Come educare al meglio i nostri figli | L’analisi di Italiano Sveglia

Catania
10:13 del 25/01/2015
Scritto da Gerardo

Come educare al meglio i nostri bambini? Al giorno d’oggi notiamo molto spesso il fenomeno del bullismo proprio perché alla base c’è mancanza di una sana e giusta educazione. Ecco la guida di Italiano sveglia. La psiche di un bambino richiede stimoli per potersi sviluppare. Si tratta di considerare la sensibilità del bambino quando interagiamo, bisogna essere empatici e avvertire i suoi sentimenti. Nei primi anni di vita questa parte del cervello riceve molto e presenta sue leggi. Essa è fondamentale per la vita psichica del soggetto, attraverso le sue strutture (ippocampo, amigdala), ingloba immediatamente gli stimoli e dà risposte, molte volte, senza coinvolgere l’emisfero sinistro. E’ capace di dare significato ai fatti, alle cose, è variegato e capta da più punti di vista. E’ una parte, che gli permette di mettersi in contatto con il mondo che lo circonda prima che si affermino le strutture cognitive. Se non ha possibilità di esercitarsi depriva il soggetto che appare confuso e, pur avendo una cognitività sviluppata, non capta nel profondo i significati. Ciò accade quando gli stimoli tendono a sbilanciarsi verso il cognitivo, impedendo all’emotività di comporsi e di esprimersi.

Se non c’è equilibrio in educazione e i metodi sono autoritari, il soggetto perde i contatti con il sentire, perciò è confuso tra teorie, ammonimenti, usi, costumi e non sa scegliere il comportamento più consono alle situazioni. L’emotività va tenuta in gran considerazione in educazione. Bisogna permettere al bambino di esprimerla. Il disagio che molte volte c’è tra ragazzi e adolescenti è proprio la conseguenza del blocco, della mancata espressione del proprio sentire.

E’ una parte che dà senso e significato e che evolve in continuità, secondo la legge epigenetica, senza dimenticare che presenta una polarità e si lega all’ambiente di vita. Gli stadi evidenziati dalla psicologia dello sviluppo, in chiave psicoanalitica, riguardano la fiducia-sfiducia come base per l’evoluzione, per il contatto, per l’accettazione e per la realizzazione. Il bambino credendo in se stesso si apre allo sviluppo, alla realizzazione. Diversamente perché spaventato, si blocca. Così diviene difficile il cammino verso l’autonomia, l’iniziativa, l’industriosità, l’identità negli stadi successivi. A differenza di chi in un clima adatto può credere in se stesso, imparare ad accettarsi, amarsi, avere vigore, creatività e volontà.

Se lo sviluppo è adeguato, pian piano emergerà l’idea del bene e del male, di ciò che va fatto e di ciò che non va fatto. Prima a livello eteronomo: il bambino ha come riferimento gli insegnamenti della madre, poi, mentre emergono le capacità cognitive, capisce il senso delle cose, delle situazioni e quindi sceglierà il comportamento più consono. A ciò si legherà la capacità di evolvere verso la socialità. Prima stando vicino all’altro, anche senza interagire, poi, gradatamente, imparerà a collaborare, a fare le cose insieme, attraverso la suddivisione dei compiti e la realizzazione comune. Ciò permetterà di concentrarsi sull’altro, sul suo modo di essere, di pensare, di sentire, portandolo a considerarne il punto di vista. Così si porranno le basi di una socialità avanzata e costruttiva.


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Categorie: Denunce, Guide, Sociale


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