Cantucci, ricetta. I toscani si sa, sono dei buongustai, e per loro a fine pasto un dolcetto non può mai mancare

Firenze
08:50 del 21/02/2016
Scritto da Samuele

Cantucci

I toscani si sa, sono dei buongustai, e per loro a fine pasto un dolcetto non può mai mancare. A volte cedono alle meraviglie della pasticceria più elaborata, ma prima di alzarsi da tavola, un cantuccio col vin santo non glielo leva nessuno! I cantucci, conosciuti anche con il nome originale di “biscotti di Prato”, sono tra i biscotti più amati e conosciuti al mondo: dei dolci filoncini alle mandorle cotti in forno interi, poi tagliati e biscottati fino a diventare croccanti e di un bel colore nocciola dorato… Da sempre gli estimatori si interrogano sui segreti di questi biscotti così speciali e il biscottificio che ne custodisce la ricetta originale è avvolto da mistero e leggenda. I nostri cantucci sono venuti altrettanto buoni, ma qui a Giallozafferano non c’è niente che amiamo di più che svelare tutti i nostri segreti di cucina, quindi: cantucci, ecco la nostra versione!

Ingredienti per circa 30 cantucci

Zucchero semolato 180 g Uova biologiche 1 Bicarbonato 1 g Farina tipo 00 265 g Mandorle non pelate 120 g Marsala o altro vino liquoroso 10 g Arance non trattate, scorza grattugiata di 1 Sale 1 pizzico Burro ammorbidito 30 g

PER SPENNELLARE

Uova tuorlo 1

Preparazione

Cantucci

Per preparare i cantucci, cominciate ponendo in una ciotola lo zucchero (1) e unite l'uovo con un pizzico di sale. Mescolate con una spatola (2): non c’è bisogno di sbattere, ma solo di sciogliere bene i cristalli. A parte, in un'altra ciotola, unite la farina e il bicarbonato (3).

Cantucci

Mescolate e unite gli ingredienti secchi al composto di uova e zucchero (4). Amalgamate e unite anche il burro morbido (5). Impastate con le Mani (6)

Cantucci

e aggiungete anche le mandorle (7), poi profumate con il marsala (8) e la scorza grattugiata di mezza arancia non trattata (9). Impastate fino a far incorporare bene tutti gli ingredienti all’interno dell’impasto, quindi formate un panetto e trasferitelo sul piano da lavoro.

Cantucci

Dividete il panetto in due parti uguali (10) e ricavate da ciascuna un filoncino lungo e piuttosto stretto (9). Disponete i filoncini ben distanziati su una leccarda ricoperta di carta forno (non c’è bisogno di appiattirli, avverrà naturalmente in cottura). Spennellate i vostri filoncini con il tuorlo d’uovo sbattuto (12) (se il tuorlo risultasse troppo denso, potete stemperalo con un po’ d’acqua).

Cantucci

Cuocete i filoncini in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti (13), quindi sfornateli e lasciateli intiepidire pochi minuti. Quindi, con un coltello dalla lama seghettata, tagliate il filoncino leggermente in diagonale, creando dei cantucci di circa 1,2 cm di spessore (14). Disponeteli nuovamente sulla teglia coperta di carta forno e tostateli in forno statico preriscaldato a 160° per 18 minuti (15). Sfornate i vostri cantucci e lasciateli raffreddare prima di gustarli…accompagnati da un bel bicchierino di vin santo!

Conservazione

I cantucci si conservano a lungo: teneteli in una scatola di latta ben chiusa, al riparo dall’umidità: resteranno fragranti fino a 30 giorni! Ricordatevi però che come tutti i biscotti temono l’umidità: se dovessero ammorbidirsi, purtroppo dovrete buttarli. Potete congelare i filoncini crudi già formati per circa 1 mese, e lasciarli scongelare in frigo prima di procedere normalmente con la doppia cottura.

Consiglio

Qualcuno ritiene che i cantucci originali non avessero il burro nell’impasto: per realizzare questa versione, sostituite i 30 g di burro previsti dalla nostra ricetta con 1 tuorlo d’uovo, regolandovi con la consistenza dell’impasto, aggiungendo un piccolo extra di farina se dovesse risultare un po’ troppo morbido.

Vino liquoroso, arancia…noi abbiamo voluto profumare così i nostri cantucci, ma se preferite potete optare per scorza di limone, o i semi di una bacca di vaniglia!

Curiosità

Gli estimatori dei cantucci sono stati tanti e illustri: Caterina de Medici per prima, alla quale si attribuisce anche il perfezionamento della ricetta con l’aggiunta di mandorle, fino ad arrivare ad Herman Hesse, che dopo averli assaggiati disse che erano così buoni da fargli tornare il buonumore!


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Categorie: Cucina


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