La confusione regna sovrana nel Centrodestra ormai messo all’angolo da Matteo Renzi: Berlusconi, Salvini e Alfano, tre galletti in un pollaio

Milano
05:48 del 29/11/2014
Scritto da Albertone

Tre galletti in un pollaio sempre più piccolo naturalmente non possono andare d’accordo. Così, è naturale che a godere dei mali altrui sia Matteo Renzi, mai come in questi giorni impegnato a tessere le lodi del suo Partito democratico che con sudore è riuscito a far decollare oltre il 40% in Maniera stabile, prendendosi anche Emilia Romagna e Calabria. Ma dall’altra parte della barricata, chi è rimasto? Ma credete davvero che sia accettabile votare un Silvio Berlusconi che in Politica c’è da vent’anni nonostante le condanne? O forse gli elettori liberali possono fidarsi di Angelino Alfano, che ha scalato le vette di Forza Italia senza che nessuno sapesse nemmeno chi fosse prima di fondare un partito tutto suo diventato il riferimento di Comunione e liberazione e pochi altri?

O magari pensate che il fenomeno della Lega nord possa durare, con Matteo Salvini che ormai è onnipresente sulle tv nazionali e locali dopo aver offuscato il resto della truppa? La verità è che il centrodestra non è mai stato messo male come al giorno d’oggi e il Pd vola sulle ali dell’entusiasmo di un Renzi che quantomeno sa di nuovo. Gli altri leader purtroppo hanno alle spalle troppi compromessi e solo Salvini sta cercando di tirarsi fuori dalle sabbie mobili degli inciuci e degli accordi sottobanco. Ma Berlusconi che si è autodefinito capitano della squadra pronta a sfidare Renzi lo vorrebbe come goleador, affiancandolo magari da un’ala (o forse da un mediano di contenimento) dal nome di Angelino Alfano. Peccato che la proposta di Berlusconi sia stata cassata da entrambi gli interessati.

Non solo. Adesso qualcuno ha persino il coraggio di dissentire alle parole del leader in Forza Italia come mai era accaduto in vent’anni (eccezion fatta per Gianfranco Fini) e Raffaele Fitto ha pubblicamente invitato il premier a schiacciare reset e ripartire da capo per evitare di affondare ancora di più. Il colpo di grazia a Forza Italia però lo ha dato Angelino Alfano che proprio non ne vuol sapere di ricoprire il ruolo di figlio al prodigo. D’altronde mentre Berlusconi è fuori dal Parlamento e malinconicamente all’opposizione, lui e il suo Nuovo Centrodestra occupano almeno le posizioni del potere al Ministero.

Ma l’idea di una grande alleanza in stile anni Novanta non piace nemmeno a Matteo Salvini che ha giurato sull’acqua del Po di non scendere più a patti che possano non piacere al suo elettorato. I leghisti vogliono correre da soli e guai a dir loro che bisogna sostenere anche gli esponenti di Forza Italia. Così Salvini ha ringraziato ma ha preferito declinare l’invito. Insomma, una coalizione distrutta prima ancora di nascere e l’unico a trarne giovamento è Matteo Renzi che naturalmente approfitta dello sbandamento per guadagnare sempre più voti. Anche a sinistra i mal di pancia non mancano, ma la poltrona e il ruolo di maggioranza compattano in fretta le crepe. E poi quando si vince e ci sono le poltrone da spartirsi è tutto più facile...


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Categorie: Politica


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