L'Unione Europea attraversa una profonda crisi, analizziamo in dettaglio come agisce, comprendendo anche la storia dell'UE.

BRUXELLES
09:16 del 27/06/2013
Scritto da Gerardo

Alla fine della guerra fredda molti osservatori predissero un ruolo minore per l'europa, di fronte allo strapotere dell'unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti.  In realtà, secondo Charles Kupchan, autorevole esperto in relazioni internazionali, la caduta del bipolarismo ha portato a un rafforzamento dell'Europa.

Il Vecchio Continente ha compiuto, infatti, molti passi avanti sul piano economico, riducendo notevolmente la differenza produttiva con gli Usa. L'Europa ha inoltre rafforzato la sua moneta che può rappresentare un'alternativa al dollaro sul mercato internazionale. Anche sul piano politico l'Europa sta costruendo una sua identità definita, sia con il dibattito intorno alla Costituzione federale, sia con la prospettiva di avere un unico leader eletto dal popolo e un unico ministro degli Esteri. Certamente l'assetto istituzionale dell'Europa non è ancora definito, non ha ad esempio un sistema militare e difensivo unico, ma l'Unione Europea potrà costituire un'entità Politica stabile in grado di fare da contrappeso agli Stati Uniti sul piano diplomatico.

L'Unione ha avviato un progetto di cooperazione con l'Africa, finalizzato a incrementare le relazioni economiche tra i due continenti. A Lisbona nel dicembre del 2007 si è tenuto il secondo appuntamento, dei tre Incontri programmati nel 2001 fino al 2010, per fare il punto della situazione sullo sviluppo dell'Africa. I Paesi europei sono il più grande importatore di prodotti africani e il primo esportatore di prodotti locali. Circa l'85 % di quanto prodotto in Africa, frutta e cotone, viene esportato in altri Paesi con l'ausilio di società e gruppi europei. L'Europa inoltre si attesta al primo posto nelle sovvenzioni all'Africa con circa il 52 % degli aiuti ufficiali. Tra i due continenti, infine, si è ribadita l'importanza di una strategia comune su temi che riguardano la democrazia, i diritti uMani, il commercio, l'integrazione regionale, lo sviluppo, l'energia, i cambiamenti climatici, la migrazione, la mobilità e l'occupazione. E' possibile che una politica internazionale autonoma dell'Europa e interessi sempre più divergenti logorino il rapporto con gli Stati Uniti. Ma quando? E, se ci sarà, in che modo avverrà questa separazione? Singolare è anche la richiesta d'adesione all'Ue da parte della Turchia, che risale al 1986.Il suo ingresso in Europa, però, inquieta molto : è un paese che non garantisce i diritti umani e quelli delle minoranze; sarebbe il Paese più popoloso dell'Unione: circa 67 milioni di abitanti, al 97% musulmani. Ma la religione, nell'Unione nata laica, non ha rilevanza, e la Turchia è un regime laico. Inoltre sarebbe un utile ponte verso l'Asia e un avamposto di democrazia e collaborazione in una zona con forti tensioni politiche.

La ricchezza, la stabilità e il rispetto dei diritti umani garantiti in Europa attirano ogni giorno migliaia di persone da Paesi africani o asiatici. In molti casi l'ingresso avviene con mezzi illegali, e gli Immigrati giungono clandestinamente. Di qui, la necessità di approntare campi di accoglienza e il problema della regolarizzazione, o meno, di questi ingressi. L'Italia, al centro del Mediterraneo, è una delle mete più frequentate dai clandestini, spesso vittime di mercanti d'uomini senza scrupoli. La sfida per l'Ue è quella di trovare una via giusta per la gestione dei quello che diventà un fenomeno sempre più diffuso e che coinvolge delicate questioni sociali ( lavoro, integrazione, multiculturalismo). 


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Categorie: Economia, Politica


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Risposte - Commenti

Albertone

27/06/2013 17:20:22
Il futuro dell'Unione Europea è, in fin dei conti, il futuro di ciascuno di noi. Con un problema, grave ed attuale: i cittadini italiani non si sentono parte delle scelte prese da un Parlamento che sentono distante, da un'Istituzione che vedono come autonoma. Che non serva davvero un referendum popolare?
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