Tantissimi italiani anche per queste vacanze hanno scelto di partire per il mare o la montagna in piena notte. Ma guidare di notte nasconde un rischio altissimo che il Governo vuole combattere

Perugia
07:08 del 18/08/2014
Scritto da Albertone

La premessa è d'obbligo: una volta tanto, il Governo e la Politica italiana sono all'avanguardia nell'affrontare e risolvere il problema. Come da qualche anno a questa parte, sempre più italiani hanno scelto di partire nel cuore della notte, salire in macchina in compagnia di figli, parenti e amici e dirigersi verso la località di villeggiatura prescelta per staccare da tutto e tutti. Una scelta con alla base una motivazione formidabile: evitare di farsi qualche oretta di coda per via dei consueti ingorghi in autostrada o ai caselli in uscita. C'è solo un rischio, tutt'altro che di poco conto: i colpi di sonno.

Gli occhi che si chiudono nel cuore della notte, la perdita di controllo dell'auto, il volante che corre senza più una direzione e un epilogo che il più delle volte è tragico.  Non ci sono statistiche sul colpo di sonno: non si sa con precisione quanti sinistri siano dovuti a quel problema. Ma il fenomeno è studiato e purtroppo non sta offrendo numeri positivi. Di sicuro, il guaio esiste eccome, specie quando sul posto dell’incidente, sull’asfalto, non ci sono i segni della frenata. Secondo alcune ricerche, le apnee notturne e altre malattie legate al sonno potrebbero essere causa di un quinto degli incidenti stradali. Ovvero: il 20% degli incidentri stradali dalle 22 alle 6 potrebbero essere dovuti ad un improvviso appannamento del cervello che cade nel dormiveglia. Può accadere a tutti: dai giovani agli autisti più esperti.

E, purtroppo, le avvisaglie molto spesso rimangono inascoltate. Ecco perché l’Unione europea si muove: una direttiva chiede di verificare la presenza di malattie del sonno che possono aumentare i rischi per chi guida prima di concedere il certificato di idoneità per la patente. Una regola che migliorerebbe anche la sicurezza stradale di chi va in moto: chissà quante volte un guidatore in auto causa un sinistro coinvolgendo un centauro, solo perché in preda a fortissima stanchezza mista a sonnolenza. La direttiva sarà recepita dall'Italia nei tempi previsti dall'Ue, entro il 31 dicembre 2015. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Beatrice LoRenzin durante il question time alla Camera del 7 agosto. La direttiva impegna gli Stati membri a varare una legge che obblighi i conducenti di auto, moto, furgoni e camion a rispondere a specifiche domande su malattie come l’Osas (Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno).

In caso di sospetta patologia scatta il rinvio a uno specifico consulto medico: qualora l'esito sia positivo, si potrà comunque guidare un veicolo dimostrando le terapie in corso e la validità della patente varierà tra 2 e 3 anni secondo la gravità dei disturbi. Sotto il profilo della sicurezza stradale, il ministro Lorenzin è molto attivo: già in passato, voleva portare avanti una legge per proibire di fumare al volante. Problema che ha tre conseguenze: distrae il guidatore, danneggia la sua salute e di chi sta in auto. Ma la proposta (a causa di una forte pressione di alcune lobby) è stata stroncata. Per quanto concerne il colpo di sonno, si presume che non dovrebbero esserci gli stessi ostacoli.


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Categorie: Cronaca, Viaggi


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