Come diventare chef? Se cucinare vi è sempre piaciuto, perchè non trasformare una passione in un vero e proprio mestiere?

Bologna
09:00 del 19/06/2016
Scritto da Carla

Come diventare chef

Se cucinare vi è sempre piaciuto, perchè non trasformare una passione in un vero e proprio mestiere? Gli sbocchi professionali agli Istituti per la ristorazione sono moltissimi e, nel breve periodo, garantiscono entrate economiche considerevoli. E se l'Italia vi sta stretta, niente paura: un buon chef italiano trova lavoro in qualsiasi parte del mondo

COME DIVENTARE CHEF: IL PRIMO INGREDIENTE E' LA PASSIONE - Nella professione di cuoco, l'ingrediente indispenabile per avere successo è sicuramente la passione, fondamentale per rendere le proprie creazioni indimenticabili ed iniziare a crearsi intorno una "corte di fans".

GLI ISTITUTI PROFESSIONALI PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE - Questo tipo di istituti, grazie alla forte tradizione turistica del "Bel Paese", sono presenti su tutto il territorio nazionale e "sfornano"professionisti apprezzati sia in Italia che all'estero.Gli Istituti Professionali per i Servizi Alberghieri possono avere una durata di tre o cinque anni. Al termine dei tre anni si ottiene il diploma di qualifica professionale che già permette di accedere al mondo del lavoro. Se si proseguono gli studi altri due anni, si arriva al diploma di maturità ed alla qualifica professionale di Tecnico dei Servizi di Ristorazione o Tecnico dei Servizi Turistici.  

Chi vuole specializzarsi ulteriormente, dopo il diploma di maturità può iscriversi ad un corso di diploma universitario o al Corso di Laurea in Economia del Turismo.

QUALE UNIVERSITA' SCEGLIERE - Ci si può iscrivere ad un Corso di diploma Universitario in Economia e Gestione dei Servizi Turistici (presente all' Università degli studi della Calabria-Cosenza, di Catania, dell'Aquila, di Firenze, di Genova, degli studi di Messina, all'Istituto Universitario Navale Di Napoli, all'Università degli studi di Perugia, di Trieste, all'Università di Venezia "Ca' Foscari", all'Università degli studi di Bologna, di Cagliari, di Siena, di Torino, del Sannio in Benevento, alla Libera Università di Bolzano, di Salerno, di Foggia, e di Milano -Bicocca) - si può optare per il Corso di Laurea in Economia del Turismo, più lungo ma anche più qualificante (le sedi sono all'Università degli studi di Perugia, di Bologna, Molise -Campobasso e l'Istituto Universitario Navale Di Napoli).

ISTITUTO ALBERGHIERO: LE SPECIALIZZAZIONI - Sono tre le principali specializzazioni che si raggiungono al termine del primo triennio di Istituto: operatore di cucina, operatore di sala e bar e operatore di ricevimento. I corsi presso l'Istituto, oltre a fornire una conoscenza sugli alimenti e le tecniche di cucina, servono soprattutto a creare una cultura personale e tecnica e a consentire la conoscenza di almeno due lingue straniere; il lavoro vero e proprio si imparerà affiancando come stagisti o come apprendisti le rispettive figure in grandi alberghi o strutture ricettive.

Le funzioni dell'operatore di cucina possono essere molteplici e potrà trovare lavoro nei ristoranti e negli alberghi, sulle navi da crociera e in pasticceria.

L'operatore ai servizi di sala e bar accoglie i clienti e li assiste durante il consumo dei pasti e delle bevande e cura le operazioni relative al conto. Anche lui potrà lavorare nei ristoranti, alberghi, navi da crociera, caffetterie e bar.

L'operatore di ricevimento lavora presso gli alberghi accogliendo il cliente e assistendolo durante tutto il suo soggiorno con una molteplicità di servizi.

