CIBO CONTRAFFATTO E FALSO MADE IN ITALY - In questi 10 anni il mercato illegale dell’agroalimentare si è modificato, ramificandosi in tutti i settori, non solo quello relativo alla produzione delle materie prime, ma dando indicazioni sia nel settore della trasformazione che della distribuzione, fino poi a quello dello smaltimento.

Bari
10:00 del 23/07/2019
Scritto da Gregorio

CIBO CONTRAFFATTO E FALSO MADE IN ITALY - In questi 10 anni il mercato illegale dell’agroalimentare si è modificato, ramificandosi in tutti i settori, non solo quello relativo alla produzione delle materie prime, ma dando indicazioni sia nel settore della trasformazione che della distribuzione, fino poi a quello dello smaltimento. Si è passato dal tradizionale caporalato, sfruttamento delle risorse umane, al mercato online.

CIBO CONTRAFFATTO E FALSO MADE IN ITALY - Si stima che nella UE entrino ogni anno 121 miliardi di euro di merci false. I prodotti maggiormente oggetto di illecito sono perlopiù gli stessi: vitivinicolo, zootecnico e conserviero, senza ovviamente dimenticare la ristorazione. È quanto denuncia l'associazione ambientalista "FareAmbiente" che oggi alla Camera ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, Nas, Guardia di Finanza e membri dell'ispettorato qualità repressione frodi per la presentazione del rapporto frodi agroalimentari 2019.

Con ben 3 milioni di euro al giorno, quello della contraffazione alimentare è diventato un vero e proprio business non solo per la criminalità organizzata, ma anche per l’agrofurbo "fai da te". Altra problematica che si è manifestata in questi anni è stata l'avanzata delle fake news. Con l’avvento del web 2.0 e della facile accessibilità nel mondo dell'informazione non professionale, le notizie distorsive o false sono diventate una vera piaga, tanto che oggi si può parlare di mercato nero dell’informazione.


CIBO CONTRAFFATTO E FALSO MADE IN ITALY - Quali sono i prodotti italiani più contraffatti?

lavocedinewyork.com

Ad essere colpiti da imitazione sono i prodotti agroalimentari più rappresentativi della qualità italiana: dal Parma Salami del Messico al Parmesao del Brasile, fino al Parmesan (come detto prima) diffuso praticamente in tutto il mondo.

E poi ancora, i pomodori San Marzano coltivati negli Stati Uniti, lo Spicy Thai Pesto, l’olio Romulo con tanto di lupa sull’etichetta venduto in Spagna, la mortadella ‘siciliana’ diffusa in Brasile, un Salami Calabrese prodotto in Canada, il Barbera bianco romeno e il provolone del Wisconsin. Ma non finisce qui: abbiamo anche le penne Napolita del Lancashire, i fusilli Di Peppino austriaci, e anche il Caffè Mario e il Napoli Tomato.

Stando all’indagine svolta da Coldiretti, la contraffazione dei prodotti alimentari italiani partirebbe dai Paesi emergenti o più ricchi, come l’associazione spiega in una nota:

“Il falso made in Italy a tavola colpisce in misura diversa tutti i diversi prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi, ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia”.


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Categorie: , Denunce, Economia


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