Lo scioglimento dei ghiacciai e l'effetto serra potrebbero già aver rallentato parzialmente l'afflusso d'aria calda proveniente dalla corrente del Golfo. Si teme una nuova glaciazione

Bologna
11:55 del 05/07/2013
Scritto da Carmine

Che il clima e il meteo sembrino impazziti non serve certo uno scienziato per capirlo. Eppure quest'anno è riuscito a sorprendere anche i più scettici riguardo ai repentini cambiamenti climatici in corso: in Europa, in particolare nella zona che si affaccia sull'oceano atlantico e nella parte settentrionale dei paesi mediterranei (tra cui l'Italia), la primavera non è mai arrivata.

E' sufficiente osservare le temperature sulle cartina monitorata ogni giorno in tempo reale dal noto sito metereologico Wetterzentrale: il 30 Maggio 2013 mentre a Parigi c'erano appena 14 C e 17 C in Sardegna, in Lapponia (terra in cui in teoria vivrebbe babbo Natale), appena 10 chilometri più a Sud del Circolo polare artico, nel pomeriggio c’erano 27 °C.

Com'è possibile? Cosa sta accadendo? La causa è nota, solo che i media e i governi preferiscono spostare l'attenzione generale su altri argomenti perché in realtà la situazione ormai è fuori controllo. Il vero responsabile di questa primavera gelida e dell'estate piovosa è l'effetto serra, causato dall'emissione spregiudicata di anidride carbonica (Co2) nell'atmosfera.

L'effetto serra, com'è risaputo, ha causato il surriscaldamento globale e avviato il processo di scioglimento dei ghiacciai artici. Ma se le temperature stanno salendo, allora come si spiega il freddo e la pioggia fuori stagione?

L'ecosistema è molto più complesso di quanto possiamo immaginare. La massa d'acqua dolce e fredda che si è riversata in mare ha abbassato la temperatura media degli oceani e dei mari, rallentando i flussi d'aria calda derivanti dalla corrente del Golfo e dalla corrente Nord atlantica. Al Gore, candidato alla presidenza negli Stati uniti, aveva già lanciato l'allarme nel 2005 nel suo documentario 'Una scomoda verità', ma la situazione d'allora è peggiorata ulteriormente perché i ghiacciai si sono ritirati ad una velocità superiore del previsto.

Il noto meteorologo francese Laurent Cabrol qualche mese fa è tornato sull'argomento ribadendo la situazione preoccupante: il 2013 potrebbe essere un anno senza estate. E potrebbe non essere l'unico. Il 'nastro trasportatore' d'aria calda, determinato dalle correnti oceaniche, ha finora svolto un ruolo determinante nell'equilibrio climatico mondiale, ma potrebbe essersi rallentato.

Il rallentamento o lo stop delle correnti oceaniche può verificarsi quando nel Nord Atlantico confluisce troppa acqua dolce, che diluisce le correnti ad alta salinità provenienti da sud, poiché le acque superficiali (indipendentemente dalla loro temperatura) non diventano abbastanza dense da 'affondare'.

I venti dominanti in questo modo potrebbero portare aria fredda verso l’Europa creando condizioni di freddo che possono durare per decenni, fino a quando le acque delle basse latitudini non diventeranno nuovamente abbastanza saline da sopraffare quelle più dolci a nord, facendo ripartire il nastro trasportatore con una gigantesca spinta.

Cosa accadrebbe se il 'nastro trasportatore' d'aria calda dovesse fermarsi o cambiare percorso? Secondo gli scienziati ci sarebbero inverni rigidissimi in Europa e nell’America del Nord, mentre l’emisfero australe andrebbe incontro a periodi di forte siccità poiché non vi sarebbero più i monsoni provocati dalle correnti calde risalenti verso nord.

Si tratta di previsioni che ovviamente presentano un elevato grado di imprevedibilità, essendo l'ecosistema molto più interconnesso e variabile di quanto possiamo immaginare. Nell'ipotesi peggiore  l'Europa potrebbe andare incontro ad una nuova glaciazione. Non si tratta di fantascienza o dell'ennesimo film apocalittico, ma di uno scenario possibile.

Per quanto sia difficile calcolare con precisione cosa accadrà, le ipotesi si basano su dati certi ed ampiamente documentati. A fine 2012 è arrivato anche l’Annuncio ufficiale del Nsidc, (National snow ice data center americano): i ghiacci artici si sono quasi dimezzati in poco più di trent’anni, è il processo non mostra nessun segnale di rallentamento.  Inoltre con i ghiacci artici così ridotti, già negli ultimi anni è diventato più ampio il tratto di mare libero che in estate/autunno si intiepidisce al sole e, in seguito all’evaporazione, rilascia umidità nell’aria, incrementando il rilascio di precipitazioni intense, alluvioni e cicloni.

Di fronte a questo scenario a dir poco preoccupante, qual è la reazione delle nostre istituzioni? Praticamente nessuna. Aldilà di qualche bella parola spesa dai politici e di qualche accordo internazionale firmato (e non rispettato) per limitare o ridurre l'emissione di Co2 (primo tra tutti il protocollo di Kyoto), poco o nulla si è realmente fatto. Anzi, alla finestra si sono affacciate l'India e la Cina in piena crescita economica, con più di un miliardo di persone che vuole iniziare spendere, consumare e quindi inquinare. Eppure le alternative esistono, come l'adozione di fonti energetiche rinnovabili, oppure gli incentivi all'utilizzo dei trasporti pubblici. Una dato però è certo: se non si agisce repentinamente, un giorno dovremo rendere conto dello stato del pianeta che lasceremo in eredità ai nostri figli.







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Categorie: Ambiente, Denunce, Scienze, Sociale


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Risposte - Commenti

Matteo

08/07/2013 22:15:12
Secondo il mio modestissimo parere, il clima mondiale sta davvero impazzendo, ma la causa la ricercherei su cause non riguardanti un complotto, ma più semplicemente sul buco dell'ozono e la maggior percentuale di CO2 nell'aria. Ciò che salta subito agli occhi è che non ci sono più le mezze stagioni, non mi allarmerei invece sugli alti e bassi dell'estate e dell'inverno.
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Gerardo

07/07/2013 10:02:28
In verità i governi, secondo me, ci nascondono tante cose, non solo le influenze sui fattori climatici. Basti informarsi sul signoraggio bancario e sulle scie chimiche per capire che ,davvero, non siamo liberi in questo mondo.C'è chi vocifera che anche i vaccini non siamo più tanto sicuri come una volta.
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Albertone

06/07/2013 18:53:12
La preoccupazione maggiore riguarda i possibili cambiamenti sociali delle popolazioni coinvolte da modifiche rilevanti nel clima. Ci sarà gente che dovrà lasciare la propria casa, cambiare i propri usi e costumi, abbandonare terre abitate o coltivate per potersi salvare? Sarebbe uno sconvolgimento di livello epocale destinato a segnare il mondo.
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