Le due squadre partono favorite in vista del ritorno della prossima settimana, ma in realtà il campo ha indicato Atletico e Bayern come più meritevoli. Che ne sarà dunque delle due semifinali?

Milano
19:58 del 25/04/2014
Scritto da Albertone

Il campo dice una cosa, il punteggio l’esatto contrario. Ma siccome nel calcio conta solo chi vince (e naturalmente non come vince), ecco allora che il pallone europeo potrebbe servire sul piatto d’argento un’ingiustizia clamorosa.
Le due semifinali di Champions League sono terminate da poche ore, i mass media sono partiti all’assalto ma le certezze sono soltanto due. La prima: ancora una volta Josè Mourinho ha fregato tutti. Il suo sarà anche un calcio difensivo, un anti-calcio per dirla alla spagnola che ha paragonato i blues a dei catenacciari di trapattoniana memoria, ma intanto il principe del Triplete è uscito dal Vicente Calderon con in tasca lo 0-0 che cercava e voleva fin dal fischio d’inizio. Il suo Chelsea è tecnicamente inferiore all’Atletico Madrid, è meno arrembante e più ruspante, ma tatticamente ha dato l’impressione di sapere sempre cosa fare.
E questa è la strategia di Mourinho che ha superato l’ostacolo trasferta ed ora potrà sfruttare la terra londinese per fare il colpaccio. Ai britannici servirà vincere, l’Atletico può accontentarsi del pareggio, provando magari ad insidiare i padroni di casa fin dal principio. Tra infortuni e squalifiche Mourinho non avrà quattro titolari, e questo potrebbe da una parte esaltare i sostituti ma dall’altra evidenziare ancor di più il gap caratteriale con gli iberici che Diego Simeone ha trasformato in autentici tori, che dal primo all’ultimo secondo corrono a testa bassa nel tentativo di metter sotto gli avversari.
Pronostico aperto, così come rimane aperto l’epilogo di Real Madrid-Bayern Monaco, come già detto le due squadre competitive come nessun’altre in questa Champions. Nota a margine prima di parlare del match del Bernabeu: è evidente che queste quattro nulla centrano con le nostre italiane, che in una qualunque di queste sfide finirebbero con l’essere persino ridicolizzate. Non a caso, il Milan ha tenuto botta per un tempo all’Atletico per poi prenderne quattro in trasferta. Insomma, livello che nulla ha a che vedere con la nostra serie A.
Se poi il Real batte un Bayern Monaco che nei primi 15 minuti aveva totalizzato un possesso palla dell’80% col primo tiro verso lo specchio avversario (19’, tocco vincente di Benzema), è evidente che Carletto Ancelotti la finale stavolta la vede da vicino. Ma l’ostacolo si chiama Bayern Monaco e i campioni in carica non hanno nessuna intenzione di mollare il colpo tanto facilmente. Certo, col Manchester United si era intravista qualche avvisaglia di allarme, col Real la squadra ha dominato nel fraseggio, ma di fatto ha rischiato persino il 2-0. E per fortuna che Ronaldo e Bale non sono nelle loro migliori condizioni…
Ma Pep Guardiola rimane convinto che per vincere nel calcio occorra innanzitutto creare le occasioni giusto affinchè la palla buona arriva, e l’unico modo è quello di tenere il più a lungo possibile il pallino del gioco. Ecco perché fra una settimana saranno di nuovo riflettori accesi sulle semifinali. Certo, la meritocrazia direbbe Bayern e Atletico, ma è il campo a decidere…


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Categorie: Calcio


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