Secondo un nuovo studio effettuato da un team di geologi italiani e francesi il supervulcano Campi Flegrei sta dando segni di risveglio.

Napoli
05:30 del 18/10/2017
Scritto da Gerardo

Secondo un nuovo studio effettuato da un team di geologi italiani e francesi il supervulcano Campi Flegrei sta dando segni di risveglio.

Campi Flegrei è un’area di 13 km a nord-ovest di Napoli e del suo golfo, caratterizzata da un’elevata attività vulcanica. Il territorio ospita almeno 24 tra crateri e piccoli edifici vulcanici, che borbottano da 40.000 anni.

Secondo alcuni ricercatori, un’eruzione di Campi Flegrei contribuì enormemente all’estinzione dell’uomo di Neanderthal centinaia di migliaia di anni fa; se il vulcano dovesse risvegliarsi oggi, le conseguenze sarebbero devastanti, poiché l’area è abitata da diversi milioni di persone.

Si sta risvegliando?

Secondo un nuovo studio, Campi Flegrei sta dando segni di risveglio. Un team di geologi francesi e italiani, osservando il tasso di deformazione del terreno nell’area, ha concluso che l’enorme caldera potrebbe stare entrando in una fase preparatoria all’eruzione.

Gli scienziati hanno inoltre identificato una soglia che, se oltrepassata, determinerebbe l’inizio della fase eruttiva, e sfortunatamente il vulcano si sta avvicinando a questa soglia piuttosto velocemente.

Che sta succedendo?

Quel che sta accadendo nell’area è in generale un accumulo di gas accompagnato da magma, in grado di aumentare la pressione sotto il terreno; più gas viene accumulato, più l’eruzione potrebbe risultare esplosiva.


Utilizzando una serie di simulazioni di gas e fluidi a diverse temperature, il team ha identificato una soglia detta “temperatura critica di degassificazione” (CDT), che indica il momento in cui il gas intrappolato verrebbe rilasciato. Quando questo dovesse accadere, le rocce circostanti verrebbero sollecitate dai gas ad alta temperatura, fino a rompersi.

Le fratture sarebbero così gravi da causare un collasso catastrofico e un’eruzione rovinosa. Secondo le recenti misurazioni, Campi Flegrei sta andando verso CDT ad una velocità per niente rassicurante.

Il terreno nell’area si sta sollevando

Le misurazioni suggeriscono che il terreno nell’area si è sollevato di ben 0.38 m dal 2005, ed è un dato preoccupante, che testimonia accumulo di pressione sotto il terreno. Tra il 1982 e il 1984 il terreno si sollevò addirittura di 1.8 m, una velocità di ben 24 volte quella attuale.

Uno dei vulcani più imponenti d’Europa

Il supervulcano si formò 40.000 anni fa, producendo un’eruzione potentissima che sprigionò ben 500 km cubici di detriti vulcanici. Alcuni di essi raggiunsero addirittura la Groenlandia, secondo alcuni studi.

L’esplosione si situò al livello 6-7 dell’Indice di Esplosività Vulcanica (VEI), il tipo di eruzione più disastroso. Si trattò senza alcun dubbio dell’eruzione più potente degli ultimi 200.000 anni.

Quando potrebbe accadere?

Il team tranquillizza nei confronti della tempistica: “Il monitoraggio del territorio nei mesi e negli anni a seguire sarà di importanza fondamentale.” si può leggere nello studio(pubblicato su Nature).

Considerando che milioni di persone vivono letteralmente dentro il cratere, Campi Flegrei è uno dei più pericolosi e controllati vulcani del mondo. Vi è grande dibattito sul fatto se l’aumento di pressione sia causato da magma e gas, o fluidi ad alta pressione; la seconda ipotesi, nonostante non sia ideale, è preferibile alla prima, ed è fortunatamente quella che suggerisce il nuovo studio appena pubblicato.

Lo studio è consultabile su Nature Communications; attendiamo sviluppi futuri.

Da: Jeda


Articolo letto: 268 volte
Categorie: , Ambiente, Cronaca, Scienze


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