Come facevano le donne in antichità a non rimanere incinte? | L’analisi di Donna cerca Uomo

Torino
11:20 del 27/12/2014
Scritto da Gerardo

Per non rimanere incinte le donne in antichità oltre all'astinenza, cintura di castità e al coito interrotto si usavano anche altri mezzi. Per esempio un miscuglio di feci di coccodrillo e sostanze acide introdotto in Vagina, oppure fette di limone, vesciche animali (come contraccezione maschile, oppure batuffoli di lana imbevuti con miele e succo d'acacia come ostacolo meccanico). Secondo il kamasutra non si restava incinta se non si faceva l'amore dopo il tramonto e nel giorno dell'anniversario della morte dei genitori, o se l'uomo durante l'orgasmo si concentrava a pensare ad altro e molte altre cose.

Se ci pensate bene anche 50 anni fa le famiglie erano abbondanti. La gente faceva sesso senza nessuna precauzione e infatti le nostre nonne hanno tutte famiglie grandissime! Magari usavano il coito interrotto oppure era fortuna se non rimanevano incinte magari beccavano il giorno in cui lei non era fertile. Ma pensiamo che lo facevano spesso e la fortuna li assisteva!

Le donne in antichità non avevano la possibilità di contraccezioni oltre al preservativo: "Risulta citato nell'antichità, almeno nel 1500 a.C. presso gli Egizi su disegni che ritraggono un preservativo." Forse non avevano l'efficacia che hanno quelli del giorno d'oggi, ma crediamo che non fossero nemmeno tanto conosciuti dalla "plebe" ( anche perché ogni religione era contraria all’aborto spontaneo e ad ogni metodo contraccettivo ). Per il resto, le persone tendevano a sposarsi prima di avere rapporti sessuali, di modo che anche se ci fossero state gravidanze, erano pur sempre "desiderate".

Le donne si sposavano praticamente finita la pubertà ed una volta sposate non avevano il problema degli anticoncezionali, infatti avevano sempre molti figli. Per quanto riguarda le prostitute esse dopo un rapporto correvano a fare un lavaggio completo nelle parti intime con un’apposita pompetta. Già gli antichi egiziani 3 mila anni fa si proteggevano con cappucci di lino o di vescica di animale, mentre nell’antico oriente i cinesi erano soliti usare fogli da carta oleata, mentre i giapponesi usavano cilindri di cuoio. L’esigenza di proteggersi dalle malattie si intrecciò con quella di pianificare le nascite e comunque i primi tentativi di costruire un prodotto accettabile furono fallimentari. Il salto di qualità si fece a metà ottocento quando Charles Goodyears brevettò il processo di vulcanizzazione che rendeva elastica e resistente la gomma naturale e nacque quindi il preservativo moderno.

FONTE: DONNA CERCA UOMO


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Categorie: Sesso


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