Cinema e antropologia. Esistono film che pur non essendo dei capolavori, possono servire a stimolare una riflessione su chi siamo e sul nostro rapporto con le altre specie.

Cosenza
09:36 del 15/11/2016
Scritto da Luigi

Cinema e antropologia Esistono film che pur non essendo dei capolavori, possono servire a stimolare una riflessione su chi siamo e sul nostro rapporto con le altre specie. Questo è il caso dei due film che fungono la prequel della saga cinematografica del “Pianeta delle Scimmie”. Il primo film, "L'Alba del Pianeta delle Scimmie" (2011) è praticamente un vaso di Pandora di interrogativi utili anche per riassumere il film a chi non lo ha visto: 1) Will Rodman (James Franco) stava sperimentando sulle scimmie per trovare una cura sull'Alzheimer. Avendo trovato una scimmia sulla quale il suo composto, l'ALZ- 112, funziona, vorrebbe passare alla sperimentazione sugli umani: viene inizialmente stoppato dal suo superiore perchè è ancora troppo presto e bisogna convincere gli investitori. Fin qui tutto giusto, ma quando più avanti ci sono le prove che funziona veramente ecco che si vuole velocizzare il tutto, con risultati facilmente indovinabili. A questo punto mi chiedo: quanto della ricerca scientifica dovrebbe essere legato al ritorno economico? Molto spesso si sente parlare di farmaci che non riescono ad andare avanti nella sperimentazione perchè non riescono a trovare i fondi, in quanto o le lobby farmaceutiche fanno muro, oppure perchè il ritorno economico immediato non giustifica la spesa... 2) La scimmia di Will viene uccisa per sbaglio, ma l'ALZ- 112 "sopravvive" nel corredo genetico del suo piccolo: Cesare. A questo punto non sarebbe possibile sviluppare medicine in avanti nel corredo genetico, con risultati migliori mano a mano che i geni si trasmettono? 3) Will sperimenta il farmaco sul padre Charles (John Lightgow) perchè non può sopportare di vederlo scomparire piano piano. La cura funziona, ma con il tempo gli anticorpi dell'uomo si rafforzano per combattere l'ALZ- 112... Vuol dire forse che alcune malattie non possono essere curate del tutto? 4) Charles Rodman, arrivato ad un certo punto, ferma il figlio, che stava per somministragli la sua dose settimanale. Il che mi porta a pensare: posto che si riescano a produrre medicine che ci permettano di vivere più a lungo, lo vorremmo? Vorremmo rimanere legati a dei farmaci? 5) Fino a che punto conta l'adattamento, prima che la natura, eventualmente, faccia il suo corso? Cesare vive insieme a Will e a suo padre fin da quando era un cucciolo, grazie all'ALZ- 112 è più intelligente dei suoi simili, ma ad un certo punto l'istinto inizia a farsi sentire e lui desidera la compagnia di altri della sua stessa specie. Certo, il resto della razza umana ha la sua parte: oltre ad incarcerarlo in un istituto perché pericoloso, quando poi egli si ribella insieme ai suoi compagni di prigionia (che lui aveva reso più intelligenti con la versione avanzata del composto, l’ALZ- 113) viene scatenata una “caccia alla scimmia” che si conclude rovinosamente. Gli umani, infatti, erano convinti di trovarsi davanti a semplici scimmie, ma si scontrano con un gruppo ben organizzato. Alla fine è Cesare che decide di rimanere con la sua "tribù", con i suoi compagni. 6) Vista la difficoltà con cui la razza umana riesce a rapportarsi con un mondo che cambia sempre più velocemente, come verrebbero visti gli esseri umani con protesi cibernetiche, o che sono più intelligenti e/o vivono più a lungo grazie a farmaci specifici? Facciamo già fatica con i nostri simili ma che hanno diverso sesso,cultura o religione... Nel 2014 esce il secondo capitolo, "Apes Revolution", che mostra come l'uomo, oltre ad essere l'animale più crudele, sia anche il più meschino.


Le scimmie ribellatesi nel film precedente hanno costituito una numerosissima tribù dove la prima regola è che "una scimmia non uccide un'altra scimmia", mentre la razza umana cerca di sopravvivere come può, quasi debellata dall'ALZ- 113 (che loro chiamano "virus delle scimmie"). Già la definizione di "virus delle scimmie" è sia imprecisa che fuorviante: la diffusione del virus, come visto nel film precedente, è dovuta al fatto che ogni cautela nella sperimentazione è stata abbandonata dopo aver visto il miraggio dei futuri guadagni economici. Indi la colpa è degli UMANI, non delle scimmie. Sempre un umano, Dreyfus (Gary Oldman) continua a ritenere le scimmie semplici animali e li tratta quasi con sufficienza, senza nemmeno rendersi conto di quello che gli capiterà; la scimmia Koba incarna un altro aspetto negativo del comportamento umano: l'AZL- 113 gli ha dato un'intelligenza superiore, umana, e lui come la usa? Mentendo e uccidendo. E' normale, in una tribù di animali, che si decida il capo tramite confronto diretto con il maschio alfa, ma Koba preferisce agire come il più basso esemplare umano: convinto di aver ucciso Cesare, ne incolpa gli umani in modo da potersi vendicare delle torture subite. Ma il lato positivo degli esseri umani si manifesta tramite Malcolm (Jason Clarke) e del suo gruppo, che instaurano un rapporto di fiducia e collaborazione con le scimmie: quello che in pratica dovrebbero anche fare gli esseri umani. In definitiva, a prescindere dal colore e dalla lingua, gli esseri umani sono parte di un'unica grande tribù, come le scimmie guidate da Cesare. I gruppi animali e umani sono molteplici, ma il mondo che li ospita è uno solo: occorre quindi collaborare per la sopravvivenza reciproca. Se non fosse stato per l'inganno di Koba, tutto sarebbe andato per il meglio. Che la sua sia la posizione perdente lo dimostra il suo dialogo con Cesare verso la fine del film... KOBA: "Cesare è debole!" CESARE: "Ma Koba è più debole." Cosa significa? Significa che a prescindere dalla debolezza fisica di Cesare, quella di Koba è una debolezza mentale: chiuso nella sua rabbia e nel suo risentimento, egli è molto limitato e non vede ciò che di buono può nascere dall'aiutarsi reciprocamente. Purtroppo (ma è anche naturale) il film non ha una conclusione felice: di chiunque sia la colpa di aver dato inizio alle ostilità, "gli umani non perdonano mai".


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Categorie: Cinema


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