Canone Rai, siamo alla stretta finale. Ieri, come riporta il quotidiano "Italia Oggi", c'è stato un incontro tra ministero dell'Economia, ministero dello Sviluppo economico e gestori elettrici nel corso del quale sono stati illustrati i contenuti del decreto di attuazione delle norme contenute nella legge di Stabilità 2016

Napoli
07:00 del 17/03/2016
Scritto da Gerardo

Canone Rai, siamo alla stretta finale. Ieri, come riporta il quotidiano "Italia Oggi", c'è stato un incontro tra ministero dell'Economia, ministero dello Sviluppo economico e gestori elettrici nel corso del quale sono stati illustrati i contenuti del decreto di attuazione delle norme contenute nella legge di Stabilità 2016. Ebbene, è stato confermato che il pagamento del canone per la tv pubblica avverrà su base annua con dieci rate mensili inserite nella bolletta elettrica da gennaio a ottobre. E dato che l'importo complessivo del balzello televisivo è di circa 100 euro annui, ogni rata sarà di circa dieci euro. Un modo sicuramente "indolore" per far mandare giù la pillola agli italiani. Più doloroso sarà però il primo pagamento, quello che si dovrà fare il prossimo luglio: in quella bolletta, infatti, ci troveremo gli importi mensili da gennaio a quel mese. Ovvero sette rate tutte insieme, per un ammontare di circa settanta euro. Il contribuente, qualora resti indietro con una o più delle rate tv in bolletta (la priorità del pagamento è data alla componente elettrica della stessa, avrà un anno di tempo per saldare gli arretrati: le azioni di recupero delle somme non corrisposte, unitamente a sanzioni e interessi, saranno effettuate dall'Agenzia delle Entrate. Nel provvedimento è comunque scritto neo su bianco che "in nessun caso il mancato pagamento del canone comporta l'interruzione della fornitura elettrica", sempre che la componente elettrica della bolletta sia regolarmente pagata.

Nel frattempo, quando mancano ormai appena quattro mesi al via dell'operazione, emerge un nuovo, spinoso, problema. Quello dei rimborsi dovuti agli utenti che abbiano pagato con la bolletta anche il canone tv, pur non essendo abbonati rai o non possedendo un televisore. L'articolo 6 della bozza di decreto messa a punto dal minsitero si dice che debbano essere in questo caso le compagnie elettriche, e non il fisco attraverso l'Agenzia delle Entrate, a rimborsare gli utenti. Ma le compagnie non ci stanno, perchè l'operazione costa in termini di denaro e di sforzo organizzativo. Anche perchè nella fase di avvio, gli errori potrebbero essere molti. Ecco allora spuntare la richiesta, da parte delle compagnie elettriche, di un "rimborso spese" da parte dello Stato. Sul quale ci sarebbe stata un'apertura da parte del governo. La soluzione individuata sarebbe quella di utilizzare un fondo a disposizione dell'Agenzia delle Entrate proprio per la gestiuon dei contenziosi sul canone.

Alla fine l’hanno fatto: dopo aver passato anni a proclamare l’imminente inserimento delCanone Rai nella bolletta dell’Energia elettrica, ecco che arriva la riforma del Canone Rai, il cui decreto attuativo è inserito nella Legge di Stabilità 2016.

In pratica, a Luglio prossimo, inizieremo tutti, ma proprio tutti, a pagare il canone Rai, che verrà inserito – con una voce a parte – nelle bollette dell’elettricità. 100 euro – il governo non fa che gongolare dicendo alla popolazione che hanno pure abbassato il costo, da 113,50 a 100 euro, un vero affare… - che verranno spalmati nei dodici mesi, ed essendo la bolletta bimestrale, pagheremo una quota di 20 euro a bimestre.

Qualcuno dovrà spiegare se, il canone in bolletta, è stato pensato per esser pagato per 5 bimestri e non per 6, altrimenti altro che sconto, andremmo a pagare 120 euro e non 100: 7 euro più del solito canone.

