Una ricerca degli esperti dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano rivela che un semplice prelievo di sangue può individuare la patologia con due anni di anticipo rispetto alle analisi effettuate oggigiorno.

Milano
08:11 del 29/01/2014
Scritto da Albertone

Solo un dato: in Italia nel 2004 sono morte 32.840 persone per carcinoma del polmone. Numeri che col passare degli anni sono purtroppo destinati a crescere. Una piega che interessa tutto il paese, colpisce più gli uomini delle donne, si concentra in particolare al Centro-Nord e lascia poco margine di speranza in chi lo contrae. Le cause? Soprattutto il fumo di sigaretta, a ruota radon, amianto, inquinamento atmosferico e Virus. Una piaga, come detto, su cui stanno lavorando centinaia di risultati. E gli effetti, stavolta, potrebbero uscire da una ricerca eseguita all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano.
La conclusione è una rivoluzione in campo medico: abbreviare di due anni l’individuazione della malattia. Ancora tutta da decifrare, ma la strada sembra quella giusta. Per prevenire sofferenze non solo nei pazienti, ma nei famigliari e negli affetti più cari che si ritrovano ad assistere a una patologia fra le più terribili.
Secondo gli esperti dell'Istituto nazionale tumori di Milano, che hanno condotto uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica "Journal of Clinical Oncology", un semplice prelievo di sangue "è in grado di individuare il tumore del polmone fino a due anni prima della diagnosi ottenuta con TAC spirale, indagine radiologica ad oggi suggerita per la sua diagnosi precoce".

In sostanza, stavolta la Tecnologia lascerebbe spazio alla semplicità. La diagnosi non passerebbe da macchinari da terza generazione o da raggi di chissà quale nome, ma da un prelievo del sangue e dall’esatta verifica dello stesso. Quello che per ora è un test, è destinato a diventare uno studio. Per il momento ne stanno dibattendo nell'Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR) e nell'Associazione Internazionale per lo Studio del Tumore al Polmone (IALSC).
In cosa consiste il test? Molto semplice: i ricercatori hanno selezionato 939 forti fumatori, individuando i soggetti più a rischio coincidenti col pericolo maggiore di contrarre il carcinoma del polmone. In gran parte (870) nessuno di lavoro risultava affetto da patologia, mentre 69 avevano già presenza di cancro. Il test avrebbe dimostrato nell’87% dei casi la possibilità di identificare il tumore al polmone nei soggetti sani, stanando poi nell’80% dei casi il numero dei falsi positivi individuati dalla Tac spirale, il metodo ad oggi più utilizzato per lo screening del polmone.
Ma non è tutto. La riduzione della tempistica porterebbe ad una riduzione dei costi, delle attese e ad una possibilità di azione ovviamente maggiore sui pazienti affetti da patologia. "Abbiamo messo a punto - aggiunge Gabriella Sozzi, direttore dell'Unità di Genetica Tumorale dell'Istituto - un test diagnostico molecolare a bassa invasività per il paziente che valuta i livelli di 24 microRNA circolanti nel sangue dei fumatori e che indica la presenza del cancro polmonare. Complessivamente, i risultati del nostro studio supportano l'uso del test molecolare come strumento per migliorare l'identificazione precoce del tumore al polmone".


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Categorie: Cronaca, Denunce, Salute, Tecnologia


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