L’idea sta attraversando le menti dei Sindaci delle grandi città così come dei piccoli Comuni: aree nevralgiche off-limits alle auto e accessibili esclusivamente ai pedoni per rilanciare l’economia dei negozi situati nell’area nevralgica del territorio

Napoli
22:09 del 03/03/2014
Scritto da Albertone

C’è un’idea che sta rimbalzando da Nord a Sud, in anticipo sui tempi ma già pronta a far discutere amministratori, cittadini e commercianti dell’Italia intera. La stagione dei saldi, attesa come manna dal cielo, si è conclusa nel disastro più totale. Vendite tenute a galla solo dai forti investitori stranieri, curiosità davanti alle vetrine nei primi due giorni e poi disinteresse diffuso da parte di tutte le età e classi sociali. Nemmeno le vendite ribassate hanno rilanciato l’economia locale, costringendo i commercianti a piombare nuovamente in un incubo senza fine in attesa di qualche schiarita portata dalla Primavera.
Così, tanti sindaci stanno pensando al modo migliore per sostenere le attività dei rispettivi Comuni. E l’idea che circola, sulla base degli esempi già avvenuti nella Penisola, è soprattutto una: chiudere al traffico i centri storici, creando delle Zone a traffico limitato simili a quelle che già esistono nelle metropoli. Giusto per citare un riferimento, a Milano le auto dei comuni mortali non possono passare al fianco del Duomo o attraversare la Galleria. A Genova la via dello shopping, via XX Settembre, è fruibile quasi esclusivamente dai mezzi pubblici e da pochi altri avventurieri. A Napoli, idem come sopra. A Torino si passeggia tranquillamente senza dover pensare a scansarsi per via delle auto, e a Verona l’Arena la si ammira da un centinaio di metri di distanza.
A livello europeo la filosofia del traffico limitato è sembrata quella vincente, resta da capire se la declinazione a livello locale potrà avere le stesse ricadute positive. Ci sono realtà da 20, 30 o 40mila abitanti che hanno già scelto di muoversi in questa direzione. Uno o due viali, possibilmente intersecati, sui quali si affacciano le vetrine principali della città. La gente passeggia, trova aperti locali di ristoro e di relax, si concede un caffè, un trancio di pizza e si rilassa nell’ammirare vestiti, creme e quant’altro.
Il viavai non manca, a patto che i negozi siano comunque di richiamo. Sul venduto, però, è tutta un’altra storia. Ovvero: nemmeno nei Comuni con Ztl o divieto di transito alle auto, si è riscontrato un significativo aumento di scontrini. Sarà che la crisi morde, indipendentemente dalle auto o meno. Ma, per i Comuni che volessero intraprendere la svolta, l’orizzonte non si preAnnuncia semplice. Ci sono da creare servizi per attirare i cittadini, in primis posteggio. Dove lasciare l’auto è una delle prime preoccupazioni di coppie e famiglie.
Servono stalli vicini al centro, possibilmente gratuiti, magari persino video-sorvegliati. E, per gli amministratori che si ritrovano a gestire uno dei periodi più grigi della Repubblica italiana, non è semplice attirare nelle proprie realtà dei marchi di grido nazionale o internazionale. I negozi di vicinato possono servire per generare contesto e rendere più attrattiva la location, ma sono le Multinazionali della Tecnologia o del vestiario a rappresentare i fiori all’occhiello di un commercio che voglia rilanciarsi.
Senza dimenticare che trasformare il Centro in una Ztl significa subire le pressioni dei cittadini, abituati a passare con l’auto pressoché ovunque. Ecco perché la scelta pare tanto difficile da attuare…


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Economia, Lavoro


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