Indagini e stime elaborate da associazioni consumatori evidenziano un aumento costante dei costi relativi all’istruzione e un rincaro a volte ingiustificato dei testi scolastici.

Bologna
19:11 del 07/10/2013
Scritto da Luca

La scuola è iniziata da qualche settimana e molte famiglie hanno dovuto fare i conti, come ogni anno, con i problemi e i costi sempre in rialzo riguardanti l’istruzione. La scuola è importante, è necessaria per il futuro dei nostri figli, ogni anno si fanno i conti con gli aumenti, si borbotta ma ci si adegua, ma c’è, come sempre, chi si approfitta della situazione e pensa soprattutto a rimpinguarsi le tasche in nome dell’istruzione. Un dato di fatto è che l’istruzione è sempre più onerosa, non parliamo tanto dell’impegno che viene richiesto agli alunni, ma soprattutto degli aspetti in termini prettamente economici.  Già prima della riapertura delle scuole, le varie associazioni a difesa dei consumatori avevano Annunciato e denunciato l’ennesima stangata sui prezzi imposti per le necessità scolastiche degli alunni. La spesa per l’istruzione è stata quindi anche quest’anno considerevole, soprattutto perché completamente a carico delle famiglie italiane, purtroppo già fortemente gravate dalla Crisi economica che si fa sentire soprattutto sui beni di prima necessità.

Due erano le stime conosciute riguardo i costi relativi all’anno scolastico 2013/2014, una della Codacons e l’altra della Federconsumatori, secondo le quali rispettivamente l’aumento rispetto all’anno passato sarebbe da individuare tra il 2,4 % ed il  3,5% per il corredo scolastico, ma considerando anche la spesa per i testi scolastici il costo sarebbe pari al 5% all’incirca. Ad aumentare in misura maggiore sono i prezzi di zaini e astucci e le borse a tracolla, sempre più di moda, soprattutto tra gli alunni più grandi. Tradotto in euro si è passati dai 488 euro spesi lo scorso anno ai quasi cinquecento di quest’anno. Rimasti invece pressoché invariati i prezzi di matite e quaderni.

La cosa che fa più arrabbiare è che - nonostante si ripeta sempre che l’istruzione deve essere alla portata di tutti e non accessibile solo a pochi eletti - i nostri legislatori sembrano disinteressarsi del problema e non si comprende bene perché addirittura con la Legge n. 221/2012, hanno pensato di eliminare l’unica cosa positiva di questi ultimi anni, ossia la norma che obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio. Diciamo bene: la ratio della legge precedente era quella secondo cui in sostanza di libri di testo in realtà non avrebbero dovuto cambiare in modo tale, ad esempio, da poter essere acquistati anche sui banchi del mercato dell’usato. Il risparmio sarebbe stato considerevole, perciò ripetiamo non riusciamo a capire il perché di questa nuova legge, verrebbe da pensare ad una sorta di connivenza tra qualche legislatore e le maggiori case editrici, ma non ci azzardiamo a formulare apertamente una simile ipotesi, preferiamo l’alibi del dubbio.

Però, come si spiega il fatto che ogni anno gli editori propongono modifiche ai libri di testo che in tal modo intendono dunque rendere indispensabile il testo nuovo ? Sono anni ormai che se ne parla e con l’inizio di ogni nuovo anno scolastico l’argomento ritorna sempre sotto i riflettori: i libri scolastici e la truffa derivante dalle nuove edizioni. Come tutti sanno, genitori e studenti, le scuole e gli istituti obbligano ogni anno all’acquisto di nuovi testi, con edizioni riviste e di conseguenza prezzi raddoppiati, dove però in realtà a cambiare spesso è solo la copertina, la numerazione delle pagine. Si tratta di una vera propria truffa che spinge sempre di più a dirigersi verso il mercato dell’usato.

Ricordiamo che il rincaro sui testi scolastici per l’anno 2013/2014 ha sfiorato il 5%, tutto derivante dal fatto che le case editrici hanno alzato il prezzo di copertina sulle nuove edizioni, nuove edizioni che nella maggior parte dei casi, celano in realtà una truffa ai danni di migliaia di studenti e famiglie italiane, secondo quanto denunciato dalle associazioni a difesa dei consumatori, primi fra tutti Codacons e Federconsumatori, preoccupati dalla circostanza per cui i costi dei libri continuano infatti a salire a dismisura, arrivando a toccare cifre esorbitanti come 50 euro a volume.  Veramente strano, perché su twitter, il ministro Maria Chiara Carrozza aveva scritto: “Abbiamo deciso di non emanare il decreto sulla rimodulazione dei tetti di spesa sui libri di testo scolastici all’inflazione“. Come al solito alle promesse non sono seguiti i fatti, sarebbe stato certo un provvedimento importante, ma che oggi, ad anno scolastico iniziato di fatto non si è realmente concretizzato.

Quello che si contesta è un meccanismo molto semplice adottato dalle case editrici: cambiare la copertina, poco o nulla nel contenuto e raddoppiare il prezzo. Certamente non intendiamo far ricadere la colpa esclusivamente sulle case editrici, perché spesso, anzi moltissime volte, soprattutto a livello di istruzione universitaria, sono i professori stessi, a chiedere una nuova edizione del loro testo, che ad un prezzo maggiorato comporta per loro ovviamente maggiori entrate di danaro. Considerato altresì che anche le tasse scolastiche sono sempre in costante aumento e forse non del tutto giustificate, allora ci chiediamo ancora una volta, ma l’istruzione è alla portata di tutti…… o no?
 


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Categorie: Cultura, Curiosità, Denunce


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