Nella Milano del Sud potrebbe esserci una rivoluzione popolare nei confronti della legge Merlin che viete la legalizzazione della prostituzione: presto se ne dibatterà in Consiglio comunale…

Catania
21:16 del 13/05/2014
Scritto da Albertone

Catania ha deciso, anzi sta per decidere. Legalizzare la prostituzione è l’unico modo per far sparire dalle strade il mercimonio del sesso. L’unico modo, o almeno il solo individuato fino ad ora, è quello di un ritorno al passato, più precisamente al 1958. Rivedere la famosa legge Merlin che portò alla chiusura delle cosiddette case chiuse, secondo il Consiglio comunale della Provincia siciliana è diventata una necessità. Non significa essere fuori dal tempo, ma essere al passo col presente.
Ecco perché, molto presto, a Catania si parlerà di prostituzione e lo si farà sulla falsariga proprio di quanto votato dai consiglieri regionali della Lombardia che hanno già dato il loro via libera alla parziale abrogazione della più controversa fra le leggi del dopoguerra. Insomma, ripensare il modo di gestire la prostituzione, ed eventualmente farci pure un po’ di denaro grazie alle tasse del lavoro in regola, in vari partiti politici ha toccato nervi scoperti.
E in Sicilia l’idea è di 28 consiglieri comunale che chiederanno ufficialmente di riaprire il dibattito sulla questione legata alla Legge Merlin. Più precisamente, si tratta di un odg che impegna l’Amministrazione comunale affinché si faccia portavoce dell’iniziativa presso la Regione Siciliana, seguendo così il percorso già avviato in Lombardia. Naturalmente, specificano i firmatari, qui nessuno ha intenzione di prendere posizione a favore della prostituzione. Anzi, legalizzare o ripensare le case chiuse sarebbe comunque un modo per evitare che giovani italiane e straniere finiscano nella morsa di sfruttatori senza scrupoli morali.
Al tempo stesso, consentirebbe di togliere dalla strada quel continuo via vai che dal tramonto fino a tarda notte colpisce le grandi città, al Nord così come al Sud. Non è un caso che anche Milano voglia ripensare la Legge Merlin e fare in modo che sui viali più trafficati, dalla mezzanotte in poi, non siano più i clienti assetati di sesso che gli automobilisti a circolare indisturbati. Insomma, alla pubblica decenza c’è un limite, oggi forse abbondantemente superato.
E cancellare un qualcosa che venne scritto nel 1958, in tutt’altro periodo storico, potrebbe non essere una cattiva idea. Così almeno la pensano la maggioranza dei partiti politici, anche se non mancano levate di scudi sia da destra che da sinistra. L’Italia, o meglio le Regioni che come Lombardia non sono più convinte della correttezza morale della legge Merlin, potrebbero decidere di proseguire sulla falsariga della Svizzera o dell’Olanda, dove la prostituzione è legalizzata e frutta svariati milioni di euro alle casse statali.
La proposta che arriva da Catania è chiara: inasprire le pene per lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, dare la possibilità a chi intende esercitare ‘il mestiere’ di farlo alla luce del sole e garantire loro dei controlli. Tutto il contrario di chi pensa ad una città sex free modello ghetto a luci rosse di Amsterdam. E per evitare che la notte diventi bollente e offlimits per i Comuni mortali, questa è una delle strade suggerite. Piaccia o meno, da qui si potrebbe ripartire.


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Categorie: Cronaca, Curiosità


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