Cedolare secca - A partire dal 2011 chi dà in locazione un immobile ad uso abitativo può beneficiare di un regime di tassazione agevolato conosciuto come “cedolare secca“.

Milano
18:30 del 22/06/2016
Scritto da Gregorio

Cedolare secca - A partire dal 2011 chi dà in locazione un immobile ad uso abitativo può beneficiare di un regime di tassazione agevolato conosciuto come “cedolare secca“.

E’ un’imposta fissa che può sostituire, a scelta del proprietario, la tassazione con le aliquote Irpef ordinarie.

Cedolare secca - L’imposta sostitutiva è stata introdotta con lo scopo di alleggerire il peso fiscale sulle locazionie combattere il fenomeno diffuso degli affitti in nero, anche se finora non ha dato i risultati sperati. Un passo avanti a favore della cedolare secca è stato fatto con l’aumento della base imponibile dall’85 al 95% per la tassazione ordinaria, un provvedimento che ha reso quest’ultima ancora meno conveniente. Dal 1° gennaio 2013, infatti, la quota dei redditi da locazione non assoggetta a tassazione è stata ridotta di 10 punti percentuali passando dal 15% al 5%.

Cedolare secca -Che cos’èLa cedolare secca è un’imposta che va a sostituire quelle dovute sui redditi da locazione (Irpef e addizionali, imposta di registro, imposta di bollo).

Cedolare secca -Chi può sceglierlaLa cedola secca è riservata solo alle persone fisiche proprietarie di un immobile e titolari di un diritto di godimento (diritto di superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione e servitù prediali).

Cedolare secca -A quali immobili può essere applicataLa cedolare secca viene applicata agli immobili adibiti ad uso abitativo accatastati in una delle categorie abitative del gruppo “A”, fatta eccezione per l’ “A10” relativa a uffici e studi privati.

Cedolare secca -Come si faLa cedolare secca viene scelta al momento della registrazione del contratto di locazione mediante l’utilizzo di moduli approvati dall’Agenzia delle Entrate:

- Modello Siria che può essere trasmesso solo in via telematica e previa abilitazione al servizio

- Modello 69 che può essere compilato in forma cartacea da presentarsi in duplice copia all’Agenzia delle Entrate.

La cedolare secca può essere scelta anche dopo la registrazione del contratto di locazione mediante Modello 69 da presentare entro il termine di versamento dell’imposta di registro relativa all’annualità per cui si è scelto la cedolare secca.

Cedolare secca -Che durata haLa scelta della cedolare secca permane per tutta la durata del contratto e eventuali proroghe o per il residuo periodo nei casi in cui la scelta della cedolare secca è stata esercitata nel corso della durata del contratto di locazione.

Il proprietario può revocarla in ciascuna annualità successiva a quella in cui è stata scelta la cedolare secca.

Cedolare secca -Quanto e quando si paga21% del canone di locazione per i contratti a “canone libero” (4 + 4 anni), contratti di locazione breve (turistica, per studenti universitari, ecc.);

15% del canone di locazione per i contratti a “canone concordato” (3 + 2 anni);

- si paga entro il termine previsto per il versamento dell’IRPEF.

Cedolare secca -ObblighiQuando si sceglie la cedolare secca si deve, pena la sua inapplicabilità, avvisare preventivamente l’inquilino mediante lettera raccomandata a.r. (scarica il modello), con contestuale rinuncia a richiedere l’aggiornamento del canone in base all’indice ISTAT.

Se si è in presenza di più inquilini, la raccomandata va spedita a ciascuno di essi.

Per i nuovi contratti va comunicata all’inquilino prima della registrazione del contratto, negli altri casi prima del termine di pagamento dell’imposta di registro (che non sarà più versata).

La comunicazione all'inquilino può essere evitata se viene inserita una clausola con la quale si specifica l'opzione al regime della cedolare secca all'interno del contratto di locazione.

Cedolare secca -Quando conviene la cedolare seccaLa scelta della cedolare secca conviene quando il proprietario ha altri redditi sottoposti a tassazione IRPEF.  Non conviene quando non si percepiscono altri redditi oltre quello derivante dai canoni o si hanno redditi su cui non si paga l’IRPEF (ad esempio una pensione di basso importo).

Per valutare se aderire alla cedolare secca, vi segnaliamo questa semplice applicazione.


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