Chissa su quale principio quelli di carpisa pensano che una persona che ha un progetto valido di comunicazione glielo debba regalare facendosi sfruttare, per fargli guadagnare.

Bari
07:00 del 05/09/2017
Scritto da Luca

Chissa su quale principio quelli di carpisa pensano che una persona che ha un progetto valido di comunicazione glielo debba regalare facendosi sfruttare, per fargli guadagnare. Va bene che ormai le idee alla Briatore ossia che è importante sfruttare le opportunitá offerte, stiano facendo scuola ma a noi pare che i ragazzi giovani tendano a scappare (giustamente) da questo paese per vecchi e forse sarebbe il caso che gli imprenditori ricomincino a fare gli imprenditori, sempre che ne siano capaci, anzichè prendere per i fondelli ragazzi che devono guadagnarsi uno stipendio per vivere. Purtroppo non abbiamo troppe speranze perchè come si suol dire, il pesce puzza dalla testa e i suoi cittadini hanno perso la dignitá.

Questo è solo un esempio del cd. "schiavismo moderno". Ringraziate i politici corrotti che hanno devastato il mercato del lavoro italiano con leggi folli, fatte su misura per le corporate lobbies che con i politici intrallazzano quotidianamente, anche ad altissimi livelli. "Passione per la qualità"? ... come no, credici ... 500 EUR per una borsa prodotta (per pochi dollari) in certi paesi del Far East a basso costo del lavoro o in Turchia .... no grazie! Un motivo in più per BOICOTTARE il marchio Carpisa e altri che adottano modus operandi simili ... vergogna! Per la cronaca, il marchio Carpisa, così come Yamamay nell'intimo, sono controllati da Pianoforte Holding, di proprietà del senatore napoletano di Scelta Civica Luciano Cimmino, ex fondatore del marchio Original Marines ...

«Mamma, presto, mi dai i soldi per comprare una borsetta?»

«Sei laureata e vivi ancora in casa con noi. Se vuoi comprarti una borsetta trovati un lavoro»

«Per quello mi serve la borsetta!»

«Non puoi cercare lavoro senza?»


«Se compro una borsa della collezione donna autunno/inverno  posso partecipare al concorso della catena di negozi di borse e vincere un posto!»

«Devi COMPRARE una borsa per poter VENDERE borse?»

«Esatto».

«…Pagare una catena di negozi per essere pagata da una catena di negozi?!»

«Mamma, stiamo parlando di 500 euro

«Per una borsa?!»

«No, per un mese di lavoro»

«CINQUECENTO EURO AL MESE?! DUE EURO E ROTTI ALL’ORA?!»

«Solo per un mese»

«Poi quanto?»

«Poi niente, finisce lo stage. Ma posso tenere la borsetta».

Quello che stanno tentando di spiegare migliaia di figlie disoccupate ai loro genitori è più o meno questo. Hanno letto del concorso lanciato da Carpisa, azienda che vanta 600 punti vendita in franchising in tutto il mondo. Più negozi che dipendenti: 500 gli assunti, gli altri stagisti messi a vendere le borse del marchio “ispirato a valori quali il cliente, la passione per la qualità, lo spirito di squadra, il dinamismo, la creatività, la ricerca, lo sviluppo e la competitività”. Il cliente al primo posto, il dipendente non pervenuto, ma c’è lo spirito di squadra: se vuoi vendere le nostre borse, comprane una. Un affare!


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Lavoro


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