Ciro Esposito riconobbe il suo assassino: la deposizione inedita del tifoso partenopeo. La voce di Ciro è flebile ma lui è ancora lucido e cosciente

Napoli
10:00 del 26/03/2015
Scritto da Gerardo

La voce di Ciro è flebile ma lui è ancora lucido e cosciente. Sono gli ultimi giorni che precedono il lungo coma che avrebbe condotto il 23enne fino alla morte, nel suo letto d'ospedale al Policlinico Gemelli. "È lui che ti ha sparato?". Chiede Angela Tibullo al ragazzo al quale viene mostrata la foto di Daniele De Santis, detto Gastone, l'ultrà di destra accusato della morte di Ciro e di altri fatti delittuosi occorsi la sera del 3 maggio 2014, prima della Finale di Coppa Italia a Roma. "Sì" è la risposta debole ma comprensibile del 23enne trapassato dal proiettile che, secondo la ricostruzione della Procura e secondo le stesse parola della vittima, fu esploso dall'arma di De Santis.

La registrazione: "Erano in tanti, coperti da caschi"

La prova è fornita da un documento inedito, l'audio della deposizione del giovane resa in ospedale davanti a sua madre e alla consulente per la parte civile scelta dai legali che assistono Ciro, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, la dottoressa Angela Tibullo. La testimonianza fu resa dal ragazzo quando era già intubato, due settimane prima del coma. L'audio, finora agli atti nel fascicolo dei sostituti procuratori titolari dell'inchiesta, i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, è stato diffuso dal Giornale Radio Rai. Nel colloquio con la consulente la voce di Ciro è a tratti incomprensibile e spesso le sue parole  richiedono l'intervento della Tibullo che prova a interpretare le parole del ragazzo, a esplicitarle. "Erano più di uno e avevano dei caschi". Racconta Ciro descrivendo la scena vista prima di perdere coscienza e cadere a terra. "Stavo andando a vedere la partita" spiega "il biglietto lo avevo  comprato a Napoli". "Perché ti ha sparato"? Chiede la Tibullo tentando di ricostruire la scena che dalle risposte smorzate del giovane appare scandita da flash successivi. "Era fuori di testa" risponde Ciro, descrivendo il suo feritore. "Aveva un accento del Lazio", aggiunge.

I fatti del 3 maggio


Si tratta di un documento fondamentale per il caso che vede De Santis imputato di omicidio per la morte di Ciro e che, dopo la chiusura delle indagini, si avvia ora al processo. Quella sera all'esterno del circolo "Ciak" di Tor di Quinto ci fu l'assalto ad un gruppo di tifosi napoletani giunti a Roma per assistere alla finale della partita di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, da parte degli ultrà roManisti capeggiati da De Santis. Secondo quanto accertato da una perizia dei Ris, De Santis sparò in direzione dei tifosi azzurri dopo essere stato a sua volta colpito da diverse coltellate all’addome. Il tutto a pochi minuti di istanza dall'assalto compiuto al bus con il lancio di lacrimogeni che vide coivolto De Santis insieme ad altre quattro persone con il volto coperto da caschi. La posizione degli altri quattro aggressori è stata stralciata. Il proiettile, come appurato dall'ultima perizia del patologo Costantino Ciallella che ha consegnato alla Procura la consulenza tecnica finale per la chiusura delle indagini, raggiunse Ciro Esposito, trapassando  il polmone del 23enne per poi conficcarsi nella colonna vertebrale. La stessa perizia ha accertato sia le gravissime lesioni subite dal giovane, che come conferma il medico legale, se si fosse salvato sarebbe probabilmente rimasto paralizzato, che quelle riportate dallo stesso aggressore, il De Santis, la cui prognosi, è giudicata "ancora in corso". Nell'ambito dello stesso procedimento, De Santis dovrà difendersi anche dall'accusa di tentato omicidio nei confronti di Gennaro Fioretto e Alfonso Esposito, a loro volta accusati di rissa aggravata per i fatti di quella sera.


Articolo letto: 917 volte
Categorie: Calcio, Cronaca, Sociale


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Risposte - Commenti

Francesco

26/03/2015 11:42:40
Io dico che questo e stato omicidio premeditato, questo ragazzo ha pagato per la follia del mondo degli ultras. I responsabili devono pagare con la galera, ma poi mi dico, non sono medico, ma sembrava che si stava rimettendo Ciro, come ha fatto a morire cosi? Non c'era modo di salvarlo?
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Gennaro

26/03/2015 10:09:00
Si sapeva che c'erano altri 4-5 personaggi con il casco, quando e' stato sparato; niente di nuovo. Non solo uno e' codardo che usa armi da fuoco o da taglio, ma si copre pure la faccia con un casco e va in gruppo. Devono asportare i testicoli da svegli a questi individui; perche non hanno il diritto di essere chiamati uomini.
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