Come tessuto, grazie alla sua fibra cava, la canapa rimane fresca in estate e calda in inverno. Ha proprietà antibatteriche e antifungine ed è in grado di assorbire l’umidità del corpo, tenendolo asciutto e assorbe i raggi infrarossi e gli UVA fino al 95%.

Genova
14:00 del 05/10/2015
Scritto da Luca

Come tessuto, grazie alla sua fibra cava, la canapa rimane fresca in estate e calda in inverno. Ha proprietà antibatteriche e antifungine ed è in grado di assorbire l’umidità del corpo, tenendolo asciutto e assorbe i raggi infrarossi e gli UVA fino al 95%. La resistenza agli strappi è tre volte maggiore a quella del cotone e tra le fibre naturali è quella che meglio resiste all’usura. Richard Fagerlund, studioso che ha oltre 40 anni di esperienza nella gestione di specie nocive per le piante, ha di recente spiegato che: La coltivazione del cotone è probabilmente il più grande inquinante del pianeta poiché, occupando solo il 3% dei terreni agricoli del mondo, esige il 25% dei pesticidi utilizzati in totale. Le sostanze chimiche vanno nelle acque sotterranee e il veleno non ha come bersaglio solo gli insetti, ma tutti gli organismi, compresi gli esseri uMani. Inoltre la fibra di canapa è più lunga, più assorbente, resistente e isolante della fibra di cotone”. Sempre a livello di coltivazione il cotone per crescere, richiede circa il doppio dell’acqua rispetto alla canapa. Purtroppo in Italia, avendo saltato completamente la fase della meccanizzazione nel corso del Novecento, oggi di canapa tessile e di tessuti derivati non c’è produzione. Il tessile è da sempre considerato l’oro verde della canapa, perché è il prodotto con il maggior valore aggiunto. Per ripristinare il settore varrebbe la pena incentivare eventuali trasformatori e produttori.

La Canapa ha il più basso impatto ecologico. Il cotone ha bisogno di due volte l’estensione di un campo per eguagliare la produttività della canapa. Per avere un kg di fiocchi di cotone occorrono 9 mila e 700 litri d’acqua. Per avere un kg di CANAPA totalmente utilizzabile in ogni sua parte occorrono 2 mila e 200 litri d’acqua. La fibra della canapa è quattro volte più forte di quella del cotone. La Canapa non ha bisogno di pesticidi ed erbicidi. Il Cotone ha bisogno di tanti agenti chimici. La coltivazione di Cotone lascia la terra bruciata e le acque inquinate.

Fino agli anni 60 prima che venisse soppiantata da derivati del petrolio veniva definita il maiale dei vegetali perché dava una resa totale, ovvero si utilizzava in tutte le sue parti.

La coltivazione della canapa è stata vietata negli Stati Uniti e in altri paesi nel 1937 a causa della minaccia che ha causato ad alcune società e le loro attività.

E’ necessario ricordare che l’80% del cotone mondiale è Ogm fornito dalle Multinazionali sementiere che a loro volta producono anche gli antiparassitari per le culture e come se non bastasse hanno in mano anche l’industria farmaceutica .Se avete una T-shirt o dell’intimo prodotti con cotone made in China o in India avete addosso del cotone geneticamente modificato. E i super raccolti proclamati dalle aziende Biotech che producono sementi OGM? Un fallimento come mostra il recente bando delle sementi di cotone OGM in India.


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Categorie: Economia, Salute


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