LE SCUOLE DI CUCINA ITALIANE PIU' CONOSCIUTE - A Cesena é nata la scuola di cucinaAula Magna via Dismano 2855, Pievesestina di Cesena, Tel:0547-317612; ma per specializzarsi in cucina creativa bisogna andare all'Etoile di Sottomarina a Chioggia tel: 041-5543080.  Il sito della Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu offre la descrizione dei programmi, i costi e la possibilità di iscriversi ai corsi organizzati compilando una scheda. Inoltre conoscerete la storia e le referenze del corpo insegnanti. A Ferrara si trova una scuola di cucina rinascimentale, la Cristofaro da Messimburgo, situata presso l'Hotel Ripagrande.

L'Università della birra , invece, si rivolge a tutti coloro che intendono specializzarsi nel settore dei pub, formando gestori di locali specializzati nel settore.

PROFESSIONE ASSAGGIATORE - Se amate il cibo, ma preferite mangiarlo piuttosto che cucinarlo potete diventare un assaggiatore, magari per la famosa rivista Il Gambero Rosso. Basta informarsi presso il Centro Studi e Assaggiatori, frequentare i suoi corsi e, se siete veramente ambiziosi, specializzarvi con il master in analisi sensoriale , che si tiene presso l'Università Cattolica di Piacenza. 

Ma cosa bisogna assaggiare? Di tutto; ci si può specializzare in grappe, caffè, olio extravergine, formaggio, miele, aceto balsamico e vino oppure si può diventare consulenti per importanti testate giornalistiche del settore della ristorazione. Ciò che importa è avere "gusto".

Per essere un buon assaggiatore, infatti, è di fondamentale importanza sviluppare ed allenare gusto ed olfatto in quanto l'assaggio riveste un ruolo di notevole importanza al fine della valutazione di una pietanza o di un prodotto come il vino o il formaggio. L'esperienza e l'allenamento perfezionano questa professione, considerata da tanti intellettuali una vera e propria arte. Nelle zone a vocazione oleicola, vinicola o casearia esistono associazioni che periodicamente organizzano corsi specializzati per apprendere le tecniche di assaggio al fine d valorizzare questi prodotti naturali, ormai considerati fondamentali.

IL CASO ORBEN E GIROSAN: DUE CHEF ITALIANI FAMOSI IN GIAPPONE - Questo personaggio, una vera e propria star in Giappone, ha iniziato a cucinare per hobby (in realtà era un insegnante di educazione fisica) che ha poi trasformato in una professione svolta inizialmente in Trentino e a Firenze. E' in questa città che ha conosciuto un uomo d'affari giapponese che gli ha fatto cambiare vita: presidente di una multinazionale, gli ha proposto di recarsi a lavorare in Giappone per un breve periodo. Il risultato? Sta li da dieci anni ed è diventato ricco e famoso.

E se Orben è un rappresentante dell'Italia del Nord, Girolamo Panzetta, detto Girosan, è invece un napoletano verace, anche lui star nazionale del Sol Levante.  In Giappone ha frequentato una scuola francescana dove ha imparato il giapponese e si è poi iscritto all'università da dove ne è uscito con una brillante laurea in economia. E Girosan ha solo 40 anni. Grazie anche alla sua simpatica faccia italiana e alla sua contagiosa verve napoletana è diventato testimonial di quel dirompente fenomeno di italianità tanto di moda in questi ultimi anni in Giappone. Molti sono infatti i prodotti alimentari e non che sono stati pubblicizzati con la sua faccia. La Mac Donald's per lanciare sul mercato nipponico il Mac Italiano, ha scelto lui cosi la faccia sorridente di Girolamo campeggia sulle gigantografie dei 2500 fast foods giapponesi; sono arrivate poi la Minolta, la Suzuki, la birra Kirin (la più consumata in Giappone) e molte altre; intanto ha continuato ad occuparsi di televisione dove tiene un corso di italiano che passa sui palinsesti della NHK tre.

Questa non è la favola di due Cenerentoli moderni, ma una storia vera che capita sempre più spesso ai nostri connazionali che emigrano in altri paesi, dove mettono in pratica le conoscenze culinarie della tradizione mediterranea, condita con abbondante fantasia


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Categorie: Cucina


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