Il carburante non accenna a scendere, ma i mass media nazionali hanno accantonato il discorso. Intanto per le famiglie rimane uno degli esborsi più pesanti e in molti hanno cambiato stile di vita rinunciando all’automobile

Milano
22:50 del 25/02/2014
Scritto da Albertone

Per mesi è stata una delle prime notizie sui giornali e telegiornali di tutta Italia. Aprivi il quotidiano o ti collegavi davanti al televisore ed immancabilmente ci si ritrovava davanti la querelle benzina. Indagini sui prezzi, inchieste sui modi di risparmiare, territorio battuto a tappeto alla ricerca della pompa più economica, distributori messi alla gogna perché accusati di essere troppo cari e di far spallucce alle difficoltà degli automobilisti. Anche Beppe Grillo, in una delle sue prime battaglie politiche, aveva posto più volte la riflessione su benzina e diesel, equiparati nel prezzo a pagliuzze d’oro.
Oggi, a distanza di un paio d’anni, i mass media nazionali hanno accantonato il discorso. La benzina non fa più notizia, non fa più vendere copie, non fa più audience nei rotocalchi pomeridiani o negli approfondimenti della seconda serata. Così, parlarne è inutile. Eppure, il prezzo del carburante non è sceso.
Dopo essere schizzato a quota 1,8 euro al litro per la benzina, si è assestato un decimale più sotto. Oggi fare il pieno spendendo 1,65 euro al litro per la benzina e 1,5 per il diesel è un lusso che si trova o alle pompe no-marca o nei distributori che pur di accaparrarsi clienti hanno scelto di smenarci qualche centesimo in cambio di una pubblicità massiccia che li assimila a dei pastori di generosità. Il prezzo, dopo la picchiata immotivata che gli italiani avevano dovuto subire senza verbo proferire un anno fa, si è fermato, allentando la presa quel tanto che è bastato per far dimenticare agli italiani che immettere un litro di carburante nel serbatoio della propria auto costa qualcosa come 3.200 delle vecchie lire. Fatevi un po’ due conti e capirete perché qualcosa non torna.
Va meglio, per fortuna, ai pochi che hanno scelto di investire sul gpl: per litro si spende 0,8 euro, ovvero la metà esatta della benzina. L’investimento iniziale, circa mille euro ma non mancano le case costruttrici che lo regalano, per chi viaggia per lavoro si ripaga in un anno. Dal secondo in poi, sono tutti soldi guadagnati. Ma c’è anche chi ha scelto di essere più drastico. Benzina troppo cara? Bene, via l’auto. E il ragionamento, se si abita in città e si ha una certa dimestichezza coi mezzi, oltre a non fare un lavoro che richieda tanti minuscoli spostamenti, non fa una grinza.
L’auto porta con sé anche i costi per bollo, assicurazione, controlli, manutenzione e trapasso, ovvero un salasso da qualche migliaio di euro all’anno. In una città come Milano, con qualche centinaio di euro si gira per 12 mesi senza limitazioni sui mezzi di trasporto non solo del capoluogo, ma di tutta la Lombardia. Basta cambiare la prospettiva, adeguarsi agli orari di pullman e treni anziché dei propri, e il risparmio è garantito. Come dimostra il calo di immatricolazioni e assicurazioni registrato nel 2012 e 2013: meno auto, più servizio pubblico.


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Categorie: Cronaca, Economia


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