Oggi il genitore vive con grande apprensione il suo ruolo. Così, per non lasciarsi sfuggire niente, diventa onnipresente, preoccupato non tanto per il figlio quanto di essere, per quel figlio, un genitore perfetto. Un'ansia da prestazione che spesso degenera in una vera e propria intrusione nella vita di bambini e adolescenti, incaricati di dimostrare il valore dei propri genitori.

Campobasso
07:00 del 03/07/2017
Scritto da Gregorio

Oggi il genitore vive con grande apprensione il suo ruolo. Così, per non lasciarsi sfuggire niente, diventa onnipresente, preoccupato non tanto per il figlio quanto di essere, per quel figlio, un genitore perfetto. Un'ansia da prestazione che spesso degenera in una vera e propria intrusione nella vita di bambini e adolescenti, incaricati di dimostrare il valore dei propri genitori.

ANSIE CRESCENTI
Essendo bravi, madri e padri moderni chiedono continuamente al proprio figlio come sta e, simmetricamente, provano ansie crescenti qualora il fanciullo stia attraversando un momento critico, come spesso accade durante I'adolescenza. Il genitore onnipresente desidera infatti sommamente la felicità dei figli e considera il conflitto un'esperienza da evitare perché lui, che è così bravo, non sopporterebbe di essere "odiato".
Al figlio del bravo genitore non resta quindi che scappare nel silenzio: comprende bene infatti che tutte quelle domande sono volte più a rassicurare I'adulto fragile che a trovare risposte.


A volte bisognerebbe ignorarli un po' i figli, spostare I'attenzione e non farli sentire costantemente sotto osservazione. Lasciarli nel loro giardino segreto e accettare che siano arrabbiati con noi, senza cercare la pace ad ogni costo: per loro è importante sapere che gli adulti sono in grado di sostenere il conflitto.
Questa intrusione appare evidente nel fenomeno delle chat di classe. Molti genitori fanno parte di gruppi whatsapp, con i quali si tengono informati su tutto quello che riguarda la vita della scuola: gite, compiti, materiale scolastico, riunioni.

FOCOLAIO DI PETTEGOLEZZI E TRIBUNALE PER PROCESSI SOMMARI
Purtroppo, sempre più spesso, questi gruppi diventano un focolaio di pettegolezzi, un tribunale per processare i docenti, un luogo per reperire informazioni sui ragazzi. Ogni dettaglio può scatenare litigi e polemiche. I genitori sembrano preoccupati soprattutto per i compiti da eseguire a casa, valutati con attenzione in qualità e quantità. Grande apprensione, anche la possibilità che il prezioso pargolo possa dimenticare squadre e matite, cosicché, mamme e papà sull'orlo di una crisi di nervi, si consultano per sapere che cosa prevede I'orario del giorno.
Queste chat sono, evidentemente, la versione aggiornata dell'ansia genitoriale e della smania di controllo. Ciò che dovrebbe essere lasciato alla responsabilità dello studente, viene preso indebitamente in carico da mamme apprensive e papà incapaci di accettare che il proprio figlio venga sgridato dall'insegnante.
Se infatti è auspicabile che i genitori conoscano i docenti e frequentino i colloqui previsti, questa continua e inopportuna ingerenza nelle faccende scolastiche agisce come un freno sulla autonomia dei ragazzi. Continuamente controllati e giustificati, i bambini e gli adolescenti delle nostre scuole sono schiacciati dall'ansia da prestazione dei loro genitori crescendo spesso come piccoli tiranni a cui tutto è dovuto.
I compiti, il materiale da portare così come gli avvisi da riferire fanno parte dell'impegno scolastico e non devono essere gestiti dai genitori. [...]
Fare meno domande, ascoltare di più, uscire dalle chat e lasciare che la scuola sia un problema loro. Ce la possiamo fare.

Da: QUI


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Categorie: , Curiosità, Editoria, Sociale


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