L'unico motivo nella mancata legalizzazione è da ricercare nella tutela degli interessi delle associazioni criminali.

Palermo
09:00 del 06/05/2017
Scritto da Luca

L'unico motivo nella mancata legalizzazione è da ricercare nella tutela degli interessi delle associazioni criminali. Non parlo dello spacciatore di strada, ultimo anello di una catena molto lunga, ma di chi sposta tonnellate di cannabis al mese. Quando la Lorenzin si schiera contro lo fa perché qualcuno fa pressione, punto. È palese in questo veto il breve passo che c'è tra la vecchia politica e le associazioni criminali. L'informazione non dovrebbe fare altro che mettere in evidenza questa cosa. Legalizzare è l'unica strada, il proibizionismo ha fallito ed ogni anno che passa perdiamo miliardi di euro tra quelli che spendiamo per combattere la diffusione ed il mancato guadagno scaturito dall'eventuale gettito fiscale. Chi vota PD sostiene coloro che fanno gli interessi di trafficanti e di chi reinveste quei soldi per chissà quali altri reati.

Il proibizionismo alimenta la criminalità organizzata e impoverisce le casse dello stato ! Bisogna avere il coraggio e la coerenza di legalizzare le droghe leggere e la prostituzione !


CHE COSA VI SIETE FUMATI. Tracce di fungicidi e di cocaina, erbaccia comune e un pezzo di legno, un principio attivo (Thc) fuori controllo e potenzialmente rischioso, in particolare per la salute dei giovanissimi. Sono i risultati dell’inchiesta esclusiva condotta da FQ Millennium sulla cannabis venduta nelle piazze italiane. I giornalisti del mensile si sono procurati 22 campioni di marijuana e hashish nelle principali piazze di spaccio di Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna, e li hanno fatti analizzare dal laboratorio di tossicologia forense del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università Alma mater di Bologna. Dal test emerge fra l’altro come, nella cannabis acquistata in strada, la quantità di Thc (delta-9-tetraidrocannabinolo, la componente psicotropa della cannabis, cioè che dà alla testa) sia di norma molto elevata e fuori controllo. Oltre venti volte quella contenuta nella maria che fumavano gli hippy negli anni Sessanta-Settanta. Il record è toccato alla marijuana acquistata a Napoli nel rione Traiano, in cui il Thc tocca il 26,25%, e in altri sei casi è risultato superiore al 20%. “Molti clienti dello spaccio sono ragazzi giovanissimi”, afferma Elia Del Borrello, responsabile del laboratorio che ha analizzato i campioni. “Fino a 21 anni il sistema nervoso non è ancora del tutto differenziato e sostanze così forti possono incidere negativamente su quei tessuti. Soprattutto se accompagnate da cocaina e alcol”. Nella cannabis sequestrata in Italia, aggiunge la dottoressa, è comune trovare “concimi, fertilizzanti, ormoni”, utilizzati nella coltivazione illegale, nonché “additivi chimici” impiegati per rinforzare l’effetto dell’erba di bassa qualità.


Articolo letto: 452 volte
Categorie: , Denunce, Salute


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Risposte - Commenti

Paolo

06/05/2017 18:29:44
Ecco legalizzazione della cannabis cosa che troviamo nelle strade ovunque andiamo e pieno il mondo di cannabis non c'e bisogno di legalizzarla e pieno di spacciatori .
5

Lucilla

06/05/2017 10:04:21
Sono secoli che viene fumata e si trova ovunque e tutti lo sanno..il fatto che non ci sia una legge che ne regolamenta l'uso come per le sigarette è follia pura tipica della stupi..à immane dell'uomo, quando si può acquistare alcool in un qualulnque negozio..molto più pericoloso e letale..
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