Cannabis legale: il Ministero delle politiche agricole dà il via libera alla commercializzazione delle infiorescenze. Non sarà necessaria autorizzazione

Milano
08:00 del 26/05/2018
Scritto da Gerardo

Cannabis legale in Italia, novità sull’infiorescenza. Una circolare del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha di fatto dato il via libera alla cosiddetta Marijuana Light, a basso contenuto di THC.

Il provvedimento è arrivato per chiarire alcune regole previste nella legge 242/2016, entrata in vigore a gennaio 2017.

Commenta il vice ministro uscente, Andrea Olivero:

«Si tratta di un provvedimento necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo in modo da attuare pienamente una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione. In questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione da parte degli organi preposti».

Esultano i produttori: “Oggi lavoratori e coltivatori possono festeggiare”.

Cannabis legale: i limiti di THC restano invariati

Il documento del Ministero ribadisce i parametri da rispettare per la coltivazione di canapa sativa con riferimento ai valori di THC, il delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei due principi attivi della pianta. L’altro è il CBD, cannabidiolo, il cannabinoide maggiormente diffuso in natura. A differenza del THC, il CBD non è psicoattivo, non influisce cioè sul sistema nervoso centrale. È stato legato negli anni alla cura di malattie come il cancro, anche da studi scientifici come quelli del California Pacific Medical Center Research Insitute e dell’Università di Rostock (ne abbiamo parlato qui).

La cannabis legale, per essere coltivata, deve restare a un massimo di 0,2% di THC nella canapa greggia. Non ci sono però conseguenze legali per l’agricoltore se il contenuto complessivo di THC della sua canapa coltivata non supera lo 0,6%. Qualora invece venisse superato quest’ultimo valore, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.

Leggi anche: Canapa sativa: è legale coltivarla senza autorizzazione

Cannabis legale: la vera novità riguarda le infiorescenze

Fin qui tutto resta come prima. La vera novità del provvedimento ministeriale riguarda alcune precisazioni sull’infiorescenza della cannabis legale.

Il Ministero ha infatti meglio specificato “la normativa della coltivazione nell’ambito del settore florovivaistico”. La precisazione, in sei punti, ha aggiornato la normativa sulle infiorescenze. Sintetizziamoli:

  • La riproduzione di piante di canapa è consentita solo da seme certificato;
  • La riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per successiva commercializzazione di prodotti derivati non è contemplata;
  • Il vivaista deve conservare il cartellino della semente certificata, con relativa documentazione di acquisto, per almeno 12 mesi;
  • La vendita delle piante a scopo ornamentale è consentita senza autorizzazione;
  • Gli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 214/2005 regolamentano l’attività vivaistica;
  • La legge 242/2016 non definisce le importazioni a fini commerciali di piante di canapa. Queste devono rispettare la normativa UE e italiana in materia.

Il periodo più importante della circolare arriva però in chiusura:

«Con specifico riguardo alle infiorescenze della canapa, si precisa che queste, pur non essendo citate espressamente dalla legge n. 242 del 2016 né tra le finalità della coltura né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, il cui contenuto complessivo di THC della coltivazione non superi i livelli stabiliti dalla normativa, e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle Istituzioni competenti».


L’esultanza dei produttori

A commentare le nuove disposizioni in materia di cannabis legale, Luca Marola, ideatore e fondatore di un noto marchio italiano, fra i primi esempi di marijuana light in Italia:

«Dopo un anno dal lancio della cannabis light questa è la nostra grande vittoria. Adesso tutti i lavoratori e i coltivatori potranno festeggiare: la produzione e il commercio delle infiorescenze è stato finalmente riconosciuto anche dal ministero. Per la prima volta la parola infiorescenze viene inserita in un testo di diritto, riconoscendone così il valore. Adesso tutti i soggetti che hanno investito in questo business sanno di agire legalmente, senza più ombre. È un passo importantissimo».

Cannabis legale: le varietà registrate in UE

Scopriamo adesso quali sono le varietà certificate di canapa in Europa. L’elenco, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito ufficiale dell’Ue.

