CASO CONSIP, TRAVAGLIO: ‘TUTTI RESTANO AL LORO POSTO, TRANNE CHI HA SCOPERTO LO SCANDALO’

Campobasso
08:30 del 07/03/2017
Scritto da Luca

CASO CONSIP, TRAVAGLIO: ‘TUTTI RESTANO AL LORO POSTO, TRANNE CHI HA SCOPERTO LO SCANDALO

Nel suo editoriale di domenica 5 marzo, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio torna sul caso Consip, mettendo in evidenza l’assurdità di tutta la vicenda:

“Tutti i protagonisti del caso, grazie alla rocciosa credibilità delle loro versioni, restano al loro posto: Lotti ministro, Del Sette comandante generale dei carabinieri, Saltalamacchia capo dell’Arma in Toscana, Marroni a Consip, Vannoni a Publiacqua, Bargilli assessore del Pd a Rignano. Tutti, tranne i carabinieri del Noe che, avendo scoperto lo scandalo, non possono continuare a investigare un solo giorno di più.


Ieri la Procura di Roma, così distratta sulle fughe di notizie su Muraro, Marra, Raggi, Di Maio e Romeo (l’altro, Salvatore, quello delle polizze), li ha sollevati dall’incarico. Le indagini saranno trasferite, per competenza, a Medjugorje”, si legge in chiusura dell’articolo, dal titolo “Memorie di Tiziano”.

Renzi: “L’Insaputo”

Renzi ha scaricato il padre dicendo che dovrebbe pagare una pena doppia, ma in realtà dovrebbe chiarire questo punto. Come è possibile, si chiede Travaglio, che tutti sapevano tranne l’ex-premier?

Scrive il giornalista:

“Intanto, nel Giglio Fracico, c’è solo un uomo che non sa nulla: Matteo Renzi. Delle indagini Consip sanno suo padre Tiziano (e forse anche sua madre Lalla, al secolo Laura Bovoli, new entry dell’inchiesta grazie alla telefonata di Russo con Romeo su una Srl a cui destinare o meno certi soldi), l’amico Russo, gli amici Marroni e Vannoni, l’amico e finanziatore Romeo, probabilmente gli amici generali Del Sette e Saltalamacchia, persino l’amico Billy, autista del suo camper, ma nessuno gli dice mai nulla. Nemmeno il suo tesoriere Francesco Bonifazi, che ha incontrato Russo per parlare dell’eventuale salvataggio dell’Unità a opera del solito Romeo. Nemmeno il tesoriere della sua fondazione Open-Big Bang (che raccoglie i finanziamenti alla corrente renziana e alla Leopolda, compresi quelli di Buzzi e quelli di Romeo), l’amico avvocato Alberto Bianchi, che lavora da quattro anni per la Consip per la modica cifra di 300 mila euro. E Matteo non è mica un tipo curioso, infatti non chiede nulla a nessun genitore né amico, nemmeno quando il Fatto racconta tutto. Che ragazzo riservato. Solo Vannoni sostiene che anche Matteo sapeva dell’inchiesta e gli disse di “stare attento a Consip”, ma chi potrebbe mai credere a un teorema così bislacco? Chi potrebbe mai sospettare che qualcuno dei suoi famigliari o fedelissimi parlasse con lui dell’indagine che avrebbe potuto segnare la fine prematura della sua carriera? Al massimo, sapeva ma a sua insaputa. Rovesciando il detto socratico: non sapeva di sapere”.

Da: QUI


Articolo letto: 327 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Paolo

07/03/2017 16:26:30
Si Renzi fa il finto tondo... fa il pazzo per non andare in guerra tanto ti hanno scoperto togliti la maschera e prenditi le tue colpe altro che Consip ?.
6

Addolorata

07/03/2017 12:05:15
Tutta la gente che stava lì ad applaudire D'Alema mi fa capire una cosa...se siamo arrivati a questo punto come Paese, la colpa non è dei politici, E' LA NOSTRA, che ancora li votiamo (io no personalmente,sono attivista 5 stelle)
5

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