Educare non è indottrinare, bensì trasmettere agli studenti gli strumenti critici e la capacità di ragionamento perché imparino a pensare con la propria testa

Napoli
06:30 del 08/03/2018
Scritto da Gerardo

Educare non è indottrinare, bensì trasmettere agli studenti gli strumenti critici e la capacità di ragionamento perché imparino a pensare con la propria testa. A leggere certi testi adottati nelle scuole italiane, però, sembra che questa missione sia stata soppiantata dalla propaganda a favore dell'Europa, della moneta unica, dell'immigrazione e del multiculturalismo.

Si pensi a un testo di geografia destinato alle scuole medie. Geo Green 2 di Carlo Criguolo, edito da Paravia. È stato un consigliere regionale friulano di Forza Italia. Roberto Novelli, ad additare pubblicamente un passaggio del libro in cui, dopo una serie di allarmi sull'«invecchiamento medio» e la diminuzione dei «giovani europei», si legge: «Gli immigrati extraeuropei (africani, asiatici, sudamericani) rappresentano già oggi una parte consistente della popolazione giovane d'Europa. La vera sfida sociale e demografica del continente consiste nel "passare il testimone": gli immigrati devono poter entrare nella società e nell'economia europee a ogni livello professionale e civile: solo accettando gli immigrati l'Europa anziana (che detiene la ricchezza economica e le radici culturali europee) permetterà l'esistenza dell'Europa futura». Pare di sentire la «presidenta» della Camera Laura Boldrini, che nel marzo 2016, a Palermo, aveva invocato l'arrivo di 300-400.000 immigrati all'anno per impedire che la popolazione italiana scenda «al di sotto dei 45 milioni».

IUS SOLI Molto simili i toni del volume In prima! che fa parte della collana Zoom. Geogrqfia da vicino dell'editore Loescher.

Ai ragazzi di prima media il testo spiega che «gli immigrati sono una presenza indispensabile, soprattutto in alcuni settori lavorativi come l'edilizia, il lavoro domestico, l'assistenza a bambini e anziani». Per dirla con Emma Bonino: senza gli immigrati, chi raccoglierebbe i pomodori?


Nel libro non manca il tema dello ius soli: gli autori Luca Brandi. Guido Corradi e Monica Morazzoni lamentano che «i figli di stranieri nati in Italia continuano a non aver diritto alla cittadinanza italiana». Non è un caso che i più piccoli siano il bersaglio privilegiato dei tentativi di manipolazione: è più facile deformare la mentalità di chi non ha ancora una personalità ben strutturata. E gli effetti nefasti della geografia «militante» si fanno sentire.

SCARSA PREPARAZIONE Secondo una ricerca di Skuola.net condotta su 1.500 ragazzi dalle medie all'università, metà degli studenti non sa che in Italia ci sono 20 regioni, il 46% pensa che il Gran Sasso faccia parte della catena delle Alpi e il 43% non sa che Crotone si trova in Calabria.

In compenso, tutti scopriranno, leggendo II mondo domani di Elisabetta Sergio (Garzanti), che gli immigrati «costituiscono per l'Europa una preziosa risorsa economica, sociale e culturale. Inoltre contribuiscono a mantenere positivo il saldo demografico». Al che uno si chiede se abbiano ragione quei «complottisti» che parlano di «sostituzione etnica» o se gli istituti di statistica, i quali registrano un calo della natalità anche tra gli stranieri approdati nelle opulente società occidentali, non smentiscano il mantra dell'Africa che salva il Vecchio continente dall'estinzione. Nelle pagine di Fare geografia insieme, edito dal Capitello, si assiste alla celebrazione della società europea «ormai diventata multietnica», ma gli autori Renzo De Marchi. Francesca Ferrara e Giulia Dottori ammettono che nemmeno «l'arrivo di nuovi migranti» basterà a fermare l'inverno demografico italiano. Nonostante ciò, l'immigrazione viene dipinta come «una grande risorsa per l'Italia». Addirittura, il testo afferma che «numerose fabbriche e importanti settori dell'agricoltura chiuderebbero senza i lavoratori stranieri». Non sono mica imprenditori e partite Iva a tenere in piedi il Paese; è la manodopera subsahariana a basso costo. La stessa mistificazione si trova in Kilimangiaro 1, edito da Laltes, in cui si elogia la «preziosa manodopera» degli immigrati, i quali accettano «lavori che molti europei ritengono troppo umili» e «hanno il diritto di essere accolti in Paesi sicuri». D'altronde, neppure gli insegnanti sono al riparo dal martellamento immigrazionista: Il contributo dei rifugiati e dei migranti nella costruzione di una società interculturale è l'altisonante titolo di un compendio delle Edizioni scientifiche italiane dedicato ai docenti.

INVASIONI BARBARICHE È ormai arcinoto il caso del libro Il racconto dello storico di Silvio Paolucci, Giuseppina Signorini e Luciano Marisaldi (Zanichelli) per le scuole medie, in cui quelle che un tempo si chiamavano «invasioni barbariche» sono state ribattezzate «grandi migrazioni», basate sull'«idea chiave» dell'integrazione. Ma forse in pochi immaginano che persino quando studiano le lingue i ragazzi siano bombardati dalla propaganda.

Nel volume English Plus di Ben Wetz, edito da Oxford university press e adottato da molte scuole superiori, compare un esercizio di grammatica con frasi che inneggiano al multiculturalismo, all'abolizione dei confini, all'euro e persino all'anarchia: «Perché non lasciare che i cittadini di tutti i Paesi attraversino i nostri confini ogni volta che vogliono?». Oppure: «Nella mia società ideale non ci sono leggi, perciò alle persone è consentito fare quello che vogliono». E, infine, la tirata prò euro: «Perché ci sono valute diverse? Dovremmo fare in modo che tutti usino la stessa moneta». Il Performer B1 di Zanichelli, invece, include un esercizio con proposizioni in cui si argomenta che, dall'introduzione dell'euro, i prezzi sono diminuiti e i servizi bancari sono diventati più semplici. Insomma, il globalismo e l'esaltazione di Unione europea e moneta unica sono temi piuttosto diffusi. Tesi che paiono riprese quasi letteralmente dall'opuscolo didattico messo a disposizione da Bankitalia, secondo il quale l'euro avrebbe avvantaggiato i consumatori (distruggendo la domanda interna?) e favorito le «transazioni commerciali» (già, quelle della Germania). Ora, a colpire non è soltanto l'immoralità degli scopi perseguiti da quei manuali, ossia fare proselitismo tra gli studenti di scuole medie e superiori. Meraviglia specialmente la carrellata di inesattezze, distorsioni e omissioni che finiscono per privare i ragazzi di elementi utili a valutare autonomamente gli argomenti. Una galleria degli orrori e degli errori contro la quale esistono due antidoti: insegnanti seri e famiglie vigilanti. E. magari, una strigliata del ministero ad autori ed editori.

Da: QUI


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Categorie: , Cultura, Denunce, Sociale


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