Le tre retrocessioni della serie A sembrano ormai decretate, la scamperanno Bologna e Chievo che hanno avuto il merito di crederci di più e di essere convincenti negli scontri diretti

Catania
18:16 del 17/04/2014
Scritto da Albertone

Finisce qua, e non è una canzone come potrebbe sembrare a prima vista. Finisce l’avventura in A, breve o lunga che sia stata. A cinque giornate dal termine, con sempre meno punti a disposizione, la zona bollente della massima serie pare aver decretato i propri verdetti. Le tre retrocessioni sembrano cosa fatta, alla faccia del mese e mezzo che resta da giocare. Verdetti importantissimi, su cui resta ancora da aggiungere la sacrosanta verità della matematica. Attenzione allora a possibili finali a sorpresa, anche se gli esiti paiono scontati. A partire da quello del Catania, con i rosso-azzurri decisamente lontani dalla zona salvezza (28 punti) attualmente occupata dal Bologna. Poco più sopra ci sono Chievo (30) e Cagliari (33), Livorno e Sassuolo invece stanno a quota 25 e sperano nella clamorosa remuntada. Complicata, forse ai limiti dell’impossibile.
Ma, come detto, chi sta scivolando lentamente ma inesorabilmente verso la serie B è il Catania, formazione riempita di argentini, molto poco appariscente e con una solidità altrettanto precaria nelle zone difensive, con un attacco che il più delle volte ha mostrato di avere polveri bagnate. Il Massimino in questa stagione non ha rappresentato un valore aggiunto ed è normale che con queste condizioni sia complicato mantenere la massima serie.
La rimpiazzerà, a rigor di logica, il Palermo, che porterà in A una ventata di Sicilia. Il Catania scivola fra i cadetti dopo una lunga permanenza, tutt’altra rispetto al Sassuolo che lo scorso anno aveva coronato una cavalcata incredibile e un progetto reso possibile anche dalla pecunia di patron Squinzi. Ma la serie A non si compra, la rosa è stata rivoluzionata a gennaio senza alcuna logica, le panchine sono saltate (e ritornate) con irrisoria facilità ed è naturale che anche un giocatore di talento come Domenico Berardi abbia finito per non capirci più nulla.
Domenica prossima sarà Chievo-Sassuolo, l’ultima chiamata per la band di Di Francesco che ancora ci spera, anche se sulla carta i valori sono tutti a favore dei clivensi. Che, quando c’è stato da giocare sul serio, non hanno sbagliato un colpo. Bravi i vari Paloschi, Thereau e Obinna ad alzare la guardia ogni volta che se n’è presentata l’occasione.
A Livorno, in un campo tradizionalmente ostile e con una tifoseria “caliente”, i ragazzi di Eugenio Corini hanno vinto per 4-2, Paloschi ha siglato una tripletta che lo ha portato a quota 13 marcature in campionato, tutte decisive. Le stesse, se vogliamo, di Paulinho, ma il suo Livorno ha una fragilità difensiva eccessiva per un campionato come quello di A. Ed allora ecco che la corsa di tutte è comunque sul Bologna che nel derby emiliano col Parma ha gettato al vento i tre punti incassando l’1-1 di Palladino ad un quarto d’ora dal termine.
Ma, ancora una volta, i rossoblu non hanno perso ed hanno mostrato di saper portare a casa con le unghie e con i denti almeno qualche punto. Fondamentale per salvarsi…


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Categorie: Calcio


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