Quattro reti di Lewandowsi permettono al Dortmund di mettere in cassa forte la finale dopo una partita srepitosa. Real impotente a segno con Cristiano Ronaldo solo grazie a errore difensivo

GERMANIA
10:25 del 26/04/2013
Scritto da Carmine

Impressionante. Questo è il primo aggettivo che viene in mente dopo aver assistito alla match d'andata della seminfinale di Champions league tra il Dortmund e il Real Madrid. E pensare che quasi tutti pronosticavano una partita equilibrata con il Real Madrid leggermente favorito, guidato dall'intramontabile Josè Mourinho, lo 'special one' sempre meno special. Non stiamo parlando di una sconfitta che lascia spazio ad alibi: il Real Madrid è stato dominato per tutti i 90 minuti, sia fisicamente che tecnicamente, e ritorna a casa con quattro goal sul groppone ed uno solo in attivo, un punteggio difficilissimo da ribaltare anche tra le mura di casa del magico Bernabéu.

Il Dortmund è sceso in campo con lo stesso modulo del Real, un 4-2-3-1.Tra i pali Weidenfeller ha fatto il suo dovere respingendo i pochi tiri in porta, tra cui una punizone al veleno di Christiano Ronaldo, incolpevole invece sull'unico goal segnato dal Real. In difesa, impeccabili i terzini Schmelzer e Piszcek (sostituito nel secondo tempo con Grosskreutz) e i due centrali di difesa Subotic e Hummels. Ques'ultimo ha saputo riprendersi dall'errore in fase di disimpegno che ha consentito a Higuain di recuperare palla e di servire un comodo assist per Cristiano Ronaldo marcatore del momentaneo gol del pareggio al 43esimo minuto del primo tempo. Per tutto il resto della partita la difesa tedesca ha annichilito il gioco del Real, sovrastandola fisicamente e trasformando i fenomeni in comuni giocatori.

Al centrocampo stupiva vedere come anche al 90esimo i giocatori del Dortumund corressero come degli ossessi, andando i pressing su ogni pallone come se la partita fosse appena inziata. Bender e Gundogan (sostituito poi con Schieber) ha assistito a dovere i compagni, giocando i palloni di prima e in velocità. Sotto tono invece il centrocampo del Real Madrid, con Alonso protagonista solo di un paio di pennellate degne del suo nome (sostituito poi con Kaka, quando però il risultato era ormai compromesso) e Khedira in seria difficolta sulla potenza fisica dei giocatori tedeschi.

Nel reparto offensivo la partita di ieri verrà ricordata nella storia del calcio non per l'ennesima performance di Cristiano Ronaldo, marcatore di un gol facile facile su errore difensivo al 43esimo e protagonista solo in un altro paio di occasione, ma per i quattro reti messe a segno dal polacco Lewandowski, da ieri entrato di diritto nell'olimpo dei grandi attaccanti di pura razza. Non era mai accaduto in una semifinale di champions che un giocatore segnasse ben quattro goal, uno nel primo tempo, solo dopo otto minuti di gioco, gli altri tre nel secondo tempo.

Gli attaccantie e le fasce del Real Madrid non hanno brillato come al solito. Modric, partito titolare, e stato sostituito a metà del secondo tempo da Di Maria (diventato papà da poco), Higuain è stato impalpabile (ma nemmeno Benzema, entrato al suo posto, a saputo fare di meglio), Modric poco reattivo mentre Christiano Ronaldo è stato l'unico a salvarsi, pur non facendo il fenomeno. Diverso il discorso tra le fila del Dortmund, con Reus, Blaszczykowski (vicino alla Roma tempo fa) e Gotze (già venduto al Bayer) autori di accelerazioni brucianti a saltare l'uomo e giocate di prima spettacolari. Fuori quota Lewandowski, tre gol spettacolari su azione e il quarto su rigore. Meravigliosa la terza realizzazione, stop immediato all'interno dell'aera, palla sotto la suola per smarcarsi dal difensore, e tiro sotto il sette.

Dopo il 4 a 1 di ieri, difficile non pronosticare una finale tutta tedesca. Il Dortmund ha meritato ampiamente di vincere e ha risposto ai cugini del Bayer di Monaco che il giorno prima aveva umiliato il Barcelona di Messi, vincendo con uno storico 4 a 0 che non lascia spazio a repliche. La GerMania non solo è un modello economico da seguire in europa, ma lo sta divendando anche calcisticamente. Nemmeno la Spagna dei record apparentemente è in grado di contrastare questo dominio. Discorso a parte per l'Italia calcistica (ed economica) che appare troppo distante, divisa da un gap apparentemente incolmabile. Sono lontani i ricordi dei fasti degli anni Novanta, quando nel campionato italiano giocavano i più grandi fuoriclasse e i club dominavanole le coppe europee.

Probabilmente mercoledì sera è nata una stella. Ovviamente parliamo dell'attaccante polacco del Dortmund, Lewandowski. Fonti quasi certe lo davano già venduto al Bayer per circa 40 milioni (e questo proprio alla valigia di una probabile finale tra le due), invece oggi è giunta la smentita da parte del ds del Borussia. Possibile che il Dortmund si sia tirato in dietro in seguito all'aumento di valutazione del giocatore dopo i quattro goal segnati al Real Madrid? Di sicuro l'attaccante ingolosirebbe qualsiasi club. Si potrebbe ipotizzare che la smentita sia giunta anche per stemperare le tensioni nel caso si dovesse disputare una finale tedesca, dove Lewandowski potrebbe teoricamente far perdere la Champions League alla sua prossima squadra.

Come descrivere i goal di Lewandowski? servono solo otto minuti, e l'attancate insacca in spaccata l'assist servito dalla fascia da Gotze. Il pareggio inaspettato del Real Madrid alla fine del primo tempo avrebbe potuto spezzare le gambe al Dortmund, invece nel second tempo i tedeschi entrano in campo ancora più determinati di prima. In 10 minuti Lewandowski ne segna altri due, al 50esimo su assist di Reus, e al 55esimo. Due goal bellissimi, da prima punta vera. Nella seconda realizzazione Lewandowski in area stoppa, intercetta un tiro sporco di Reus, si gira in un fazzoletto e segna quasi di punta. Nella terza rete invece si inventa una giocata straordinaria in area a saltare Pepe con la suola e palla sotto il sette. Quarto goal invece su rigore, botta centrale e Real Madrid a casa. Una notte magica per l'attacante polacco.

In Europa League continua il percorso del Chelsea, che vince l'andata della semifinale contro il Basilea. Finisce 1-2 per il Chelsea, reti al 12esimo di Moses, all'87esimo Schar su rigore, e infine nuovo vantaggio del Chelsea con David Luiz al 94esimo. L'altra semifinale tra Fenerbahce e Benfica termina 1 a 0 per i padroni di casa, rete di Korkmaz al 72esimo. Al ritorno tutto è ancora possibile

Quest'anno il verdetto delle coppe europee è chiaro: è probabilmente giunto sul viale del tramonto il dominio del calcio spagnolo, rimpiazzato dalla freschezza e dai grandi progetti dei club tedeschi. Se difficilmente il Dortmund resterà su questi livelli, poiché venderà almeno un paio dei suoi fuoriclasse (Gotze già venduto al Bayer e Lewandowsi in via di partenza), il Bayer di Monaco appare sempre più forte, probabilmente sarà la squadra da battere come lo è stato il Barcelona per questi ultimi cinque anni. In Italia non ci resta che guardare e applaudire, sperando che anche il nostro campionato possa tornare ad essere competitivo.


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Categorie: Calcio


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