Per trovarlo, bisogna andare a questo link: http://ec.europa.eu/food/plant/plant_propagation_material/plant_variety_catalogues_databases/search/public/index.cfm?event=SearchForm&ctl_type=A

Selezionare poi dal menu a tendina “Species”, la voce “A – 85 – Hemp – Cannabis Sativa”. Vediamo l’elenco completo presente attualmente:

  • Adzelvieši – *LV 188
  • Antal – *CZ 1465
  • Armanca – *RO 1002
  • Asso – *IT 15
  • Beniko – *NL x, *PL 1109
  • Bialobrzeskie – *CZ 1067, *PL 893
  • Cannakomp – *HU 149424
  • Carma – *IT 1532
  • Carmagnola – *IT 15
  • Carmaleonte – *IT 15
  • Chamaeleon – *NL 391
  • Codimono – *IT 15
  • CS – *IT 15
  • Dacia Secuieni – *RO 1018
  • Delta-405 – *ES 275
  • Delta-llosa – *ES 275
  • Denise – *RO 1018
  • Diana – *RO 1018
  • Dioica 88 – *FR 8194
  • Eletta Campana – *IT 15
  • Epsilon 68 – *FR 8194
  • Fedora 17 – *FR 8194
  • Felina 32 – *FR 8194
  • Férimon – *FR 8194
  • Fibranova – *IT 15
  • Fibrante – *IT 15
  • Fibrol – *HU 149424
  • Fibror 79 – *FR S8194
  • Finola – *FI 6157
  • Futura 75 – *FI 6157
  • Glyana – *PL x
  • Henola – *PL 893
  • Ivory – *NL 722
  • KC Bonusz – *HU 149424
  • KC Dora – *HU 149424
  • KC Virtus – *HU 149424
  • KC Zuzana – *HU 149424
  • Kompolti hibrid TC – *HU 149424
  • Kompolti – *HU 151322, *NL x
  • Lipko – *HU 151322
  • Lovrin 110 – *RO 1002
  • Marcello – *NL 722
  • Markant – *NL 722
  • Monoica – *CZ 1272, *HU 149424
  • Rajan – *PL 893
  • Ratza – *RO 1018
  • Santhica 23 – *FR 8194
  • Santhica 27 – *FR 8194
  • Santhica 70 – *FR 8194
  • Secuieni Jubileu – *RO 1018
  • Silvana – *RO 1002
  • Succesiv – *RO 1018
  • Szarvasi
  • Tiborszallasi – *HU 149424
  • Tisza – *HU 149424
  • Tygra – *PL 893
  • Uniko B – *HU 151322
  • Uso-31 – *NL x
  • Villanova – *IT 1495
  • Wielkopoloskie – *PL 589
  • Wojko – *PL 893
  • Zenit – *RO 1018

Cannabis legale: ecco specie autoctone italiane

Come sappiamo, l’Italia era fino a pochi decenni fa un grande produttore di canapa, di livello globale. Lo è rimasta almeno fino agli anni ’40 del Novecento, quando eravamo il secondo produttore mondiale, con circa 100mila ettari di terreni coltivati.

Le più famose varietà autoctone presenti nel nostro Paese erano cinque:

  • Carmagnola
  • Polesana
  • Ferrarese
  • Atellana (anche detta Pedemontana)
  • Nana napoletana

Oggi le specie italiane ufficialmente riconosciute (riportate anche nel paragrafo precedente, con la sigla *IT), sono:

  • Asso
  • CS
  • Carma
  • Carmagnola
  • Carmaleonte
  • Codimono
  • Eletta Campana
  • Fibranova
  • Fibrante
  • Villanova

H3. Canapa industriale: un mercato da 40 milioni di euro

Negli ultimi otto mesi del 2017, anno in cui è entrata in vigore la legge sulla cannabis legale, sono stati aperti più di 350 negozi da Milano a Palermo, per cogliere le nuove opportunità di business. Il giro d’affari potenziale stimato è di più di 40 milioni di euro. Buoni i numeri anche sul fronte dei posti di lavoro: sarebbero almeno 960 in più gli occupati stabili nel settore, con entrate fiscali pari a sei milioni l’anno in più

Da: QUI


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Categorie: , Cronaca, Curiosità, Sociale


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