Il film si apre con il pubblicitario Howard Inlet (Will Smith) che fa un discorso ai suoi dipendenti, sul fatto che tutto si basi sul contatto e verta sui tre concetti di amore, tempo e morte: cerchiamo l’amore, vogliamo più tempo e tutti temiamo la morte

Cosenza
15:57 del 18/01/2017
Scritto da Luigi

Il film si apre con il pubblicitario Howard Inlet (Will Smith) che fa un discorso ai suoi dipendenti, sul fatto che tutto si basi sul contatto e verta sui tre concetti di amore, tempo e morte: cerchiamo l’amore, vogliamo più tempo e tutti temiamo la morte. Tre anni dopo, durante il periodo natalizio, è un uomo distrutto per la perdita della figlia e con la sua azienda nei guai; gli amici/soci Whit (Edward Norton), Claire (Kate Winslet) e Sam (Michael Peña) vorrebbero aiutarlo ma non sanno come fare… Addirittura, tramite un’investigatrice privata, vengono a sapere che ha scritto tre lettere: una all’Amore, una al Tempo e una alla Morte. Un giorno Whit fa la conoscenza della giovane attrice Amy (Keira Knightley), che, assieme a Brigitte e Raffi (Helen Mirren e Jacob Latimore) sta cercando di allestire uno spettacolo teatrale; a quel punto gli arriva una folgorazione: perché non ingaggiare i tre attori per impersonare i concetti? Amy sarà Amore, Jacob Tempo e Brigitte (essendo la più anziana) Morte. Questo per mettere Howard di fronte alla realtà: i loro incontri saranno filmati, ma i 3 attori saranno tolti digitalmente dalle scene in modo che lui sembri delirante, cosa che permetterebbe di vendere l’azienda salvandola dalla bancarotta e preservando tutti i posti di lavoro. Durante i successivi colloqui informativi per la parte però, lo spettatore si accorgerà che non è tutto come sembra e che neanche Claire e gli altri stanno tanto bene e anche loro riceveranno aiuto dagli “attori” (le virgolette non sono un caso): Whit ha difficoltà a farsi amare dalla figlia Allison, che lo incolpa di aver tradito la madre causando il divorzio [Amore]; Sam cerca di apparire sano, ma in realtà ha un tumore [Morte]; Claire, del canto suo, ha dedicato tutta la vita al lavoro e ora non sa se ricorrere all’inseminazione artificiale [Tempo]. Si può dire che le Tre Astrazioni aiutino più loro che l’afflitto: ad Howard servono solo per trovare la forza di partecipare alle sedute dell’associazione “Piccole Ali”, dedicata alle persone che hanno perso un figlio e gestita da Madeleine, con cui farà amicizia; la donna ha perso la figlia Olivia e ha divorziato dal marito che, prima di andarsene, le ha regalato un biglietto con scritto “vorrei che fossimo ancora estranei”. Arriverà finalmente il momento di mostrare i famigerati video: dopo il forte impatto emotivo, Howard non solo prenderà coscienza del suo stato mentale, ma rivelerà anche di essere a conoscenza delle difficoltà dei suoi amici. Ragion per cui, tutti si decideranno a risolvere i rispettivi problemi. Alla vigilia di Natale, Howard fa visita a Madeleine, facendoci così scoprire che i due erano marito e moglie: la loro erano una recita, oppure lei ha assecondato lo stato mentale di lui? Il dubbio rimane, ma quando alla fine li vediamo camminare mano nella mano, notiamo che Amy, Brigitte e Raffi li osservano dall’alto per poi scomparire… E fu proprio Brigitte/Morte che a suo tempo parlò con Madeleine in ospedale della bellezza collaterale dei piccoli gesti di gentilezza. Personalmente, trovo le critiche a questo film un po’ ingiuste: non è brutto, è un film senza pretese che racconta, alla fine dei conti, di come le persone affrontino il dolore e le vicissitudini della vita. Non è che solo perché ci sono dei grandi attori deve essere un grande film… Vedere Howard/Smith come il protagonista non è del tutto esatto: nello svolgersi della vicenda si capisce che lui è il catalizzatore, il fulcro, ma attraverso la sua situazione ci viene mostrata anche la vita dei suoi amici, di come essi guardino la sua vita andare a rotoli ma siano osservati a loro volta. Paradossalmente, è un film sul dolore ma senza dolore, che non trasmette angoscia, che fa pensare ma con leggerezza; per alcuni può essere un difetto, ma (almeno in questo caso) io lo trovo un pregio.


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Categorie: , Cinema


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