I numeri dell'operazione Mare Nostrum sono ormai fuori controllo, eppure sembra che l'Europa voglia atteggiarsi come Ponzio Pilato...

Catania
09:26 del 21/10/2014
Scritto da Albertone

L'ennesimo sbarco è delle scorse ore. Catania invasa da 273 migrati arrivati in Italia dopo essere scappati dalle tragedie africane. Finchè nessuno fa nulla, in fin dei conti questo è l'epilogo più scontato. Uno sbarco avvenuto in sicurezza con la nave Corsi della Guardia costiera che ha fatto rotta verso il porto siciliano portando in salvo i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Solo gli ultimi di una serie già infinita che certamente non si fermerà qui. Non è un caso che alla Manifestazione della Lega nord, a Milano, la partecipazione sia stata imponente ed importante. Il messaggio all'Europa è chiaro: da soli non possiamo farcela. Eppure sembra che qualcuno non voglia ascoltare, o preferisca fingere di non capire. Lo sbarco è uno degli ultimi dell'operazione umanitaria e militare Mare Nostrum che ieri ha compiuto il suo primo e ultimo anno di vita. Tra poco, insomma, succederà questo: le partenze dalle coste nord dell'Africa proseguiranno, ma ancora non si sa come (e se) l'Italia fronteggerà questa ondata.

Tanto più che si avvicina l'inverno, le condizioni del mare saranno soggette a rapido peggioramento ed è scontato che servano mezzi e uomini per salvare vite e umane. Un punto interrogativo giace su quest'ultimo aspetto, senza che lo si possa trascurare. Chiudersi gli occhi e far finta di nulla è da ipocriti. Di certo c'è che a partire dall'1 novembre partirà il progetto Triton, operazione di controllo delle frontiere europee alla quale partecipano 20 paesi che non sostituirà Mare Nostrum come attività di controllo dei confini italiani. Già, sostanzialmente perchè i numeri fanno davvero paura.

La massa di persone che dall'Africa si sta spostando verso l'Europa e verso l'Italia è immane. Uno Stato solo non può farcela a gestire una sorta di terremoto sociale. Dopo 365 giorni di attività, condotta 24 ore su 24, sono stati oltre 150.000 tra uomini, donne e bambini, i migranti assistiti dai mezzi impegnati nel dispositivo Mare nostrum. Più di 94.000 quelli recuperati dalle navi della Marina Militare; 330 i trafficanti di esseri umani assicurati alla giustizia, grazie anche alla cooperazione con le Procure interessate; cinque le "navi madre" sequestrate. Ma ci sono anche da contare i morti. Decine e decine quelli recuperati, un numero imprecisati quelli affogati e mai più riemerasi.

Ma ci sono anche aspetti positivi, che hanno tentato di debellare il fenomeno. Risultati raggiunti grazie all'utilizzo di 32 navi militari, 2 sommergibili, elicotteri ed aerei che si sono avvicendati dall'inizio dell'operazione con l'impiego di 900 militari al giorno; quasi 60 i trasporti sanitari con elicottero effettuati in emergenza; tredici i boarding su navi sospette da parte dei team di fucilieri della Brigata Marina San Marco. Ad un anno dall'inizio di Mare Nostrum gli sforzi da parte di Marina Militare, Aeronautica Militare e di tutte le Amministrazioni e Corpi Armati dello Stato coinvolti non si sono fermati. Cambieranno nome, ma dall'1 novembre i migranti non saranno lasciati soli.


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Categorie: Cronaca, Sociale


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