Gli animali vengono tolti dal loro habitat naturale e messi in un palco dove devono comportarsi in maniera artificiale. Ma questo è avere rispetto degli animali?

Olbia Tempio
15:30 del 26/10/2014
Scritto da Albertone

Misteri da Terzo Millennio. Ma come è possibile che nel 2014 qualcuno si diverta ancora - a tal punto da pagare, qualche volta salatissimo - per vedere degli animali tenuti in gabbia compiere degli esercizi che nulla hanno a che vedere con la loro indole? Ecco cos'è il circo. Per molti una autentica barbarie che non può essere ulteriormente accettata o sopportata. Tanto più che le condizioni di vita degli animali sono il più delle volte approssimative. L'ultimo episodio, neanche a dirlo, è accaduto in Sardegna ed ha spazzato via uno dei Circhi storici della nostra Italia. Il Corpo forestale è intervenuto a spron battuto confermando che troppo spesso i Circhi nascondono situazioni intricate ai limiti della legalità.

O decisamente oltre visto che le guardie della Forestale su disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania hanno operato il trasferimento di undici animali del Circo Martin sequestrati ad Arzachena (Olbia-Tempio), in Costa Smeralda. Tutto è partito da una segnalazione della Lega antivivisezione che parlava di animali maltrattati. Si tratta di una leonessa, di bovini scozzesi, cammelli, lama, dromedari, cavalli, zebre e pappagalli. Ovvero il meglio che il circo offriva al proprio pubblico. Ma in questo caso dietro la facciata si celava una situazione davvero intricata.

All’operazione «Arca di Noé» ha partecipato il personale del Servizio Centrale «Cites», quello in servizio presso gli uffici della Regione Sardegna in collaborazione con gli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna. Al Circo viene imputato una lista di reati che passano per l’impiego di una tigre tenuta libera alla catena, di un orso con la museruola e di un cavallo in violazione delle norme sul benessere animale e sulla sicurezza pubblica. Ma di peggio c'è che lo stesso circo già lo scorso anno aveva dovuto subire il sequestro di altre bestie. Insomma, recidivo e nuovamente beccato in flagrante. Gli animali saranno caricati a bordo di mezzi idonei adibiti al trasporto di specie pericolose e saranno condotti fino ad Olbia per essere poi imbarcati su un traghetto.

Una volta giunti in continente, saranno trasferiti presso il Centro di recupero di fauna esotica di Semproniano, nel Grossetano, per il loro pronto recupero. L’elefante e gli ippopotami presenti nel circo saranno, invece, trasferiti in un secondo momento a causa della particolare complessità del loro trasporto. Insomma del Circo non rimarrà praticamente nulla. Ma è legittimo che nel Terzo Millennio gli animali debbano avere questo trattamento? Gli italiani non si sentono tornati ai tempi dell'antica Roma, quando ci si divertiva ad osservare quello che accadeva nel Colosseo? Non è forse ora di dire basta e guardare gli animali nei documentari, lasciandoci affascinare dalle immagini riprese nel loro habitat?


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Categorie: Cronaca, Denunce


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