sacrosanto diritto di vivere con la persona che si ama, ma il caso D’Amico non è un evidente conflitto d’interesse che una televisione, Sky, così british, asettica, apparentemente neutrale, dovrebbe evitare? L’editore puro Murdoch, il magnate a capo di un impero mediatico mondiale non ha nulla da dire?


A Napoli, oggi, si può spiegare con Higuain

È che questa sconfitta di Cardiff avrà delle ripercussioni molto profonde, più di quante si possano immaginare. Se il problema fossero i napoletani, un mese di vacanze potrebbe essere sufficiente per lenire le ferite. In realtà quello che ha impressionato tutti è stato il fronte degli anti juventini mai così esteso e militante. È vero che i tifosi della squadra zebrata sono tredici milioni, ma gli anti juventini sono molti di più e bisognerebbe scavare in fondo per capirne le ragioni.

Per noi napoletani è facile trovare il pretesto: il tradimento di Higuain. Ma siamo davvero così sicuri che sia solo questo il problema? Riflettiamo un attimo. Anche quando si consumò il tradimento non furono in pochi, compreso il Napolista, a sostenere che si trattava di un grande affare per De Laurentis e il Napoli. Una certa età del giocatore, la certezza che non avrebbe potuto ripetere l’exploit dei 36 goal della stagione passata. Tutto questo deponeva a favore della cessione del centravanti argentino. Ma è innegabile che il tradimento sia stato vissuto dolorosamente dai napoletani. Oggi, dopo Cardiff, si potrebbe prendere atto che finalmente il lutto è finito.


Il lato oscuro del potere

C’è molto altro dietro questo diffuso fronte antijuventino che accomuna il popolo arcobaleno dei tifosi. Credo che sia in sostanza questo: la percezione che la Juve rappresenti il lato oscuro del potere. “Moggiopoli”, lo scandalo che ha sepolto la Juve, nell’immaginario collettivo vive ancora, ed è il racconto di una gestione del potere con tutti i mezzi. Con la corruzione, con la fidelizzazione di arbitri, con una filosofia imprenditoriale della vita per cui tutto ha un prezzo, anche la felicità.

Cosa è il processo “Alto Piemonte”, che svela la delega di Andrea Agnelli il Presidente agli ultras e inconsapevolmente alla Ndrangheta della gestione dell’ordine pubblico nelle curve? Non è forse la presa d’atto che si può (inconsapevolmente) coabitare con poteri criminali per raggiungere l’obiettivo della pax nelle curve?

La gioia dei tifosi non juventini per il mancato triplete (Coppa Italia, campionato e Champions) è un segnale che si aprono nuovi orizzonti. Sicuramente che l’esito del nuovo campionato non è scontato. Ma anche che un terremoto comincia a scuotere alle fondamenta quel modello juventino della Federazione nazionale del gioco calcio. Anche la determinazione della Procura federale nel voler portare a termine il processo per la violazione delle regole, avendo la Juve favorito il bagarinaggio, apre nuove prospettive di una giustizia che si accredita imparziale.

Insomma, il dopo Cardiff può diventare un nuovo inizio per tutti.

Da: QUI


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Categorie: , Calcio


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