Si impennano i furti nei cimiteri: ladri a caccia di bronzo, di statue realizzate in materiale pregiato e di corone di fiori poi rivendute a mazzi nei mercati

Milano
11:05 del 09/07/2013
Scritto da Albertone

Agiscono di notte, nel buio di distese dedicate al riposo eterno. Con ogni probabilità si muovono a gruppi di tre o quattro persone, le Forze dell’ordine garantiscono che nella maggior parte dei casi si parla di cittadini di origine straniera. Per la maggior parte romeni e bulgari, più raramente gli italiani. Il loro obiettivo è uno solo: svaligiare i cimiteri. Rubano di tutto, accumulano nei pressi dell’ingresso, caricano sul camion e il guadagno è fatto. Nel 2013 le statistiche dicono che anche le profanazioni dei cimiteri sono aumentate sensibilmente. Con esse si è moltiplicato il mercato dei ricettatori, dei rivenditori abusivi, persino di chi cerca di ri-piazzare sul mercato i monumenti prelevati in qualche parte d’Italia.

I furti nei campisanti rientrano nella cronaca nera di ogni giorno, in quel vergognoso elenco di reati che relega la dignità dell’Italia sotto i piedi. Rubare dalle tombe, profanare la memoria del defunto, depredare il monumento che per molti resta il solo luogo in cui piangere il caro estinto, è una vigliaccheria a cui è difficile metter fine. Per i ladri, spesso autentici professionisti del furto che agiscono su commissione, il gioco è sin troppo facile. Buona parte dei cimiteri non è ancora dotata di un sistema d’allarme o di videosorveglianza. Di conseguenza basta scavalcare le recinzioni che il più delle volte confinando con campi e terreni o nascondersi all’interno prima dell’orario di chiusura per dare il via ad un piano che ha un inizio e si avvale sempre di una fine certa. Nel senso che tutto il materiale rubato, nel giro di un paio d’ore, finisce già nelle Mani di chi lo ha richiesto e pagato. Dai cimiteri si ruba tutto. Dai fiori, poi rivenduti sulle bancarelle in appositi mazzetti, alle statue in bronzo fino alle corone in rame. Materie prime pagate ancora a caro prezzo sul mercato nero della ricettazione. Forme sacre che si trasformano in materiale fuso pronto per essere colato ed utilizzato per tutt’altro. Poche ore di lavoro e da un Santo o da un’immagine biblica si può estrarre un arnese di lavoro per officine meccaniche. Ma dai cimiteri spariscono anche i nomi dei defunti, gli anni di nascita e di morte, persino i portafiori ed i copri lumini. E quando i ladri si accorgono che il peso delle statue è superiore alle loro possibilità fisiche, i monumenti vengono vandalizzati, divelti, rovinati a suon di martellate e sfregi con oggetti acuminati. Il dolore dei famigliari è indescrivibile così come la rabbia degli amministratori comunali incalcolabili.

Così, tante città d’Italia hanno scelto di proteggere come una fortezza il proprio cimitero. Innanzitutto ripristinando la figura del custode fisso, una persona in grado di distinguere i parenti dei defunti dalle persone che girano fra tombe e colombari solo per un sopralluogo in vista di un colpo grosso. In alcuni cimiteri sono stati posizionati telecamere sorvegliate 24 ore su 24 dalla stazione cittadina dei carabinieri, nei casi più tecnologici si è fatto ricorso a raggi infrarossi in grado di rilevare presenze estranee.


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Categorie: Cronaca


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