L’esperimento dell’associazione LapianTiamo, un nome ironico scelto da due malati di sclerosi che hanno fondato un Club in Provincia di Lecce. Con risultati comunque sorprendenti…

Lecce
14:16 del 30/04/2014
Scritto da Albertone

Qui non si fuma per il piacere di fumare ma per il dovere di farlo. Si fuma cannabis per resistere al dolore, per tirare avanti con le minori sofferenze possibili, per cercare di costruirsi un oggi migliore dell’ieri. Qui si fuma, ma la strada della vita è tutta in salita. Siamo in Provincia di Lecce, dove due malati di sclerosi hanno scelto di aprire e fondare il primo e al momento unico Cannabis Social Club italiano con scopo esclusivamente terapeutico.
Qui il ragazzino che si vuol fare la “canna” non entra. Varca la soglia, acquista e fuma solo chi ha particolari patologie. Insomma, chi è malato. Anche la Regione Umbria si è accodata ad altre 8 Regioni italiane che hanno approvato l’utilizzo da parte dei malati di cannabis a scopo terapeutico. La distribuzione gratuita avverrà tramite le struttura ospedaliere o direttamente in ambito domiciliare. Una risposta ai malati di cancro o di sclerosi che ormai da anni chiedono la liberalizzazione della marijuana.
Ma, soprattutto, la denuncia che arriva dai malati è quella di strade perennemente sbarrate, della troppa burocrazia, dell’indisponibilità dei medici e dei prezzi esorbitanti. Ed è proprio per questo che due malati di sclerosi hanno deciso di aprire un punto di riferimento per chiunque ne abbia bisogno.
Peccato che il luogo si trovi a Lecce, in un posto lontano dal resto dell’Italia, e molti dei possibili fruitori denunciano di dover far ricorso al mercato nero per recuperare cannabis. I malati denunciano molti problemi tra cui le difficoltà a trovare dottori disponibili a fare una prescrizione e le farmacie dove trovare i medicinali cannabinoidi.
Nei casi peggiori sono i malati stessi a dover pagare per ricevere le cure di cui hanno diritto, arrivando a sborsare fino a 35 euro il grammo per la Cannabis terapeutica. Strada in salita dunque. E l’Italia, così facendo, spalanca le porte ai delinquenti e mette a repentaglio la sicurezza dei malati che vorrebbero semplicemente usufruirne per ragioni terapeutiche.
E questo è l’obiettivo del Cannabis social club aperto in quel di Lecce: coltivazione diretta e controllata delle piante, lasciando all’esterno chi cerca di fare business e di lucrare anche sulle malattie. Esiste anche una proposta di legge che va proprio in questa direzione, presentata dal Partito radicale, in cui si chiede al Governo che si autorizzi l’approvvigionamento della marijuana, per chi ne ha diritto e bisogno, tramite i Cannabis Social Club, senza problemi burocratici o ritrosie di natura morale.
“La sostanza è stata criminalizzata e questo intimorisce o intimidisce i camici bianchi, che nella gran parte dei casi non vogliono aver nulla a che fare con noi o, ancora peggio, sviano i pazienti, imbottendoli di altri farmaci dagli enormi effetti collaterali – spiegano i proMotori dell’associazione LapiantTiamo - È per questo che abbiamo bisogno della svolta. Per il momento, abbiamo sì trovato il sostegno della Regione Puglia, dell’Asl di Lecce, dell’Università del Salento, ma i limiti continuano ad essere ancora tanti, troppi. E i malati hanno urgenza…”.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Salute


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