Cazzata per cazzata, tutte le bugie di Matteo Renzi e come ci ha preso per i fondelli su banche, Pil, lavoro e scuola

Bari
08:00 del 19/03/2016
Scritto da Carmine

Cazzata per cazzata, tutte le bugie di Matteo Renzi e come ci ha preso per i fondelli su  banche, Pil, lavoro e scuola

Banche, Pil, lavoro, scuola: tutto il Renzi bugia per bugia (MARCO PALOMBI)

Con la realtà a fronte La favola raccontata ieri contrapposta a numeri e fatti: due mondi con pochissimi punti di contatto.

Come forse i lettori più avvertiti sanno, colui che sorride nelle difficoltà ha già trovato qualcuno a cui dare la colpa. Matteo Renzi, uomo di multiformi sorrisi, non fa eccezione: il suo dito indica la GerMania o l’Unione europea, non a torto considerate bestie assai contigue.Ieri,nella sua conferenza stampa di fine anno, ha citato Ue o Berlino – come ostacolo–praticamente di continuo. Il resto è la solita vie en rose dell’Italia col “segno più” condita con una serie di imprecisioni, alcune delle quali sarebbero forse meglio rubricate nella categoria fandonie. Un breve riassunto – con la realtà a fronte – a partire dal tema “banche”.  


“Non esistono rischi sistemici. E se ci fossero seguiremmo le regole dell’Ue sapendo che il sistema bancario è solido e in condizione di affrontare qualsiasi emergenza”.  Renzi sta dicendo che applicherà il bail-in: in caso di crisi bancarie dal 1° gennaio pagheranno azionisti, obbligazionisti (sia subordinati che non) e correntisti da 100 mila euro in su. La cosa dovrebbe preoccupare anche il premier.Ha detto il capo della Vigilanza di Bankitalia in Parlamento: “È bene fugare ogni illusione riguardo alla possibilità di evitare del tutto crisi di banche, specie in contesti di eccezionali difficoltà economico-finanziarie”. Quanto al bail-in, “può acuire – anziché mitigare–i rischi di instabilità sistemica provocati dalla crisi di singole banche”. A pagina 16 potete leggere cosa succede in Pop Vicenza e Veneto Banca.   “Sulla questione banche ci giocheremo tutte le nostre carte senza guardare in faccia a nessuno: siamo pronti anche a ricorrereallaCortedigiustizia europea nel caso in cui vi siano state violazioni delle regole”.  Renzi rispondeva alla domanda: “In caso di necessità l’Italia chiederà l’intervento del fondo europeo Esm?”. In sostanza, ci governerà la Troika? Magari meritava una risposta più seria. A quanto è dato capire, il premier si riferiva alla vicenda Tercas, il cui salvataggio è stato appena bocciato dalla Ue.   “La vicenda delle 4 banche salvate è molto seria: abbiamo a cuore il destino di quelle persone che hanno subito dei danni. Lo Stato è dalla parte di chi è stato truffato. C’è stato un problema di trasparenza”.   Breve riassunto: 130 mila azionisti, soprattutto piccoli, hanno visto azzerato il loro capitale (2 miliardi); 10.500 piccoli obbligazionisti hanno perso tutto (340 milioni in totale) come un numero imprecisato di investitori istituzionali (altri 440 milioni). Chi è stato truffato ha certo lo Stato dalla sua parte: c’è il codice penale. Gli arbitrati voluti da Renzi per ristorare alcuni degli obbligazionisti non valuteranno il reato di truffa, ma si muoveranno attorno a criteri che vanno ancora definiti.   “Il governo italiano non si è preso tutta la flessibilità sul deficit cui avrebbe diritto e che vale fino all’1% del Pil. Do per scontato il via libera della Ue alla legge di Stabilità, compresa la clausola migranti”.  Renzi è l’unico a darlo per scontato: la Ue darà sicuramente il via libera alla clausola sulle riforme (0,5% del Pil, cioè circa 8 miliardi), mentre è incerto il destino di quellaper gli investimenti (0,3% del Pil, circa 5 miliardi): il piano presentato non convince Bruxelles. La “clausola migranti” (0,2% del Pil, oltre 3 miliardi) per come la racconta Renzi invece non esiste proprio: al massimo, ha già messo per iscritto la Commissione,si può concedere di non conteggiare la maggior spesa per i rifugiati nel 2015 rispetto a quella del 2014 (poca roba). A marzo, il premier potrebbe trovarsi costretto a una manovra correttiva tra i 3 e gli 8 miliardi.   “Il rapporto tra debito pubblico e Pil scenderà dal 2016”.   È una stima, questo è certo: se farà la fine di quelle del 2015difficile sia pure vera.   “Il tasso di disoccupazione è a n c o r a  a l t o , m a  è  s c e s o all’11,5%; 300 mila persone hanno trovato lavoro”.   Ora sono 300 mila: alla Leopolda erano 150 mila,su Rai Uno 400 mila. Ecco i numeri Istat sul lavoro da gennaio a ottobre: +2 mila occupati a tempo indeterminato, +178 mila precari, -97 mila indipendenti . Fanno 83 mila in più, quasi tutti precari. Il tasso di disoccupazione è sceso, vero, ma sale quello degli inattivi, cioèdichiillavoro non lo cerca nemmeno. Per ottenere questo risultato Renzi ha regalato alle imprese sgravi sulle assunzioni per 3 miliardi nel 2015 (12 fino al 2019).   “Abbiamo ridotto spese per 12,3 miliardi nei ministeri; 5,4 miliardi nella sanità; 2 alle Province e 1,2 ai Comuni. Questa è la spending lorda”.   E cos’è la “spending lorda”? Ce lo dice Renzi: quella che conta pure i soldi spostati, cioè “messi su altri capitoli di spesa”. No comment.   Mutui: +97% nel 2015.   Anche qui il dato è lordo, cioè riguarda le attivazioni. Il numero vero dei mutui (fonte Bankitalia): 357 mila circa a gennaio, 358 mila a ottobre. Come dice l’Abi: la dinamica dei mutui per abitazioni è “su valori prossimi allo zero”.

Da: Il fatto quotidiano


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Categorie: Denunce, Politica


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