Si moltiplicano i programmi che sfruttano i fornelli per attirare telespettatori. Il segreto? Puntare su ricette rapide, alla portata di tutti e… di tutti i portafogli

Roma
10:22 del 04/02/2014
Scritto da Albertone

C’è un modo, semplice e nemmeno troppo dispendioso, per conquistare punti di audience, attrarre investitori pubblicitari e assicurare un palinsesto almeno all’altezza della situazione. I fornelli sono il segreto di Pulcinella che Rai, Mediaset, pay-tv e persino emittenti locali hanno scelto ormai da un paio d’anni per sfidare i rivali in prima serata. In principio era Benedetta Parodi e le sue ricette passate da Mediaset a La7 quasi fosse un prodotto da acquistare. E, in effetti, alla lunga lo è diventato.
Quei consigli all’apparenza buttati lì in una cucina che poteva essere quella di un qualunque italiano medio, si sono nella realtà trasformati in un libro che a Natale 2013 è rimasto nel top delle vendite diventando il regalo da fare a mamme, nonne, giovani coppie e appassionati di fornelli. Qualche centinaio di migliaia di copie vendute, anche se il successo rimane in tv.
Studio Aperto, capita la formula dello spot culinario all’interno di un telegiornale, l’ha rimpiazzata con Tessa Gelisio. Puntuale come un orologio svizzero, quando alle 13 manca un quarto d’ora e gli italiani hanno le gambe sotto il tavolo e il televisore sintonizzato su Mediaset, ecco che sbuca armata di cucchiaia, pentole, pentolini e padelle a sfidare la concorrenza di Antonella Clerici che ormai da anni su Raiuno conduce “La Prova del cuoco” mettendo in sfida chef rinomati e persone comuni.

Una febbre che ha contagiato le tv locali, è arrivata a Sky (Masterchef) ed ha inondato i palinsesti di tv come Cielo o Real Time che si sono affidate a Antonino Cannavacciuolo e Gordon Ramsay per lanciare la sfida al resto del piccolo schermo. Ma cos’è che solletica così tanto l’interesse degli italiani nel vedere un forno acceso, un soffritto cuocere alla perfezione o carne e pesce trattati come cucina comanda? Innanzitutto l’innata passione verso il campo culinario che da Nord a Sud caratterizza ogni famiglia, giovani generazioni comprese.
E poi l’autostima nel vedere che, anche in tv, un piatto viene cucinato come lo si prepara a casa propria, con la possibilità persino di criticare per la mancanza di qualche prodotto. O, al contrario, le lezioni video in diretta divengono il bagaglio per stupire marito e amici alla prima occasione, contando sul fatto di aver visto – o così è sembrato – la preparazione della ricetta e di poter conoscere sia l’impatto estetico che quello del gusto. Ma le tv sono andate oltre, spingendo i fornelli a diventare uno show esattamente come lo può essere un pre-serata qualunque.

Che sia la conduttrice, lo chef, il format o le persone comuni, la storia da raccontare va oltre quella di una comune cucina. Ci sono emozioni, rabbia, successi, insuccessi, pianti e felicità. Il cibo come metafora di vita, in cui chiunque – davanti alla telecamera o davanti al televisore – può sentirsi parte di un racconto di cui il piatto è solo un riassunto. Lunga vita al cibo quindi, compreso quello dei programmi…


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Categorie: Cultura, Curiosità, Tecnologia


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