Che fine fanno i beni sequestrati alla criminalita’ organizzata? Vediamo infatti come prende vita un paradosso tutto italiano.

Palermo
11:20 del 15/05/2015
Scritto da Gerardo

I soldi sottratti alla criminalità mica li utilizziamo per potenziare la lotta alla mafia o per aiutare le aziende sequestrate a sopravvivere e non licenziare, oppure a manutenere gli immobili. Niente di tutto questo. Vediamo infatti come prende vita un paradosso tutto italiano.

Al Fondo unico giustizia (Fug) confluiscono le somme e i relativi proventi, ivi compresa ogni altra attività finanziaria a contenuto monetario o patrimoniale (titoli al portatore, a quelli emessi o garantiti dallo Stato anche se non al portatore, i valori di bollo, i crediti pecuniari, i conti correnti, conti di deposito titoli, libretti di deposito) sequestrati - per larga parte - nei procedimenti penali, per l'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali. La gestione del Fondo unico giustizia è stata attribuita a Equitalia Giustizia (art. 2 d.l. n. 143/08, cit.), società del gruppo Equitalia, interamente posseduta da Equitalia Spa.

Equitalia Giustizia, tra gli altri adempimenti, deve assicurare la gestione finanziaria delle risorse sequestrate, rendendole produttive (con modalità prive di rischio), utilizzando operatori finanziari. Per le attività svolte è riconosciuto a Equitalia Giustizia un "aggio", attualmente fissato nella misura massima prevista del 5% dell'utile annuo della gestione finanziaria dello stesso Fondo (Decreto Min. Ec. Fin del 20 aprile 2012), a fronte di un'attività svolta in larghissima parte da intermediari finanziari (banche), cancellerie e custodi giudiziari.

L'attuale normativa prevede che solo il 30% delle somme sequestrate possa essere utilizzata, mentre quelle confiscate affluiscono definitivamente all'apposito capitolo del bilancio dello Stato. Una volta individuato l'importo prelevabile, questo è ripartito, in misura non inferiore ad un terzo, al ministero dell'Interno; in pari misura al ministero della Giustizia e per la parte residua all'entrata del bilancio dello Stato. In base ai decreti del 30 novembre 2010, del 22 luglio 2011 e del 30 ottobre 2012 il riparto è previsto nella misura del 49% al ministero dell'Interno, del 49% al ministero della Giustizia, del 2% all'entrata del bilancio dello Stato. Con D.M. 30 ottobre 2012, il ministro dell'Economia e delle Finanze ha ridotto al 10% la percentuale (di norma del 30% elevabile al 50%) delle risorse da destinare alla riassegnazione. Queste le norme. Veniamo ora ai numeri.

In base ai dati pubblicati sul sito del ministero della Giustizia, risulta che, alla data del 5 agosto 2014, le risorse intestate al Fug ammontavano a circa 3,4 miliardi di euro. Di cui 1,4 miliardi di risorse liquide e 2 miliardi di risorse non liquide (titoli, azioni, etc.). Lo Stato ha incassato negli ultimi 5 anni fino a giugno 2014, 342 miliardi per confische definitive, 415 miliardi per anticipazioni (sui sequestri). Per totali 757 milioni.


Quanto alla gestione del Fug, occorre evidenziare che a fronte di circa 70 milioni di rendimento finanziario ci sono ben 28 milioni di costi di gestione, di cui 2,2 di aggi, con un risultato netto di poco meno di 42 milioni per 5 anni, cui corrisponde un risultato medio annuo di 8,4 milioni. Su un ammontare complessivo di oltre 1,4 miliardi di sole risorse liquide, parliamo di un rendimento netto in termini percentuali dello 0,6%. Decisamente basso. Al contrario, decisamente alto il costo di gestione di 5,6 milioni all'anno.

Ecco il paradosso. Somme ingentissime in contanti per 1 miliardo e mezzo di euro immobilizzate e titoli per 2 miliardi di euro inutilizzati. Oltre il 90 percento di queste risorse proviene dai sequestri penali e di prevenzione, quindi dalla lotta alla criminalità organizzata. Non sarebbe logico utilizzare parte delle somme liquide libere (definitivamente confiscate e parte di quelle sequestrate) per manutenere, ad esempio, i beni immobili al fine di una loro più proficua destinazione? Quanto sarebbero utili quei 2 miliardi di titoli al fine di costituire idonee garanzie in favore di intermediari finanziari (banche) per mantenere o aprire linee di credito necessarie alle aziende sequestrate e confiscate che spesso sono costrette a chiudere per mancanza di liquidità o di finanziamenti?


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Categorie: Denunce, Economia


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