Ma attenzione, c’è una prima magagna: essendo la riforma retroattiva, a Luglio non ci arriverà la bolletta gravata di 20 euro, come sarebbe giusto pensare, ma di 60. Dovremo cioè pagare in una sola volta, i tre bimestri precedenti. E questo già appare essere un brutto colpo. Che – guarda caso – il governo ha deciso di infliggere alle famiglie nel periodo dell’inizio delle vacanze estive, quando cioè, l’attenzione generale è presa da altre incombenze, più piacevoli.

Oltre ciò, ci sono parecchie cose che scopriremo solo vivendole: siamo sicuri che questo sistema funzionerà fin da subito e non provocherà invece i soliti danni da assestamento di riforma?

I casi di errore, lo sappiamo, sono riconducibili ai possessori di casa per le vacanze: la pagano due volte? E chi di case ha la fortuna di possederne più di una, cosa gli accadrà? L’attesa della messa in atto della riforma, si riempie di dubbi, perplessità e timori.

Al di la di queste considerazioni, del tutto pratiche, c’è da fare una riflessione: questa riforma è o non è costituzionale? In molti, da tempo, se lo chiedono. E hanno ragione, dal momento che – ad esempio – la riforma sul canone si fonda sul presupposto che, se io ho in casa un abbonamento che mi consente di avere l’energia elettrica, ecco che, automaticamente, si pensa che io abbia anche un apparecchio per la ricezione del segnale televisivo.

Eppure, non è così matematico: ci sono persone che l’apparecchio televisivo non ce l’hanno, e poi, ci sono persone che oggi come oggi, seguono le trasmissioni tv in streaming, attraverso il PC e la connessione internet e non hanno la televisione: al momento, queste persone non devono pagare il Canone Rai, anche se sono certa che, a livello governativo, stanno pensando a come recuperare anche questo tipo di utenza.

Il Codacons per primo, si è scagliato contro questa riforma, che ritiene già incostituzionale. Ecco le dichiarazioni rilasciate lo scorso Ottobre: «illegittimo, incostituzionale e impugnabile». Non lasciano dubbi. E anche Adusbef-Federconsumatori non ci ha pensato due volte a bollare la riforma con queste dichiarazioni: «Non si può e non si deve addebitare a chi non ha tv, ricorreremo alla Corte Costituzionale».

Persino Assoelettrica ha dichiarato inammissibile questa novità: «Non tutti i titolari di un contratto elettrico hanno una tv e viceversa. L’operazione è impossibile e non ci compete». Insomma, una riforma che scontenta molte persone, organizzazioni e partiti politici contrari a questa ennesima imposizione che fa acqua da molte parti.

Il Codacons si dice certo che, da Luglio, fioccheranno molti ricorsi. Vedremo.

Pensiamo però anche ad altre cose che questa riforma comporta. Innanzitutto, potrebbe essere l’inizio di una nuova strategia. Oggi ti impongo il canone rai nella bolletta dell’energia elettrica. DoMani, sempre in bolletta, ti inserisco le multe non pagate, le cartelle esattoriali in sospeso…

E se è pur vero che, almeno per ora, sembra che si possa intanto non pagare la quota parte relativa al Canone Rai, ma solo se non si possiede una TV e lo si comunica all’Agenzia delle Entrate e non si rischia quindi di restare senza energia elettrica, non possiamo prevedere ciò che penseranno di fare a livello istituzionale.

La cosa che si deve sapere, anche per valutare meglio quest’azione di governo, è che per ciò che riguarda invece il Canone Rai speciale, quello che dovrebbero pagare le sedi dei partiti, gli uffici pubblici e ogni luogo in cui vi sia la presenza di un televisore proposto alla pubblica visione e il cui importo arriva in alcuni casi anche a oltre 8.000 euro, è l’imposta maggiormente evasa nel nostro paese. Considerando che, quando si tratta di luoghi pubblici istituzionali, a volte non vengono pagate nemmeno le bollette della luce e del telefono, appare chiaro come, questa riforma, sia tesa non solo a batter cassa ma anche, probabilmente, a fare un’ulteriore mappatura delle proprietà immobiliari degli italiani…


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Categorie: Cronaca, Denunce, Economia


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