QUANDO SI PARLA DI DOLORE FISICO, SAPPIAMO TUTTI RICONDURLO A UNA PRECISA SENSAZIONE, VIVIDA NELLA MEMORIA. MA COME SI RAPPORTANO AGLI STIMOLI DOLOROSI UN CANE, UN GATTO, UN PESCE ROSSO, UN SERPENTE?

Torino
08:30 del 12/02/2017
Scritto da Gregorio

QUANDO SI PARLA DI DOLORE FISICO, SAPPIAMO TUTTI RICONDURLO A UNA PRECISA SENSAZIONE, VIVIDA NELLA MEMORIA. MA COME SI RAPPORTANO AGLI STIMOLI DOLOROSI UN CANE, UN GATTO, UN PESCE ROSSO, UN SERPENTE?

La domanda non è banale, perché con gli animali - domestici o in libertà - abbiamo a che fare continuamente, in modo più o meno diretto.

DUE VIE. Quando si parla di dolore, ci si riferisce principalmente a due tipi di reazioni. La prima è la nocicezione: i nervi periferici entrano a contatto con lo stimolo doloroso, inviano segnali al midollo spinale i cui neuroni motori attivano i movimenti muscolari per sottrarsi allo stimolo. È una reazione immediata e istintiva, che garantisce la nostra sopravvivenza, ed è comune a quasi tutti gli animali.

CONSAPEVOLEZZA. La seconda reazione riguarda il riconoscimento cosciente di quel dolore. In questo caso, i neuroni sensoriali della pelle si connettono, attraverso il midollo spinale, al cervello. Qui milioni di neuroni in varie regioni creano una complessa sensazione che spesso è associata, nel caso dell'uomo, a panico, stress, ansia.


Da quello che riusciamo a capire osservandoli, molti animali vivono anche questa seconda reazione: quando avvertono dolore si leccano le ferite, guaiscono, si isolano; tendono a non ritornare nel luogo in cui hanno avuto quell'esperienza, quasi avessero una memoria del dolore. In laboratorio, ratti e polli si autosomministrano antidolorifici, se appositamente istruiti.

LA SENSIBILITÀ DEL POLPO. Con gli invertebrati, che conosciamo meno, capire se esista una coscienza del dolore è molto più difficile. In alcuni casi in cui il sistema nervoso è molto elementare - come per ostriche e meduse - si può ipotizzare di no; in altri, come per il polpo, la consapevolezza del dolore potrebbe essere persino più complessa che nei vertebrati. Questi animali, infatti, sanno ritrarre i tentacoli feriti, per preservarli, ma scelgono di utilizzarli lo stesso per procurarsi cibo: come se valutassero se servirsi o meno di un arto malconcio.

Sul tema del dolore animale abbiamo ancora molto da apprendere, anche per arrivare a una relazione uomo-animale che non procuri dolore gratuito.

Da: QUI


Articolo letto: 144 volte
Categorie: , Curiosità, Scienze


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Risposte - Commenti

Paolo

12/02/2017 17:55:31
Io credo che i cani sono meglio delle persone perchè non ti tradiscono mai e sono molto sensibii basta pensare in quante situazioni i cani hanno salvato molte vite umane .Io ho un cane che si chiama Toni ho fiducia in lui ,figuriamoci va pure a fare la spesa al negozio. Come faccio li metto la busta in bocca con il biglietto e i soldi e non mi a mai tradito cosa può far un cane.
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